Cavallette e cimici? No problem, arriva in aiuto la «vespa samurai»

vespa samurai

Non c’è albero che le cimici asiatiche risparmino alla loro puntura. Ma non disdegnano neanche mais, vite, ortaggi e piante da vivai. I danni, rileva Coldiretti lanciando l’allarme, possono arrivare fino al 40% dei raccolti nei terreni infestati. Ora ci si può difendere solo con delle protezioni fisiche: serre e reti a copertura delle coltivazioni, e zanzariere per le abitazioni.
Ma per bloccare la proliferazione, secondo l’associazione di agricoltori, bisogna escogitare un’eco-soluzione, a basso impatto ambientale, evitando i soliti pesticidi e le trappole a feromoni con agenti biochimici.

C’è però un nemico formidabile, il cui nome comune già incute un certo rispetto: la «Vespa samurai». La Commissione agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità ad aprile una risoluzione che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l’immissione in Italia di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni.

E nel testo si raccomanda, in particolare, di accelerare l’autorizzazione all’uso della Trissolcus japonicus. Originaria dell’Asia orientale ma ormai presente anch’essa in Europa e America, la «vespa samurai» – così nominata per l’origine giapponese e l’aggressività degna dei leggendari guerrieri del Sol Levante – sconfigge l’avversaria alla radice, depositando le uova direttamente in quelle della cimice e uccidendole appena le proprie larve si sviluppano.

Fonte: articolo pubblicato sul sito corriere.it – qui è possibile leggere l’articolo originale