Leptospirosi, Ancona, 50enne rischia di morire per “febbre dei sette giorni”

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La leptospirosi è un’infezione batterica che può colpire sia l’uomo che gli animali. Essa è causata da una famiglia di batteri del genere Leptospira. Le leptospire sono microrganismi della famiglia delle spirochetacee dotati di corpo esile e filamentoso, privo di ciglia o flagelli, diffusi nell’acqua e negli ambienti umidi, agenti di malattie infettive quali la leptospirosi. Esse sono ospiti abituali di topi, ratti, maiali, nutrie, eccetera e vengono immesse nell’ambiente con l’urina nell’acqua e nel fango. L’uomo può essere infettato attraverso la pelle, soprattutto degli arti inferiori e, in particolare, in presenza di ferite ed abrasioni. Particolari caratteristiche ambientali permettono la sopravvivenza delle leptospire e favoriscono la trasmissione della malattia.

L’infezione da leptospirosi è generalmente causata dal diretto contatto con acque contaminate dall’urina di animali infetti. Molti mammiferi, selvatici e domestici, possono essere portatori del batterio; essi si possono ammalare ma qualche volta, pur avendo sviluppato la malattia, possono non mostrarne i sintomi diventando quindi dei portatori sani. Il microrganismo della leptospirosi è stato isolato nel bestiame, nei maiali, nei cavalli, nei cani, nei roditori e negli animali selvatici. L’uomo può contrarre l’infezione quando viene a contatto con acqua, cibo o terreno contaminati con le urine di animali infetti. I batteri possono invadere il nostro organismo per ingestione di cibi e acqua fortemente contaminati, anche se, solitamente, i succhi gastrici dello stomaco dovrebbero essere una buona barriera per distruggere le leptospire, attraverso la pelle e, in modo particolare, attraverso le mucose degli occhi e del naso o attraverso tagli od abrasioni.

Chiunque può infettarsi se passa del tempo all’aperto in zone umide ed acquitrinose dove sono presenti animali infetti. Pescatori, cacciatori, militari, veterinari, agricoltori e, in genere, persone che vivono all’aperto, sono a rischio di infezione. Durante le emergenze e, in particolare durante le alluvioni, questo tipo di infezione può essere contratta anche dai volontari di protezione civile dediti alla pulizia delle case inondate, alla rimozione di fango e detriti o ad opere di arginatura. Sempre più spesso, questa malattia interessa anche persone che praticano sports a contatto con l’acqua di laghi e dei fiumi.

Il rischio di contrarre l’infezione può essere notevolmente ridotto osservando alcune precauzioni. · Non nuotare o guadare torrenti, laghi o stagni in particolare quando si hanno ferite od escoriazioni. Se si sta nuotando, evitare il contatto con la bocca e l’ingestione di acqua. In particolare, durante le emergenze, è bene evitare il contatto diretto con acqua e fango indossando guanti di gomma e stivali · Non bere acque superficiali (di pozze, torrenti, laghetti, ecc.) senza bollitura o un preventivo trattamento chimico.

Fonte: articolo pubblicato sul sito controcopertina.com – qui è possibile leggere l’articolo originale