Allergia agli acari della polvere

Allergia agli acari della polvere

L’allergia agli acari della polvere è una reazione allergica a piccoli insetti che vivono comunemente nella polvere di casa. La sintomatologia è simile a quella della febbre da fieno, con starnuti e muco nasale che cola. Alcuni possono reagire anche con asma, dispnea e respiro affannoso.

Le allergie si verificano quando il sistema immunitario reagisce a una sostanza estranea come polline, peli di animali domestici o acari della polvere. Il sistema immunitario produce proteine note come anticorpi che proteggono da agenti patogeni indesiderati e che potrebbero procurare malessere o causare infezioni.

Nel soggetto allergico, il sistema immunitario produce anticorpi che identificano il particolare allergene come qualcosa di dannoso, anche se a volte non lo è. Quando la persona entra in contatto con l’allergene, il suo sistema immunitario produce una risposta infiammatoria nei suoi passaggi nasali o polmonari. L’esposizione prolungata o regolare all’allergene può causare la cronicizzazione dell’infiammazione in corso.

I seguenti fattori aumentano il rischio di sviluppare un’allergia agli acari della polvere:

• Avere una storia familiare di allergie. Il rischio di sviluppare una sensibilità agli acari della polvere aumenta se i membri della vostra famiglia soffrono di allergie.
• Esposizione agli acari della polvere. L’esposizione da neonati o nella prima infanzia ad alti livelli di acari della polvere può aumentare il rischio.
• Essere un bambino o un giovane adulto. È più probabile che si sviluppi un’allergia agli acari della polvere durante l’infanzia o la prima età adulta.

Anche se è praticamente quasi impossibile eliminare gli acari della polvere dall’ambiente in cui si vive, il primo trattamento a cui ricorrere è quello di ridurre l’esposizione il più possibile. Limitando l’esposizione è possibile ridurre la frequenza e la gravità delle reazioni allergiche.

Fonte: articolo pubblicato sul sito vitadiddonna.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

moria degli insetti

La strana (e rapida) moria degli insetti. Perché spariscono api e farfalle?

Abbiamo tutti sentito le grida di allarme per la diminuzione delle api (sia allevate sia selvatiche) che è stata collegata sia all’utilizzo dei pesticidi con neonicotinoide sia alla recrudescenza di parassiti degli insetti. Ovunque ci siano misure del numero degli insetti, si vede una diminuzione molto marcata. In Germania, negli ultimi decenni, gli insetti volanti, contati in una riserva naturale, sono diminuiti del 75%.
Il calo del numero degli insetti è un campanello d’allarme anche per la nostra catena alimentare perché molto di quello che mangiamo dipende dall’impollinazione, fatta dagli insetti. In più, gli artropodi, che si nutrono di piante ed animali morti, sono degli indispensabili spazzini.

Come quantificare a livello globale l’effetto che, ovviamente, è avvenuto nel corso degli anni ? L’unico modo oggettivo è disporre di misure effettuate allo stesso modo, nello stesso luogo a distanza di anni.
E’ quello che ha fatto Bradford Lister, un biologo che, dagli anni’70, studia gli insetti nella foresta pluviale di Porto Rico. Per essere il più lontano possibile da interferenze umane ha scelto la foresta di El Yunque che è una zona protetta da due secoli, iniziando come riserva reale del re Alfondo XII di Spagna per poi essere trasformata in parco Nazionale dal Presidente Roosevelt.

Le sue prime spedizioni per misurare gli insetti e gli animali insettivori risalgono al ’76, ’77. Quaranta anni dopo è tornato a ripetere le stesse misure e si è immediatamente reso conto che la foresta non era più la stessa. C’erano molti meno uccelli e le farfalle, che lo avevano colpito per la loro abbondanza, erano quasi sparite.
La biomassa raccolta dalle reti è tra il 12 ed il 25% di quella misurata quaranta anni fa, ma il numero degli artropodi di terra è diminuito da un fattore 60, cioè risulta essere meno del 2% di quanto fosse in passato.
Meno insetti e meno ragni e millepiedi significa meno cibo alla base della catena alimentare con conseguenze negative su tutti gli animali che se ne nutrono dagli anfibi, alle lucertole, agli uccelli.

Fonte: articolo pubblicato sul sito impact.startupitalia.eu – qui è possibile leggere l’articolo originale

artropodi presenti nelle case

Tra ragni e insetti abbiamo in casa 
500 specie diverse

Oltre al numero di specie, a sorprendere i ricercatori è stata la quantità complessiva di insetti che vivevano nelle case. Tra le 550 stanze ispezionate, solamente cinque erano del tutto prive di artropodi. Se alcuni di questi si sono adattati per condurre una vita felice accanto agli esseri umani, come i mordilibri, altre specie come le cicaline e le cecidomie non sono che visitatrici di passaggio: insetti che finiscono in casa involontariamente e finiscono per restare intrappolati e morire, commentano gli autori dello studio.

