Come le cimici dei letti hanno infestato le nostre case e le nostre menti: una storia lunga 200.000 anni

infestazione abitazioni dalle cimici dei letti

Diversamente da pidocchi, zecche e pulci, le cimici dei letto sono una specie che infesta specialmente l’uomo. Gli piace la nostra pelle senza peli e la nostra tendenza a mettere tende nei nostri appartamenti con ogni svariati tipi di comodi nascondigli in cui le femmine possono deporre da uno a cinque uova praticamente invisibili al giorno.

Un’infestazione di cimici da letto infesta tanto la tua mente quanto la tua casa o appartamento. Non portano nessuna malattia, solo segni disgustosi. E sono animaletti così minuscoli che anche gli adulti sono praticamente impossibili da vedere. Alcune persone sono immuni dai loro morsi, e altri non li troveranno per settimane dopo il misfatto, e anche solo una femmina rimasta in vita può avviare un’infestazione dal nulla.

La storia del rapporto uomini-cimici da letto risale a più di 200.000 anni fa. Come spiegato nel 2015 su Popular Science da Brooke Borel, che ha scritto un libro sull’argomento, le cimici da letto infestano almeno un’altra specie: i pipistrelli.
Quando i primi esseri umani hanno iniziato a condividere le caverne con i pipistrelli, alcune cimici da letto sono saltate sugli uomini. E alcune di quelle cimici hanno così apprezzato il sapore del nostro sangue che ci hanno seguito fuori dalle caverne e nel corso della storia: dall’antico Egitto all’Inghilterra alla Germania e alla Grecia, e poi con i coloni, in Nord America.
La moderna cimice da letto si è adattata all’uomo ed è geneticamente diversa da quella che è rimasta con i pipistrelli.

L’anno 2001 è anche il momento in cui le infestazioni da cimice da letto, fino ad allora praticamente sconosciute nelle nazioni ricche del mondo, iniziarono ad aumentare. Oggi più del 99% dei disinfestatori dichiarano di aver avuto a che fare con le cimici da letto nello scorso anno, e quasi una persona su cinque negli Stati Uniti le ha avute in casa.
Il problema è particolarmente grave nelle aree urbane densamente popolate, dove le città stanno stilando leggi e stanziando fondi per limitare l’epidemia.

Fonte: articolo pubblicato sul sito msn.it – qui è possibile leggere l’articolo originale