aumento infestanti nei paesi bassi

Coronavirus: segnalazioni di parassiti, ratti e insetti in aumento nei Paesi Bassi

Il coronavirus ha favorito l’invasione di parassiti, ratti, insetti, ma la mancanza di azione da parte del governo e dei comuni sta solamente peggiorando la situazione, secondo quanto riportato dal Centro per le infestazioni e i parassiti KAD

L’organizzazione ha ricevuto 1.235 segnalazioni di infestazioni da parassiti e roditori nel primo semestre dell’anno, cioè oltre 200 in più dello stesso periodo del 2019.
“A causa del coronavirus, le persone hanno trascorso più tempo in casa e hanno lanciato più segnalazioni” ha dichiarato all’emittente NOS il direttore del KAD Bastiaan Meerburg. Secondo l’esperto, anche i parassiti avrebbero mostrato diversi modelli di comportamento a causa del lockdown, che ha permesso loro di proliferare.

Anche le varie storie sui social sulle infestazioni possono inoltre aver contribuito alla richiesta di un maggior numero di interventi.
La maggior parte delle segnalazioni riguarda i ratti (1.280), seguiti da formiche (292), vespe (62), topi (45) e faine (36).

Fonte: articolo pubblicato sul sito 31mag.nl – qui è possibile leggere l’articolo originale

blatte resistenti agli insetticidi

Blatte, sempre più resistenti a pesticidi: le malattie che trasmettono all’uomo

Questi scarafaggi giganti si evolvono rapidamente per sopravvivere agli insetticidi più letali. Un problema che non va sottovalutato poiché sono portatori di malattie pericolose trasmissibili all’uomo come l’Escherichia coli e la salmonella, oltre a causare l’insorgenza di asma e allergie a causa delle sostanze che producono.

La Blattella germanica, questo è il nome scientifico, si sta adattando ai pesticidi. Lo studio è stato condotto da un team di ricerca americano composto da quattro scienziati del Dipartimento di Entomologia dell’Università Purdue. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Scientific Reports.

Le blatte sono insetti che amano i luoghi bui e umidi, infatti tendono a comparire solo nelle ore notturne, scappando e cercando riparo in buchi e fessure quando c’è luce.
Possono diffondere varie malattie e la trasmissione avviene indirettamente, dal consumo o dal contatto con oggetti che sono stati contaminati da esse, piuttosto che attraverso punture.

Fonte: articolo pubblicato sul sito vesuviolite.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

insetti infestanti in estate

Zanzare, api, vespe: come evitare che ci rovinino l’estate

Se le zanzare femmina sono insetti ematofagi, ovvero che succhiano il sangue, e rappresentano quindi il nostro vero nemico, i maschi per contro sono del tutto innocui: si nutrono infatti di nettare. Inoltre sono cibo prelibato per moltissimi animali, dagli uccelli ai pipistrelli.

Un altro dilemma per cui non c’è ancora una risposta ben definita è perché alcune persone attirino le zanzare come una calamita, mentre altre quasi le respingano. «I motivi sono diversi. Per esempio si è visto che le zanzare, come altri insetti, sono attratte dall’odore, complice un apparato olfattivo ben sviluppato.

Se le zanzare sono il nemico più numeroso e fastidioso, a volte può capitare di imbattersi anche in altri insetti, a partire da cimici e pulci fino ad arrivare ai temuti imenotteri, ovvero api, vespe e calabroni.

Nel momento in cui morde, mentre dormiamo comodamente a letto, in genere non sentiamo nulla perché questo insetto inietta una sostanza anestetizzante, ma al risveglio ci accorgiamo dei pruriginosi pomfi che ci ha lasciato. Le cimici dei letti si possono nascondere nei materassi, nella struttura del letto o nelle crepe dei muri.

Fonte: articolo pubblicato sul sito corriere.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

rimedi e prevenzione contro cimici dei letti

Cimici dei letti: rimedi e prevenzione

Le cimici dei letti (Cimex lectularius) sono degli insetti ovali, marroni e di piccole dimensioni, che possono risultare molto sgradevoli quando si annidano nei nostri letti. Questi animali si nutrono di sangue, ma la buona notizia è che, oltre al comune prurito, non si ritiene che possano trasmettere particolari malattie.

Le cimici da letto possono entrare nella vostra casa in modo invisibile, attraverso valigie, vestiti, scarpe, materassi, divani e altri oggetti usati. In alcuni casi possono arrivare in casa attraverso i nostri animali domestici, motivo per cui è fondamentale prestare attenzione alla loro igiene dentro e fuori casa, in modo da prevenire il problema.

