zanzara tigre rimedi naturali

Zanzara tigre, un importante studio annuncia un rimedio naturale inaspettato

Il caffè avrebbe un vero e proprio potere repellente nei confronti della zanzara tigre: questo è quanto emerso da un recentissimo studio pubblicato su PubMed. Si tratta di un rimedio naturale che si inserisce all’interno di una serie di studi che cercano di trovare il modo per evitare il proliferare di questo fastidiosissimo, e a volte pericoloso, insetto. Lo studio rivela come le larve e gli esemplari adulti di zanzara tigre abbiano sviluppato una forte resistenza agli insetticidi, per cui la nuova frontiera di questa guerra aperta è la maniera di evitare la deposizione delle uova.

Si è dimostrato che, laddove si trovi la presenza degli scarti di caffè, le femmine gravide si allontanerebbero e sarebbero scoraggiate dal deporre le uova; in più, sempre in presenza degli scarti, la maturazione embrionale risulta molto ridotta. Infine, si è scoperto che la vita delle zanzare cresciute in un ambiente in cui è presente il caffè è sensibilmente inferiore.

Fonte: articolo pubblicato sul sito investireoggi.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

infezioni da zecche

Aumento infezioni da zecche in Italia. Nuove tecnologie in soccorso

Gli esperti parlano di un aumento in Italia delle infezioni da zecche, provocate anche dai cambiamenti climatici in atto, in quanto questi acari si trovano a latitudini e altitudini più elevate rispetto al passato.
La difficile diagnosi di queste infezioni può adesso essere supportata da nuove tecnologie, importanti per una tempestiva cura. Le zecche sono presenti in aree geografiche come, ad esempio, il nord est Italia (Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Trento, Bolzano), dove sono stati rilevati casi di borelliosi di Lyme ed encefalite da zecche Tbe (per il cui monitoraggio dal giugno 2018 è stato attivato un piano di sorveglianza nazionale).

Nel caso di puntura da zecca, questa deve essere rimossa, indossando un paio di guanti, con una pinzetta e poi la parte disinfettata, e, nel caso, si possono applicare antibiotici a uso locale. In questo modo, il rischio di contrarre una malattia è molto minore se la zecca viene rimossa entro le 24 ore. Le zecche, infatti, conficcano il loro apparato boccale nell’ospite, succhiandone il sangue in maniera, poiché emettono una sostanza ad azione anestetica. Le zecche sono per la maggior parte diffuse nelle aree rurali e silvestri, ma anche nelle città in parchi, giardini, zone con erba incolta, luoghi che devono sempre essere tenuti puliti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilvaloreitaliano.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

allontanamento scarafaggi

Disinfestazione della casa: come allontanare gli scarafaggi

Sia che abitiamo in campagna che in città, nessuno è al sicuro dall’invasione degli scarafaggi. Anche se non sono pericolosi, non è piacevole vederli gironzolare in casa, soprattutto se ci sono bambini. Questi insetti hanno l’abilità di intrufolarsi in casa con molta facilità, inoltre sono onnivori e quindi mangiano di tutto, per questo è molto importante ricreare un ambiente pulito e igienizzato.

Gli scarafaggi oltre a nutrirsi di insetti, amano i residui di cibo, per questo bisogna controllare spesso la dispensa e sigillare tutti gli all’alimenti all’interno di barattoli di vetro con chiusura ermetica. La cucina deve essere sempre pulita ed è preferibile buttare spesso la spazzatura. Per bloccare l’invasione degli scarafaggi è bene scoprire il punto d’ingresso, quindi dobbiamo analizzare lo stato dei muri e dei battiscopa, perchè riescono ad intrufolarsi facilmente anche nelle piccole fessure. Una volta individuato il punto d’accesso, dobbiamo rimuovere il nido e chiudere la crepa con dello stucco, lo stesso procedimento deve essere eseguito su tutte le fessure, lungo i fori d’accesso dei tubi idraulici e delle prese elettriche. Sigillare tutte le aperture è importante anche per prevenire l’invasione delle formiche e dei pesciolini d’argento. In questo modo la casa sarà protetta e libera da ogni tipo di insetto.

Fonte: articolo pubblicato sul sito pisatoday.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

femmine cimici del letto

Femmine di cimici controllano sistema immunitario per evitare infezioni trasmesse sessualmente

Le cimici femmine con la pancia piena di cibo sono più attraenti per i maschi secondo un nuovo studio apparso su Proceedings of the National Academy of Sciences.
I ricercatori hanno analizzato centinaia di cimici per diversi anni ottenendo diverse interessanti informazioni.

Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Sheffield, ha trovato che le cimici femmine che non assumono cibo regolare, tendenzialmente non si accoppiano regolarmente perché non hanno bisogno di potenziare il sistema immunitario onde prevenire infezioni a seguito dell’atto sessuale.
Perché questa paura di infezioni? La risposta sta nelle particolari modalità di accoppiamento delle cimici: il maschio inserisce il suo pene aghiforme nell’addome della femmina, un processo noto anche come inseminazione traumatica e definito dallo stesso Mike Siva-Jothy, uno degli autori dello studio, come un “accoppiamento piuttosto brutale”.

