sterilizzare le zanzare per combattere le malattie

La sterilizzazione delle zanzare aiuterà a combattere le malattie?

I ricercatori dell’Università della California a San Diego, attraverso i progressi nell’ingegneria genetica basata sulle CRISPR, hanno creato un nuovo sistema capace di tenere sotto controllo le popolazioni di zanzare responsabili di infettare milioni di persone ogni anno con malattie debilitanti.

La nuova Tecnica dell’Insetto Sterile di precisione, o pgSIT, altera nell’Aedes aegypti (la specie di zanzara responsabile della diffusione di malattie quali la febbre dengue, la chikungunya e lo Zika) sia i geni legati alla fertilità maschile (creando prole sterile), sia quelli femminili impedendone il volo.

I ricercatori dell’Università della California a San Diego, attraverso i progressi nell’ingegneria genetica basata sulle CRISPR, hanno creato un nuovo sistema capace di tenere sotto controllo le popolazioni di zanzare responsabili di infettare milioni di persone ogni anno con malattie debilitanti.
La nuova Tecnica dell’Insetto Sterile di precisione, o pgSIT, altera nell’Aedes aegypti (la specie di zanzara responsabile della diffusione di malattie quali la febbre dengue, la chikungunya e lo Zika) sia i geni legati alla fertilità maschile (creando prole sterile), sia quelli femminili impedendone il volo.

Fonte: articolo pubblicato sul sito tech.everyeye.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

zanzara giapponese è arrivata in Italia

Paura per la zanzara giapponese che è arrivata in Trentino

La zanzara giapponese è considerata la terza specie più invasiva tra le zanzare ed è nella top 100 delle specie più invasive del mondo. La biologia della “giapponese” è simile alle altre due specie di Aedes qui citate: diurna, molesta, punge l’uomo e depone uova resistenti al freddo invernale. Può trasmettere alcune malattie come Dengue, Chikungunya e forse potrebbe entrare nel ciclo epidemiologico di West Nile.

Il primo ritrovamento della zanzata risale al 2015 in una valle del Friuli Venezia Giulia confinante con l’Austria. Dopo soli tre anni la sua presenza è segnalata in tutta l’area montana e pedemontana. Ora è stata segnalata anche nel Veneto e sono state trovate delle larve anche in Trentino. 

Fonte: articolo pubblicato sul sito proiezionidiborsa.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

individuare cimici dei letti

Cimici da letto: come riconoscerle ed eliminarle

La Cimex lectularius – ovvero la cimice del letto o dei materassi – è un insetto ematofago della famiglia delle Cimicidae. Si tratta quindi di un lontano parente della comune cimice verde delle piante, quest’ultima però innocua per l’uomo.
L’insetto si caratterizza per un corpo appiattito, allungato e corazzato, di lunghezza non superiore ai sei millimetri. Date le loro dimensioni ridotte, le cimici del letto vengono spesso confuse con le zecche, tuttavia si differenziano per un addome più lungo e l’assenza di una sacca gonfia e ricca di sangue.

Poiché esemplari ematofagi, queste cimici si nutrono di sangue animale oppure umano, necessario per il loro sostentamento: alcune proteine sanguigne, infatti, sono loro indispensabili per alcuni processi cellulari e per la riproduzione. Proprio per questo motivo, a livello evolutivo, tali insetti si sono specializzati nel condividere i luoghi di vita con l’uomo. E invadendo i letti, hanno la possibilità di attaccare vittime inconsapevoli durante le silenziose ore notturne.

Nella maggior parte dei casi, il morso delle cimici da letto causa effetti transitori e non particolarmente allarmanti, per quanto fastidiosi. Tra i sintomi di un’infestazione dei materassi, si elencano:

• Pomfi rossastri: il morso determina delle vescicole rossastre e irritate, spesso ricoperte di crosticine e residui di sangue coagulato;
• Prurito: il morso della cimice da letto è particolarmente pruriginoso. L’insetto inietta infatti alcune sostanze anticoagulanti, che determinano un’immediata risposta del sistema immunitario umano;
• Arrossamento e gonfiore: quando i morsi sono parecchi – se ne possono registrare anche centinaia ogni notte – la pelle può apparire gonfia, arrossata, con vescicole ricolme di liquido.

