Zanzare, il più micidiale predatore della storia dell’umanità

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Timothy C. Winegard, storico canadese ed esperto di storia militare e dei nativi americani è l’autore del saggio storico-biologico-entomologico, in stile cronistico, Zanzare. Il più micidiale predatore della storia dell’umanità, edito da HarperCollins Italia a luglio.

Quella contro le zanzare è una guerra, dice. Anzi, la guerra del genere umano. Dura da sempre ed è un conflitto impari. Se noi siamo 7,7 miliardi, l’esercito nemico schiera un’armata di 110 bilioni di insetti, in ogni parte del pianeta, escluse l’Antartide, l’Islanda, le isole Seychelles e qualche atollo della Polinesia francese. A quanto pare, però, resteranno immuni solo fino all’arrivo anche da quelle parti della coreana: resiste al freddo e all’asciutto.

Dal 2000, questa legione sterminata di amazzoni aggressive, che vivono solo per succhiare sangue e deporre uova, ha provocato in media la morte di 2 milioni di persone ogni anno. I leoni si fermano a 100 e i lupi, nonostante la pessima fama, a una decina di umani sbranati.

Il ciclo vitale copre da una a tre settimane in genere, se non intercettate dalle nostre contromisure. Quello dei maschi è minore, non supera le due e non si nutrono di sangue, solo di larve nell’acqua, elemento vitale della specie, dal momento che le uova vengono deposte e si schiudono in ambiente umido, dove la pupa staziona fino a raggiungere la maturità.

Senza le zanzare come vettore, moltissimi microrganismi non potrebbero raggiungere gli esseri umani, né mantenere attivo il ciclo del contagio. Gli uni hanno bisogno delle altre. Se non ci fosse la minuscola zanzara femmina, non esisterebbero tantissime malattie, sulle quali l’autore si sofferma.

Fonte: articolo pubblicato sul sito sololibri.net – qui è possibile leggere l’articolo originale