Se sospettate un’infestazione di cimici da letto, la prima cosa che dovrete fare sarà quella di rimuovere lenzuola e coperte e osservarle attentamente per notare i segni della presenza i questi insetti (macchioline di sangue, escrementi e così via). Se non siete certi della presenza delle cimici, contattate un disinfestatore per maggiore sicurezza.

Fonte: articolo pubblicato sul sito benessereblog.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

la zanzara tigre non trasmette il coronavirus

Le zanzare comuni e Tigre non sono in grado di trasmettere il Coronavirus

Sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus responsabile della Covid-19. Al loro interno, infatti, il Sars-Cov-2 “non è in grado di replicarsi” e quindi, anche qualora dovessero pungere una persona contagiata, non potrebbero inocularlo.

A scacciare una preoccupazione molto sentita con l’inizio della stagione calda, sono i dati preliminari di uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per valutare, attraverso prove di infezione sperimentale, la possibilità che le zanzare possano esser vettori del nuovo coronavirus.

Il Sars-CoV-2è un virus respiratorio, che si trasmette da uomo a uomo, principalmente attraverso le goccioline emesse con starnuti o colpi di tosse o portando le mani alla bocca, al naso o agli occhi, dopo aver toccato superfici o oggetti contaminati di recente.

La ricerca, condotta da virologi ed entomologi dell’ISS in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha mostrato che il Sars-Cov-2, una volta penetrato all’interno della zanzara attraverso un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi non può essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.

Fonte: articolo pubblicato sul sito rivieraoggi.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

i droni come soluzione al problema delle zanzare

Zanzare, la soluzione è un drone

Estate tempo di sole, mare, passeggiate, montagna, giornate più lunghe e….zanzare. E’ un binomio molto stretto, di solito alla parola caldo viene associata quella del nome dell’insetto più odiato, fastidioso che madre natura ha messo in circolazione. In latino ha un nome che suona come un insulto “Culex pipiens” poi abbiamo da qualche anno la diurna: Aedes albopictus detta zanzara tigre.

Pare che la soluzione all’annoso problema degli insetti “vampiri”, sarebbe un drone che rilascia nell’ aire zanzare maschi sterili, questo ridurrebbe in maniera drastica il numero dei pestilenziali insetti. Le zanzare non si limiterebbero, ad esempio a rovinare i picnic estivi con il loro ronzio sinistro e fastidioso, ma come sostenuto dall’ OMS  sarebbero in grado di trasmettere anche alcune malattie infettive, come la malaria, filariasi linfatica, dengue, febbre gialla e zika.

I ben informati penseranno che di nuovo in questa idea non suoni nulla, infatti fino a poco tempo fa, i maschi sterili venivano rilasciati a livello del suolo, con metodi abbastanza obsoleti, come, ad esempio, lasciando aperte le gabbie posizionate sul retro di un veicolo in corsa. Ma questa volta l’attacco arriva dall’alto. Scendono in campo i Droni..

Un paio di anni fa in diversi Paesi, tra cui Argentina, Brasile, Tailandia e Singapore: i ricercatori coinvolti li hanno impiegati e i risultati sembrano molto promettenti.L’obiettivo era renderli concorrenti sessuali dei maschi fertili, e quindi ridurre la popolazione. Dopo solo tre rilasci, la percentuale di uova non vitali, cioè non fecondate, ha raggiunto il 50%.

Fonte: articolo pubblicato sul sito sanmarinortv.sm – qui è possibile leggere l’articolo originale

scoperto microrganismo che blocca la malaria

Il microrganismo che blocca la malaria

Un microrganismo che si annida nell’intestino e nell’apparato riproduttivo delle zanzare sembra bloccare del tutto l’ingresso, negli insetti, del Plasmodium falciparum, il parassita che causa la malaria nell’uomo. La scoperta pubblicata su Nature Communications, è di quelle destinate a un’ampia risonanza, dato che il microrganismo – un fungo scoperto in Kenya – è del tutto innocuo per le zanzare e già presente in natura.

Gli esperimenti in laboratorio hanno confermato non solo che il microrganismo conferisce una protezione efficace al 100% contro la malaria, ma anche che esso può essere trasmesso da un esemplare adulto all’altro attraverso l’atto sessuale, e dalle zanzare femmine alla prole.

Per intaccare in modo efficace la trasmissione della malaria da parte delle zanzare anofeli, occorrerebbe che almeno il 40% di esse fosse “portatrice sana” del Microsporidia. Per farlo si stanno studiando due strategie: rilasciare le spore del fungo nell’ambiente in grande quantità per infettare le zanzare, o contagiare in laboratorio le zanzare maschio (che non pungono) per fare in modo che trasmettano il fungo alle femmine durante l’accoppiamento.

