Il rapporto tra Covid-19, superfici e sanificazione

rapporto tra covid-19 e sanificazione

Il rischio di contrarre il Covid-19 toccando superfici od oggetti contaminati è molto basso. C’è appena una possibilità su 10mila, come confermato da uno studio realizzato dai Centers for Disease and Control (CDC, un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica americana), di infettarsi in questo modo. “La modalità principale attraverso la quale le persone vengono infettate dal SARS-CoV-2” è segnalato nella ricerca ( riportata dal sito mlive.com) è tramite l’esposizione a goccioline che vengono emesse respirando (i famigerati droplet) e che contengono il virus”.

Tra le voci che ridimensionano il rischio proveniente dagli oggetti c’è quella del microbiologo Emmanuel Goldman che, su Lancet (come riportato da sanitainformazione.it), ha ricordato come le notizie relative alla sopravvivenza del virus sulle superfici per più giorni vadano lette nel modo giusto. Gli scenari simulati in laboratorio sono stati realizzati utilizzando grandi quantità di campioni del virus e ciò ha portato a sovrastimarne la sopravvivenza che, secondo alcuni, avrebbe potuto raggiungere anche i sei giorni. La scienza è riuscita ad infrangere, negli ultimi mesi, alcuni miti (piuttosto consolidati) sul nuovo coronavirus.

L’esplosione dell’emergenza coronavirus ha contribuito a rendere sempre più importante un settore in precedenza trascurato, quello della sanificazione. Le aziende che operano in questo ambito hanno dovuto far fronte ad un aumento esponenziale della domanda, in controtendenza a quello che è accaduto alla maggior parte degli altri settori e questi sviluppi hanno portato alla creazione di un vero e proprio business.

Fonte: articolo pubblicato sul sito it.insideover.com – qui è possibile leggere l’articolo originale