I farmaci genetici si fanno strada anche tra gli insetticidi

farmaci genetici anche tra gli insetticidi

I biologi dell’University of California di San Diego hanno sviluppato un farmaco genetico, che sfrutta una tecnologia analoga a quella del vaccino contro il Covid e che interviene con un “editing” per sostituire un gene resistente agli insetticidi nei moscerini della frutta con uno sensibile ai pesticidi.

Lo studio è stato pubblicato in Nature Communications. I ricercatori Bhagyashree Kaduskar, Raja Kushwah del Tata Institute for Genetics and Society (TIGS), in India, e il professor Ethan Bier, professore di biologia cellulare e dello sviluppo nella divisione di scienze biologiche della UC San Diego, sostengono che: «Questa tecnologia potrebbe anche essere usata per creare una variante genetica nelle zanzare che le renda refrattarie alla trasmissione della malaria».

Le modifiche genetiche sperimentate sugli insetti sono molto avanzate e permettono di trasmettere alla prole i nuovi geni creati artificialmente: i ricercatori hanno usato un tipo modificato di gene-drive, una tecnologia che utilizza CRISPR/Cas9 per tagliare i genomi in siti mirati, per diffondere geni specifici in una popolazione. 

Gli scopi dichiarati di questa manipolazione genetica sono sostanzialmente due, entrambi con un valore “etico” che ne giustifica l’impiego.
Il primo motivo è che gli insetticidi giocano un ruolo centrale negli sforzi per contrastare l’impatto della malaria diffusa dalle zanzare e di altre malattie, che causano circa 750.000 morti ogni anno.

Il secondo è che introducendo nell’ambiente insetti più sensibili agli insetticidi, si potrebbero utilizzare quantità minori di insetticidi per controllare i parassiti nelle coltivazioni.

Fonte: articolo pubblicato sul sito rivistanatura.com – qui è possibile leggere l’articolo originale