Per confermare un’eventuale infestazione, è sufficiente controllare in alcuni luoghi strategici della casa:

• Intelaiatura del letto;
• Doghe del letto;
• Porzione inferiore del materasso;
• Lati interni delle federe;
• Crepe nei mobili della stanza da letto, come comodini e testiere;
• Crepe nei muri adiacenti al letto.

Fonte: articolo pubblicato sul sito proiezionidiborsa.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

infestazione cimici dei letti

Per scoprire se siamo infestati dalle cimici da letto ecco in quali posti guardare

Il loro nome scientifico è Cimex lectularius e sono dei parassiti di animali a sangue caldo. E tra le vittime preferite di questi animaletti c’è sicuramente l’uomo, pare da almeno 200 anni. Le loro punture causano lesioni pruriginose e arrossamenti in alcuni casi anche molto estesi. Soprattutto se si ha l’abitudine di dormire senza vestiti. Sono distinguibili dai morsi di zanzara perché in genere sono molto vicine l’una all’altra.

Dove controllare la presenza di eventuali cimici dei letti: ovviamente nel letto, lenzuola e struttura del letto se c’è la testiera imbottita ad esempio. Ma anche crepe nel muro o fessure vicino ai battiscopa. Questi parassiti sono molto astuti e si nascondono nei posti più improbabili.

Come ad esempio nelle prese della corrente, soprattutto quelle meno recenti. Ma uno dei loro posti preferiti che è anche facile da controllare è dietro ai quadri. Sarà facile scoprire se ci sono perché quando sono inattive tendono a creare una sorta di focolaio. E dietro ai quadri nessuno controlla quasi mai.

Fonte: articolo pubblicato sul sito proiezionidiborsa.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

arriva la zanzara giapponese

In Trentino per la prima volta è stata trovata la ”zanzara giapponese”

Il primo ritrovamento della zanzara giapponese risale al 2015 in una valle del Friuli Venezia Giulia confinante con l’Austria. Dopo pochi anni la sua presenza è stata segnalata in tutta l’area montana e pedemontana. Aedes japonicus è considerata una delle specie più invasive al mondo.

Secondo quanto riporta l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, la sua biologia è simile alle altre due specie di Aedes: diurna, molesta, punge l’uomo e depone uova resistenti al freddo invernale; infatti è presente in paesi europei dal clima ben più rigido di quello italiano, come Svizzera, Germania, Austria, Slovenia e Ungheria. È un potenziale vettore di encefalite giapponese, West Nile virus e di filarie.

Sono diverse le azioni che possono essere messe in campo utili ad evitare la presenza di zanzare. Eliminare tutti i contenitori che possono accumulare acqua anche in piccole quantità, come i secchi negli orti e giardini, e ricordarsi di tenerli sempre capovolti. Evitare il ristagno di acqua nei sottovasi oppure svuotarli almeno una volta alla settimana: le uova di zanzara non si sviluppano e le larve vengono eliminate. Coprire con zanzariere o teli di plastica vasche e bidoni senza lasciare fessure: così si impedisce alle femmine di deporre le uova.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ildolomiti.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

come renderci invisibili alle zanzare

L’editing genetico che potrebbe renderci invisibili alle zanzare

Un team di ricercatori dell’Università della California è riuscito a modificare geneticamente le zanzare appartenenti proprio alla specie Aedes aegypti, colpendo il loro apparato visivo, e, potenzialmente, rendendole incapaci di riconoscere un bersaglio umano. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Current Biology.

Come per tutte le zanzare, anche nel caso delle Aedes aegypti a procurare le punture sono le femmine, in quanto necessitano i nutrienti che derivano dal sangue per lo sviluppo delle uova. A differenza delle zanzare Anopheles, che pungono principalmente di notte, queste zanzare cercano gli esseri umani durante il giorno, in particolare durante le ore dell’alba e al tramonto.
Ma come fanno a individuare la loro fonte di nutrimento? Con la vista, potenziata dall’anidride carbonica espulsa dalle persone durante la respirazione.