Onde evitare conseguenze negative, le femmine si sono evolute per essere in grado di gestire il proprio sistema immunitario onde resistere alle infezioni che un atto così violento può Procurare loro.
I maschi preferiscono le femmine che si sono nutrite da poco perché sono maggiormente piene di sangue e possono depositare più uova ma anche perché, essendo molto piene, non possono contrastare l’inseminazione traumatica.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notiziescientifiche.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

resistenza blatte agli insetticidi

Le blatte diventano invincibili: anche gli scarafaggi cominciano a resistere agli insetticidi

A suggerirlo sono stati i ricercatori della Purdue University che sulle pagine di Scientific Reports hanno dimostrato come questi insetti stiano diventando sempre più resistenti a quasi ogni tipo di insetticida che abbiamo oggi a disposizione, sia quelli che attaccano il sistema nervoso sia quelli che mirano all’esoscheletro.

Per testare la resistenza delle blatte, i ricercatori hanno somministrato per sei mesi a tre diverse popolazioni tre diversi insetticidi: abamectina, acido borico e thiamethoxam. In un trattamento il team ha utilizzato tutti e tre gli insetticidi, uno dopo l’altro, per tre mesi (quindi due cicli in sei mesi). In un altro trattamento, i ricercatori hanno usato una miscela di due insetticidi per tutti e sei i mesi.

Dai risultati è emerso che, indipendentemente dalle diverse opzioni di trattamento, le dimensioni delle popolazioni, e quindi il numero di blatte, non sono diminuite nel tempo. Ciò suggerisce, quindi, che questi insetti stanno rapidamente evolvendo la resistenza a tutti e tre i prodotti chimici testati nello studio. Visto che le blatte vivono solo per circa 100 giorni, precisano i ricercatori, la resistenza agli insetticidi può evolvere molto rapidamente, grazie al passaggio dei geni più resistenti da una generazione all’altra generazione. Ma non solo: i ricercatori hanno scoperto che sviluppando la resistenza a una classe di pesticidi, le blatte avevano anche una migliore possibilità di sopravvivere ad un altro insetticida.

Se studi futuri confermeranno questi risultati, questa resistenza potrebbe rendere impossibile trattare le infestazioni di blatte con i soli insetticidi chimici. Si dovrà ricorrere, per esempio, a quella che viene chiamata Intergrated Pest Management (Ipm), o “gestione integrata delle infestazioni”, ossia l’insieme di strategie che prevedono, oltre al trattamento chimico, anche l’utilizzo di trappole e interventi mirati di pulizia e persino l’aspirazione degli insetti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito wired.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

punture zanzara colpiscono persone

Zanzare, svelato perché pungono solo alcune persone: colpa dei microbi sulla pelle

Joop van Loon, entomologo dell’Università di Wageningen, Paesi Bassi, afferma che il motivo principale per cui le zanzare pizzicano certe persone e non altre è la quantità di composti chimici – che variano a seconda della persona – prodotta dalle colonie di microbi che abitano la nostra pelle, secondo quanto esposto in un articolo del Live Science.

«I batteri convertono le secrezioni delle nostre ghiandole sudoripare in composti volatili che vengono trasportati attraverso l’aria al nostro sistema olfattivo fino alle zanzare», afferma Van Loon. Inoltre, lo scienziato olandese precisa che questi insetti usano i loro organi sensoriali per scegliere le loro vittime – fino a una distanza di 50 metri – seguendo l’invisibile traccia di anidride carbonica che si trova nell’aria che circonda gli esseri umani.

Fonte: articolo pubblicato sul sito www.ilmessaggero.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

punture zanzara

Punture di zanzara molto gonfie: cosa fare

La maggior parte delle persone non presenta eccessivi gonfiori conseguenti alla puntura di una zanzara: la cute potrebbe caratterizzarsi per la presenza di piccoli pomfi, altamente pruriginosi, in corrispondenza del morso. In altre, tuttavia, può manifestarsi anche un gonfiore molto diffuso.
La prima causa del gonfiore anomalo è, come facile intuire, anche la meno preoccupante. Spesso le punture di zanzara si gonfiano a causa dell’attrito meccanico, come lo sfregamento continuo con gli abiti oppure con l’abitudine – tutt’altro che consigliata – di grattarsi nel vano tentativo di ridurre la sensazione di prurito. La costante irritazione del morso non fa altro che incentivare una maggiore risposta del sistema immunitario a livello dell’epidermide, determinando il rigonfiamento e l’accumulo di liquidi. In assenza di altri sintomi, l’area irritata dovrebbe scomparire a poche ore dall’ultima sollecitazione meccanica.