È probabile che nelle nostre case la quantità di insetti sia ancora maggiore, visto che i ricercatori hanno raccolto solamente gli artropodi che vivevano sulle superfici visibili. Come spiega Matt Bertone, entomologo della North Carolina State University, non hanno ispezionato le aree nascoste da muri o da mobilio pesante, né l’interno di guardaroba e armadietti.

Eppure, Bertone ci tiene a sottolinearlo, non dovremmo avere paura di questi insetti che vivono in mezzo a noi. La maggior parte di loro è innocua. Gli insetti infestanti tipici delle case come le blatte, le termiti e le pulci si trovavano solo in poche delle abitazioni ispezionate. Per quanto riguarda quei ragni che si incontrano praticamente in tutte le case, non solo sono innocui ma si mangiano gli insetti sgraditi.

Fonte: articolo pubblicato sul sito nationalgeographic.it. – qui è possibile leggere l’articolo originale

abitudini alimentari ragni

I ragni divorano ogni anno fino a 800 milioni di tonnellate di carne, il doppio dell’uomo

Gli studiosi hanno sviluppato la stima delle prede consumate attraverso un modello matematico che ha tenuto conto dei risultati di molti altri studi, prendendo in esame la distribuzione, il censimento e le abitudini alimentari dei ragni. Dai calcoli è emerso che tutti gli esemplari delle 45 mila specie di ragno note alla scienza, messi assieme avrebbero un peso di ben 25 milioni di tonnellate. Sono così diffusi che in alcune aree possono essercene anche un migliaio per metro quadrato.

A causa del quantitativo enorme di prede divorate ogni anno, che supera anche quello delle balene, stimato in 280-500 milioni di tonnellate, i ragni rappresentano un gruppo chiave per mantenere intatti gli equilibri ecologici, ad esempio impedendo alle popolazioni di artropodi infestanti di proliferare senza controllo. Ciò comporta benefici enormi anche per gli interessi dell’uomo, sebbene gli aracnidi non siano tra gli animali più ‘apprezzati’.

Fonte: articolo pubblicato sul sito scienze.fanpage.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

parassita cimice dei letti

Vacanze: il vero nemico dei viaggiatori sono le cimici dei letti

Tra gli stereotipi che vedono protagonisti gli italiani in vacanza c’è quello di essere molto critici sul livello di pulizia dei luoghi di villeggiatura.

A confermarlo arriva un’indagine dalla quale si evince che l’86% dei nostri connazionali ritiene che l’igiene e la pulizia siano elementi fondamentali quando si va in vacanza. La pulizia pare arrivare addirittura prima del rapporto qualità/prezzo, driver primario della scelta per poco più del 72% degli intervistati.

Nel dettaglio, tra coloro che mettono la pulizia al primo posto, il 69% ha affermato che la prima cosa che fa entrando in una camera d’albergo è controllare la pulizia di lenzuola e asciugamani, seguito dal 64% che va subito in perlustrazione del bagno per verificarne le condizioni igieniche. Un dato interessante se si considera che, nell’era della digitalizzazione, meno del 20% degli intervistati verifica come prima cosa se vi sia o meno la presenza di un Wi-Fi.

Quasi la metà degli intervistati (48%), con una prevalenza di donne e over 35, dichiara inoltre di controllare che non siano presenti insetti.

Nonostante ciò pare che solo l’11% conosca uno degli infestanti più diffusi e più facili da incontrare quando si viaggia, ovvero le cimici dei letti che invadono le camere d’albergo e amano attaccarsi alle nostre valigie, diventando uno sgradevole souvenir al ritorno dalle vacanze.
Note anche come “pulci del viaggiatore”, la diffusione di questi parassiti è un fenomeno relativamente recente e strettamente legato all’aumento dei viaggi internazionali. Infatti, la loro presenza non è riconducibile a motivi igienici come si potrebbe erroneamente desumere.

Fonte: articolo pubblicato sul sito meteoweb.eu – qui è possibile leggere l’articolo originale

Pipistrelli per il controllo dei parassiti

Pipistrelli per il controllo dei parassiti

Di Bat box se ne sente parlare durante il periodo estivo, visto che vengono installate nei pressi delle abitazioni con la speranza di attirare i pipistrelli, animali utilissimi nel controllo delle zanzare.

Già, perché i chirotteri si cibano di insetti che cacciano di notte volando sopra i prati o all’interno dei boschi. Grazie all’ecolocalizzazione individuano la preda, solitamente in volo, ma non solo, e la catturano.

Nel mondo esistono 1,3mila specie di chirotteri, il 70% dei quali sono insettivori. In Italia sono 34 le specie autoctone e tutte quante si nutrono di artropodi, che a livello globale è stimato causino perdite all’agricoltura per 470 miliardi di dollari.

In Spagna è stato dimostrato che il pipistrello pigmeo (Pipistrellus pygmaeus) che colonizza Bat box intorno alle risaie protegge le colture dalla piralide del riso (Chilo suppressalis). I chirotteri cacciano anche Chironomus tepperi e C. sylvestris, noti patogeni esotici che causano estese perdite alle piante di riso durante la germinazione delle colture.