È un meccanismo che funziona per tutte le zanzare che si cibano di sangue umano: rilevando i pennacchi di anidride carbonica emessi dal respiro, le zanzare femmine diventano molto più reattive ai segnali visivi e ad altri stimoli, come l’odore della pelle, anche a metri di distanza. In più, questa specie di zanzare sarebbe particolarmente attratta dalle persone che indossano abiti scuri: diversi studi hanno dimostrato che, anche senza la presenza di esseri umani, l’anidride carbonica stimola le zanzare a cercare immagini più scure rispetto a quelle più chiare. In sostanza, quindi, le zanzare Aedes aegypti sono attratte da segnali visivi ad alto contrasto (come il nero sul bianco) e utilizzano segnali olfattivi della pelle per aiutarle a raggiungere l’obiettivo finale, cioè noi.

I ricercatori, guidati da Craig Montell, hanno sfruttato queste caratteristiche già conosciute di Aedes aegypti per studiarne il comportamento una volta modificata la loro vista, utilizzando la tecnologia di editing genetico Crispr-Cas9. In particolare, gli scienziati si sono concentrati sui geni che codificano per le rodopsine chiamate Op1 e Op2, proteine espresse negli occhi della zanzara e che sono fondamentali per il riconoscimento dei segnali visivi.

L’editing genetico non ha reso le zanzare cieche: gli animali hanno mostrato normali risposte sia al rilevamento della luce che a quello degli odori. Potenzialmente, quindi, i bersagli umani potrebbero risultare invisibili al meccanismo di riconoscimento specifico delle zanzare, scongiurando in tal modo le punture.

Fonte: articolo pubblicato sul sito wired.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

febbre west nile

Febbre West Nile, il virus delle zanzare in Italia: sintomi e rischi

A Modena un uomo di 75 anni è ricoverato a causa di una infezione da virus West Nile nel reparto di Neurologia di Carpi. Le condizioni dell’anziano però sono in netto miglioramento.
La stessa Asl di Modena, che aveva dato la notizia, ha invitato i cittadini a non abbassare la guardia contro le zanzare, contrastando in questo modo la diffusione dei virus legati alle punture di questo insetto. Nel caso del Wnv il veicolo del virus è purtroppo la zanzara comune.

La febbre West Nile è una malattia provocata dal Wnv, un virus della famiglia dei Flaviviridae (di cui fa parte la cosiddetta “febbre gialla”). La prima volta è stato isolato nel 1937 in Uganda e iniziò a diffondersi in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e infine America.
I “serbatoi” del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il mezzo principale di trasmissione. Altri mezzi di trasmissione molto rari possono essere:

• l’impianto di organi
• la trasfusione di sangue
• la trasmissione in gravidanza madre-feto

Nel momento in cui si viene punti da una zanzara infetta il periodo d’incubazione varia tra 2 e 14 giorni, fino al massimo a 21 giorni nei soggetti con immunodeficienza.

Fonte: articolo pubblicato sul sito money.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

come derattizzare un negozio

Come derattizzare un negozio

Uno dei problemi che può presentarsi per i negozianti, oltre che per le case e i condomini, è quello della presenza massiccia di roditori, fino a diventare una vera e e propria infestazione. I negozi pertanto sono molto sensibili a questo problema che riguarda tutte le tipologie, a prescindere dai prodotti che vengono commercializzati.

La derattizzazione è un intervento che salvaguarda la salute e nello stesso tempo provvede al riequilibrio dell’ambiente evitando una proliferazione eccessiva di questi animali. Per eseguire gli interventi di derattizzazione, gli operatori professionali devono effettuare un monitoraggio continuo dell’ambiente ed essere dotati di molta pazienza.
Infatti con un intervento singolo non si riesce quasi mai a “ripulire” l’area interessata dalla presenza dei roditori e molto spesso, se si effettua la derattizzazione con un solo intervento, i topi ricompaiono dopo un periodo di tempo.

