Zanzara Tigre, un progetto europeo per contrastare l’emergenza

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È partito il primo progetto europeo focalizzato sull’emergenza delle zanzare invasive, ovvero di quelle specie – anche dette alloctone – che a causa dell’azione umana 
si trovano ad abitare e colonizzare un territorio diverso dal proprio areale storico, alterando l’ecosistema e causando danni al benessere e alla salute delle persone.

Si tratta dell’AIM-COST ACTION (Aedes Invasive Mosquito- Cooperation in Science and Technology), progetto che, sotto il coordinamento di Alessandra della Torre del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza, è risultato vincitore delle selezioni del 2018, collocandosi nel 7% dei progetti COST finanziati dall’Unione Europea.

Il COST sostiene ogni anno progetti che mirino a sviluppare sinergie transnazionali e intersettoriali per affrontare in maniera comune e coordinata problemi tecnologici, sociali e sanitari, finanziando le attività di networking e mobilità internazionale. La principale missione dei progetti COST è l’abbattimento di disuguaglianze tecnologiche e culturali 
tra paesi dell’Unione Europea e di regioni limitrofe, attraverso la creazione creazione di una rete di ricercatori europei che possano ottimizzare gli sforzi e affrontare insieme le difficoltà in sinergia con le istituzioni pubbliche e le aziende private.
Virus come quello Dengue, Chikungunya e Zika, capaci di provocare nell’uomo malattie fortemente debilitanti, erano già molto diffusi nelle regioni tropicali, ma l’estensione dell’areale delle zanzare Aedes albopictus a regioni più temperate, ha aperto la possibilità di trasmissione anche in Europa.

Ne sono testimonianza l’epidemia di Chikungunya del 2017 in Lazio e Calabria, con quasi 500 casi di persone infette, alcune delle quali con sequele patologiche durate per diversi mesi. A oggi AIM- COST conta la partecipazione di istituzioni di ricerca e sanità pubblica e aziende del settore provenienti da 29 paesi dell’area europea a 4 paesi extra-europei, ma è aperta all’inclusione di nuovi scienziati, amministratori pubblici e addetti al settore di questi e altri paesi che vogliano contribuire alla sfida di sviluppare gli approcci più efficaci e meno costosi, dal punto di vista economico e ambientale, per contenere la diffusione delle specie di zanzare invasive e dei rischi sanitari a esse associati.

Fonte: articolo pubblicato sul sito vivilecanarie.com – qui è possibile leggere l’articolo originale