Fonte: articolo pubblicato sul sito focus.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

misure contrasto proliferazione zanzare

Misure di contrasto della proliferazione delle zanzare, i comportamenti da adottare

Le raccomandazioni generali alla cittadinanza sono di evitare comportamenti che negli spazi pubblici e privati possano determinare la raccolta di acqua piovana e di acqua stagnante, curando la manutenzione delle pertinenze degli edifici, di balconi e contenitori esterni di qualunque tipologia, degli orti e dei giardini, dei cantieri, di piscine, fontane, tombini e scarichi fognari.

Norme specifiche sono dettate per gli amministratori di condominio, che devono comunicare eventuali trattamenti contro le larve di zanzara e le modalità della loro attuazione, per i gestori di depositi di pneumatici, per i proprietari e i responsabili di attività di rottamazione e di stoccaggio di materiali di recupero e di smaltimento dei rifiuti e per i gestori di allevamenti equini ed avicoli, che sono tenuti ad adottare provvedimenti che evitino la formazione di raccolte di acqua e ad attivare specifiche azioni di disinfestazione.

La mancata osservanza delle disposizioni constatata nella loro attività di vigilanza e controllo dalla Polizia Municipale, dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL Umbria n.1-Servizio Controllo Organismi Infestanti e da ogni altro agente o ufficiale di polizia giudiziaria abilitato, sarà punita con una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 25 e 500 euro.

Fonte: articolo pubblicato sul sito altotevereoggi.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

infestazioni cimici dei letti

Cimici dei letti: chi rischia di più?

Cimici dei letti: chi rischia di più? E dove sono più diffuse? La risposta a questa domanda arriva da un nuovo studio recentemente pubblicato sulle pagine della rivista People and Nature, i cui autori hanno voluto analizzare le infestazioni da cimici da letto (Cimex lectularius Latreille), ed hanno scoperto che generalmente tali infestazioni sono fortemente associate a fattori socioeconomici, tra cui reddito basso, maggiori tassi di sfratto e sovraffollamento.

Grazie al loro studio, gli autori hanno dunque osservato che esiste un rischio maggiore di infestazione da cimici dei letti nei quartieri più poveri, nelle aree in cui gli sfratti sono più comuni e nei quartieri più affollati. Proprio nei luoghi in cui bisogna già fronteggiare molteplici fattori di svantaggio, come ad esempio la povertà, la presenza di acque contaminate e le disuguaglianze sanitarie.

ipotizzano gli autori dello studio, aggiungendo che il reddito familiare medio rappresentava il fattore che maggiormente aiutava a predire la presenza di cimici dei letti. Il tasso di sfratto e l’affollamento dei quartieri avevano anche degli effetti significativi, ma relativamente minori rispetto al reddito familiare.

Fonte: articolo pubblicato sul sito scienzaesalute.blogosfere.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

difendersi dalle punture di zanzare

Punture di zanzare, come difendersi in maniera ecologica

Per avere la giusta cura dell’ambiente, è bene ricorrere a rimedi naturali contro le zanzare, che sono anche più economici rispetto all’uso di prodotti industriali.

Diffondere nell’aria profumo di caffè

E’ ormai appurato che chicchi e, ancor di più, la polvere macinata del caffè hanno un effetto repellente molto efficace contro le zanzare. Provate a bruciare un po’ di caffè in polvere oppure conservare alcuni fondi di caffè in un contenitore aperto per una settimana e, in seguito, spargeteli in quelle zone di terreno o di acqua stagnante, molto amati dalle zanzare. Inoltre, le sostanze contenute nel caffè sono in grado di eliminare le larve non ancora cresciute.

Olii essenziali e piante aromatiche

Le zanzare sono sensibili agli odori, ecco perché basteranno poche gocce di olio essenziale per un efficacissimo effetto repellente.

Box per pipistrelli

Il predatore numero uno delle zanzare è proprio lui, il pipistrello. Se non vi fa troppa impressione potete preparare una bat box da installare in giardino o in balcone, così che i pipistrelli vi difendano da ronzii e punture. Bisognerà appendere la bat box ad almeno 4 metri da terra, facendo attenzione a posizionarla in zone che siano poco illuminate di notte.

Consigli utili

• Installate una zanzariera su ogni finestra.
• Usate il ventilatore per ottenere una diluzione dell’anidride carbonica, che è fortemente attrattiva per questi insetti.
• Evitate i ristagni d’acqua, in particolare quelli sotto i vasi; per evitare che le zanzare nidifichino nel vostro balcone, potete provare la tecnica della monetina di rame: inseritene una in ogni sottovaso per rendere inospitale l’acqua dove di solito vengono deposte le uova.

Fonte: articolo pubblicato sul sito perugiatoday.it – qui è possibile leggere l’articolo originale