Seppur meno frequenti, ma tutt’altro che da sottovalutare, vi potrebbero essere delle ragioni di natura allergica. Una di queste è la cosiddetta sindrome di Skeeter: i soggetti predisposti possono sviluppare un’importante allergia al morso della zanzara, data dall’eccessiva reazione dell’organismo ad alcuni peptidi contenuti nelle sostanze anticoagulanti e anestetizzanti presenti nella saliva degli insetti.

Segue quindi l’orticaria papulosa, un’ipersensibilità alla saliva della zanzara che si manifesta con l’apparizione di diversi pomfi, estremamente pruriginosi e caratterizzati da vescicole con croste centrali.

I rigonfiamenti dovuti alla puntura di zanzara, soprattutto quando molto vistosi, dovrebbero essere sempre vagliati dal medico. In particolare quando si manifestano anche degli stati febbrili, segno più che evidente di un’ipersensibilità o un’allergia al morso.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenstyle.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

lotta biologica zanzara tigre

Zanzare, rimedi? Il Comune di Bologna libera 30mila maschi sterili

Dal 17 giugno si aggireranno per Bologna 30mila zanzare in più. Ma è tutto calcolato: sono maschi, quindi non pungono, e per giunta sterili. Saranno liberati con il mandato di bloccare la proliferazione delle femmine, responsabili delle punture, dunque di pruriti, infezioni e virus potenzialmente pericolosi. E’ con la lotta biologica integrata che il Comune intende combattere la zanzara tigre.

Operatori del Centro Agricoltura Ambiente, provvisti di tesserino di riconoscimento, andranno casa per casa, per trattare con prodotti larvicidi specifici e a ridotto impatto ambientale tutte le raccolte d’acqua non eliminabili, come i tombini ad esempio, e rimuoveranno o metteranno in sicurezza, tutte le altre possibili fonti di infestazione.

Questo intervento sarà replicato per quattro volte, con cadenza mensile, da giugno a settembre in modo da impedire la maturazione delle larve in adulti e la conseguente dispersione sul territorio. In quest’area saranno attivate, durante tutta la fase di sperimentazione, 20 trappole per le uova che permetteranno di raccoglierle, allevarle in laboratorio e verificare la fertilità residua valutando l’efficacia di questa tecnologia.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilrestodelcarlino.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

vespa samurai

Cavallette e cimici? No problem, arriva in aiuto la «vespa samurai»

Non c’è albero che le cimici asiatiche risparmino alla loro puntura. Ma non disdegnano neanche mais, vite, ortaggi e piante da vivai. I danni, rileva Coldiretti lanciando l’allarme, possono arrivare fino al 40% dei raccolti nei terreni infestati. Ora ci si può difendere solo con delle protezioni fisiche: serre e reti a copertura delle coltivazioni, e zanzariere per le abitazioni.
Ma per bloccare la proliferazione, secondo l’associazione di agricoltori, bisogna escogitare un’eco-soluzione, a basso impatto ambientale, evitando i soliti pesticidi e le trappole a feromoni con agenti biochimici.

C’è però un nemico formidabile, il cui nome comune già incute un certo rispetto: la «Vespa samurai». La Commissione agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità ad aprile una risoluzione che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l’immissione in Italia di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni.

E nel testo si raccomanda, in particolare, di accelerare l’autorizzazione all’uso della Trissolcus japonicus. Originaria dell’Asia orientale ma ormai presente anch’essa in Europa e America, la «vespa samurai» – così nominata per l’origine giapponese e l’aggressività degna dei leggendari guerrieri del Sol Levante – sconfigge l’avversaria alla radice, depositando le uova direttamente in quelle della cimice e uccidendole appena le proprie larve si sviluppano.

Fonte: articolo pubblicato sul sito corriere.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

zanzare e malattie virali

Zanzare e malattie virali: come difendersi

Arriva l’estate, e puntualmente si presentano ospiti indesiderati e molesti, che possono trasmettere malattie virali anche pericolose: le zanzare.

Importante sapere come prevenire e contrastarne la diffusione, in che modo proteggersi e cosa fare prima di mettersi in viaggio, soprattutto se in Paesi a rischio.

Evitare i ristagni d’acqua
Alle zanzare basta pochissima acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi.  Per questo è importante eliminare i sottovasi e, dove non è possibile, evitare il ristagno d’acqua al loro interno.

Proteggersi dalle punture
La protezione individuale dalle punture è importante per sé stessi e per contrastare l’eventuale diffusione dei virus: all’aperto, in zone ricche di vegetazione, è buona abitudine vestirsi sempre con abiti di colore chiaro, indossare capi di abbigliamento a maniche lunghe e non utilizzare profumi.

Se si viaggia all’estero: partire informati
Se si viaggia in Paesi dove sono diffuse malattie trasmesse da zanzare, è bene documentarsi prima della partenza negli ambulatori di medicina dei viaggiatori delle Aziende Usl. E al rientro, in caso di febbre o disturbi, rivolgersi tempestivamente al proprio medico o a una struttura ospedaliera.

Fonte: articolo pubblicato sul sito parma.repubblica.it – qui è possibile leggere l’articolo originale