In generale, ogni specie di chirottero si alimenta di una cospicua varietà di insetti e altri invertebrati, catturandoli in proporzione alla loro disponibilità nell’ambiente. In caso di sfarfallamenti abbondanti di una specie-preda più gradita, la strategia di alimentazione cambia e ciascun chirottero si può focalizzare sulla sua preda ottimale e preferita.

I pipistrelli possono diventare anche delle sentinelle per l’individuazione di insetti alieni (non autoctoni dei nostri areali). Capita sempre più spesso infatti che attraverso gli scambi commerciali specie provenienti da altri continenti vengano introdotte in Italia causando danni all’agricoltura.

Fonte: articolo pubblicato sul sito agronotizie.imagelinenetwork.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

acari della polvere ambienti

Acari della polvere, 4 ambienti da difendere

Gli acari della polvere responsabili del 50 per cento di tutte le allergie respiratorie. Secondo gli esperti i parassiti della polvere sono causa del 70 per centro dei fenomeni asmatici e delle riniti allergiche in età pediatrica. L’acaro è invisibile a occhio nudo, antico, perché abita la Terra da quasi 300 milioni di anni, e ha colonizzato le nostre abitazioni dove prolifera indisturbato tra la polvere, dunque quasi dappertutto: in materassi, tappeti, divani e coperte.

Sono, infatti, i responsabili dell’allergia alla polvere, l’allergia più diffusa dei paesi occidentali e non solo. Vivono circa 3 mesi e in condizioni favorevoli si riproducono molto facilmente.

Si concentrano soprattutto nelle zone che presentano le condizioni ottimali di umidità, temperatura e nutrimento. La presenza umana e/o animale favorisce il loro sviluppo. Gli acari sono presenti in grande quantità nelle camere da letto e in particolare nei materassi e nei cuscini ma anche in coperte e lenzuola, tende, tappeti; nei mobili imbottiti come divani e poltrone, nella moquette, negli ambienti iperiscaldati.

L’utilizzo sempre più frequente di tessuti sintetici e lavabili a temperature inferiori a 60°, ha favorito la loro proliferazione. Si concentrano soprattutto nelle zone che presentano le condizioni ottimali di umidità, temperatura e nutrimento.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ansa.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

Agenti biologici in ambiente confinato

Ambienti confinati: il ‘rischio occulto’ di funghi, prioni e altri agenti biologici

Il rischio biologico negli ambienti confinati necessita un lavoro di identificazione e adeguate operazioni preventive di bonifica.
Gli effetti sulla salute determinati dai numerosi agenti patogeni possono essere i più vari e soprattutto di diversa entità, ma in generale sempre riconducibili a infezioni, intossicazioni e allergie. Tra le più diffuse patologie si possono elencare: listeriosi, tubercolosi, legionellosi, brucellosi, dermatomicosi, leptospirosi, salmonellosi, parassitosi varie, enterocoliti. Allergie e infezioni alle vie respiratorie, costituiscono in genere patologie non gravi, ma abbastanza frequenti.

Agenti biologici in ambiente confinato

Allergeni: sono sostanze che possono causare una reazione allergica oppure ipersensibilità in persone predisposte. Tra gli allergeni più frequenti vi sono: pollini, acari della polvere domestica, forfore di animali domestici, sostanze o prodotti chimici di sintesi oppure di origine vegetale o animale

Batteri: si tratta di organismi piccolissimi, lunghi da 1 a 10 μm costituiti da una sola cellula. Si trovano in tutti gli ambienti di vita e di lavoro e hanno bisogno della presenza di diversi fattori favorevoli (temperatura, umidità, sostanze nutritive) per potersi sviluppare e diffondere.

Funghi: quelli che interessano l’uomo da un punto di vita infettivo, allergico o tossico negli ambienti di lavoro, si suddividono genericamente in lieviti (unicellulari) e muffe (pluricellulari). Tra le specie più comunemente implicate in patologie occupazionali si trovano gli aspergilli responsabili di aspergilloma polmonare, aspergillosi polmonare o sistemica, aspergillosi broncopolmonare allergica.

Parassita: si tratta di un organismo che vive a spese di un altro organismo (ospite). Il parassita trae vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell’ospite creandogli un danno.

Prioni: dall’inglese PRION (acronimo di PRoteinaceus Infective ONly particle ovvero “particella infettiva solamente proteica”), è il nome attribuito originariamente a un “agente infettivo non convenzionale” di natura proteica. Non è considerabile a rigore un microrganismo, poiché privo di acidi nucleici.

Virus: è un organismo privo di struttura cellulare, di dimensioni variabili tra 17 e 300 nanometri, contenente acido nucleico (DNA o RNA) racchiuso in un involucro proteico (capside).

Fonte: articolo pubblicato sul sito ingegneri.info – qui è possibile leggere l’articolo originale