L’editing genetico che potrebbe renderci invisibili alle zanzare

come renderci invisibili alle zanzare

Un team di ricercatori dell’Università della California è riuscito a modificare geneticamente le zanzare appartenenti proprio alla specie Aedes aegypti, colpendo il loro apparato visivo, e, potenzialmente, rendendole incapaci di riconoscere un bersaglio umano. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Current Biology.

Come per tutte le zanzare, anche nel caso delle Aedes aegypti a procurare le punture sono le femmine, in quanto necessitano i nutrienti che derivano dal sangue per lo sviluppo delle uova. A differenza delle zanzare Anopheles, che pungono principalmente di notte, queste zanzare cercano gli esseri umani durante il giorno, in particolare durante le ore dell’alba e al tramonto.
Ma come fanno a individuare la loro fonte di nutrimento? Con la vista, potenziata dall’anidride carbonica espulsa dalle persone durante la respirazione.

È un meccanismo che funziona per tutte le zanzare che si cibano di sangue umano: rilevando i pennacchi di anidride carbonica emessi dal respiro, le zanzare femmine diventano molto più reattive ai segnali visivi e ad altri stimoli, come l’odore della pelle, anche a metri di distanza. In più, questa specie di zanzare sarebbe particolarmente attratta dalle persone che indossano abiti scuri: diversi studi hanno dimostrato che, anche senza la presenza di esseri umani, l’anidride carbonica stimola le zanzare a cercare immagini più scure rispetto a quelle più chiare. In sostanza, quindi, le zanzare Aedes aegypti sono attratte da segnali visivi ad alto contrasto (come il nero sul bianco) e utilizzano segnali olfattivi della pelle per aiutarle a raggiungere l’obiettivo finale, cioè noi.

I ricercatori, guidati da Craig Montell, hanno sfruttato queste caratteristiche già conosciute di Aedes aegypti per studiarne il comportamento una volta modificata la loro vista, utilizzando la tecnologia di editing genetico Crispr-Cas9. In particolare, gli scienziati si sono concentrati sui geni che codificano per le rodopsine chiamate Op1 e Op2, proteine espresse negli occhi della zanzara e che sono fondamentali per il riconoscimento dei segnali visivi.

L’editing genetico non ha reso le zanzare cieche: gli animali hanno mostrato normali risposte sia al rilevamento della luce che a quello degli odori. Potenzialmente, quindi, i bersagli umani potrebbero risultare invisibili al meccanismo di riconoscimento specifico delle zanzare, scongiurando in tal modo le punture.

Fonte: articolo pubblicato sul sito wired.it – qui è possibile leggere l’articolo originale