Punture di zanzara molto gonfie: cosa fare

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La maggior parte delle persone non presenta eccessivi gonfiori conseguenti alla puntura di una zanzara: la cute potrebbe caratterizzarsi per la presenza di piccoli pomfi, altamente pruriginosi, in corrispondenza del morso. In altre, tuttavia, può manifestarsi anche un gonfiore molto diffuso.
La prima causa del gonfiore anomalo è, come facile intuire, anche la meno preoccupante. Spesso le punture di zanzara si gonfiano a causa dell’attrito meccanico, come lo sfregamento continuo con gli abiti oppure con l’abitudine – tutt’altro che consigliata – di grattarsi nel vano tentativo di ridurre la sensazione di prurito. La costante irritazione del morso non fa altro che incentivare una maggiore risposta del sistema immunitario a livello dell’epidermide, determinando il rigonfiamento e l’accumulo di liquidi. In assenza di altri sintomi, l’area irritata dovrebbe scomparire a poche ore dall’ultima sollecitazione meccanica.

Seppur meno frequenti, ma tutt’altro che da sottovalutare, vi potrebbero essere delle ragioni di natura allergica. Una di queste è la cosiddetta sindrome di Skeeter: i soggetti predisposti possono sviluppare un’importante allergia al morso della zanzara, data dall’eccessiva reazione dell’organismo ad alcuni peptidi contenuti nelle sostanze anticoagulanti e anestetizzanti presenti nella saliva degli insetti.

Segue quindi l’orticaria papulosa, un’ipersensibilità alla saliva della zanzara che si manifesta con l’apparizione di diversi pomfi, estremamente pruriginosi e caratterizzati da vescicole con croste centrali.

I rigonfiamenti dovuti alla puntura di zanzara, soprattutto quando molto vistosi, dovrebbero essere sempre vagliati dal medico. In particolare quando si manifestano anche degli stati febbrili, segno più che evidente di un’ipersensibilità o un’allergia al morso.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenstyle.it – qui è possibile leggere l’articolo originale