Per questo le aziende che si occupano di derattizzazione devono obbligatoriamente eseguire un sopralluogo preventivo in modo da ispezionare con grande cura l’area del negozio interessata dall’infestazione e successivamente intervenire con una serie di operazioni per effettuare una corretta bonifica.

Le aziende che si occupano di derattizzazione, nei loro interventi utilizzano esclusivamente dei prodotti registrati presso il Ministero della Sanità. Le esche derattizzanti devono essere posizionate all’interno di appositi erogatori che garantiscono la sicurezza, ma che nello stesso tempo vengono anche il più possibile nascosti alla vista.

Fonte: articolo pubblicato sul sito nordmilano24.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

proteggersi dagli acari della polvere

Acari della polvere, come proteggersi

Gli acari della polvere sono responsabili di dermatiti e riniti. Si tratta di piccoli organismi che vivono su tappeti, materassi e cuscini.

Le deiezioni degli acari causano, molto spesso, reazioni allergiche più o meno evidenti. Possono essere responsabili di riniti, raffreddori, pruriti ed arrossamenti; fra gli altri sintomi rientrano sternuti, tosse ed asma. Inoltre, l’allergia agli acari può provocare anche fastidi agli occhi e  congiuntivite.

Per combattere gli acari è fondamentale pulire con attenzione. Per ridurre l’allergia da polvere è consigliato spostare i materassi così da poter pulire le doghe, la testiera ed, eventualmente, il contenitore.
E’ bene cambiare regolarmente, almeno una volta alla settimana, le lenzuola che andranno lavate ad alte temperature; si consiglia di scegliere lavaggi pari, o superiori, ai 60 gradi.

In commercio si trovano molti prodotti specifici come, per esempio, pratici spray che si utilizzano su divani, coperte e cuscini. In alternativa, si possono pulire ed igienizzare superfici e tessuti con il vapore.
Inoltre, è importante tenere sotto controllo il valore di umidità perché gli acari non sopravvivono in ambienti secchi.

Fonte: articolo pubblicato sul sito mediterranews.org – qui è possibile leggere l’articolo originale

rimedi green per combattere le zanzare

Zanzare giganti resistono ai rimedi classici ma c’è una soluzione green

Il 20 agosto si celebrerà la Giornata Mondiale della Zanzara – World Mosquito Day – l’appuntamento annuale per sensibilizzare sull’importanza di evitare la diffusione delle malattie trasmesse attraverso questi infestanti. È proprio in questa data che ricorre l’anniversario della scoperta scientifica del premio Nobel Ronald Ross del collegamento tra la zanzara e la trasmissione della malaria.

Oggi sappiamo che la zanzara è anche vettore di altre patologie, come la Febbre Gialla, Dengue, West Nile, Zika e Chikungunya. Non ci sono invece evidenze che la zanzara possa trasmettere il virus SARS-CoV-2. Nonostante quindi non sia possibile contrarre il COVID-19, è comunque fondamentale cercare di evitare di essere punti dalle zanzare e mantenersi informati, considerato che è da sempre uno degli insetti infestanti più fastidiosi, oltre ad essere tra i più presenti nelle nostre case.

Questi insetti, infatti, con il passare degli anni stanno dimostrando una certa resistenza ad alcuni insetticidi, rendendone vano l’impiego. Un esempio della capacità di mutazione delle zanzare è dato dalla resistenza che questi infestanti hanno sviluppato negli anni agli insetticidi. La pressione selettiva esercitata dal continuo utilizzo di insetticidi può infatti originare popolazioni di insetti resistenti in grado di sopravvivere a determinati trattamenti. 

Per ovviare a questo, sono state individuate nuove soluzioni ed alternative più ecologiche ed efficaci, per contenere la presenza di questi fastidiosi e pericolosi insetti, come per esempio l’impiego di larvicidi biologici che agiscono per ingestione, come il Bacillus thuringiensis israelensis (B.t.i.) ed il Bacillus sphaericus. Questi insetticidi biologici sono efficaci su zanzare appartenenti a diversi generi tra i più comuni e presenti nel nostro Paese (Aedes, Culex, Anopheles, ecc.).

Fonte: articolo pubblicato sul sito affaritaliani.it – qui è possibile leggere l’articolo originale