Ptinidi, insetti simili ai ragni

ptinidi

Gli Ptinidi, infestanti della famiglia dei coleotteri

Non molto diffusi, questi coleotteri presentano abitudini di vita per certi versi simili a quelle dei tarli e possono assumere importanza sopratutto nelle abitazioni private, vecchi alberghi, magazzini alimentari, mulini, musei. Sono onnivori, nutrendosi di detriti alimentari di vario tipo (cereali, farina e semole, pasta, biscotti, cacao, camomilla, pepe, etc)
non disdegnando carta, fieno, materiale in decomposizione di origine animale e vegetale.
Si tratta di un infestante che tollera molto bene le basse temperature e può rimanere digiuno anche per molto tempo.
Frequentano luoghi scarsamente illuminati e la femmina depone dalle 50 alle 100 uova incollandole sui substrati di cui si alimentano.

Infestanti secondari ma non meno pericolosi

Seppur considerati come infestanti secondari, questi insetti vanno gestiti alla stessa stregua degli altri parassiti delle derrate alimentari. I danni provocati a seguito dell’attività trofica degli adulti e delle larve sono da considerarsi significativi per il deterioramento delle sostanze infestate sia per il deprezzamento del loro valore commerciale.
Gli ptinidi sono difficili da individuare in un ambiente poiché evitano la luce, nascondendosi all’interno di profonde fessure e cavità.
Il controllo di questi insetti comincia con la pulizia e rimozione di tutti i substrati alimentari che hanno determinato l’infestazione, comprese le vecchie esche rodenticide dimenticate in qualche angolo o soffitta. Occorrerò un approccio estensivo in presenza di magazzini di stoccaggio di prodotti alimentari e nelle vecchie abitazioni ricche di suppellettili e materiale ligneo.

Fonte: articolo pubblicato sul periodico T&C Tecniche e Curiosità a cura di Colkim srl, redatto da Roberto Vatore, Responsabile Tecnico Colkim per la regione Campania.