Decreto Rilancio: sanificazione dei luoghi di lavoro e benefici fiscali

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La prima misura di sostegno, prevede un intervento diretto a favore dei datori di lavoro. Con l’art. 102 del decreto Rilancio, il Governo ha varato infatti lo stanziamento di complessivi 403 milioni di Euro affidati all’INAIL, perché provveda a rimborsare le spese sostenute per riadattare i luoghi di lavoro. La norma amplia l’intervento di 50 milioni di Euro già stanziati in questa modalità dall’art. 43 del Decreto Cura Italia.

Sono beneficiari di questa misura, le imprese, anche individuali, iscritte al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane, nonché le imprese sociali del terzo settore iscritte nel Registro delle imprese. La norma esclude dalla platea dei beneficiari i professionisti, i commercianti, e altre categorie di autonomi che pur avendo già affrontato le spese per la sanificazione degli ambienti, non sono tuttavia iscritti al Registro delle imprese e non potranno pertanto ricevere un contributo diretto a rimborso dei costi sostenuti.

• Gli interventi rimborsabili, che rientrano nella erogazione dell’INAIL, sono quelli effettuati dall’impresa successivamente all’entrata in vigore del D.l. 17 marzo 2020 n. 18 c.d. Decreto Cura Italia, mediante l’acquisto di apparecchiature e attrezzature (ivi inclusa l’installazione) per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, e dei lavoratori dagli utenti esterni, dei dispositivi elettronici e sensoristici, e comunque di tutti i dispositivi di protezione individuale.

• L’importo massimo concedibile all’impresa è pari ad Euro 15 mila per le imprese da 1 a 9 dipendenti, Euro 50 mila per le imprese da 10 a 50 dipendenti ed Euro 100 mila per le imprese sopra i 50 dipendenti.
L’altra possibilità che il decreto offre per far fronte ai costi sostenuti in conseguenza del riadattamento degli ambienti di lavoro a seguito del Coronavirus, fa leva sullo strumento fiscale del beneficio del credito di imposta in percentuale sul valore delle spese sostenute

L’art. 128 bis prevede benefici fiscali per l’adeguamento dei luoghi di lavoro aperti al pubblico, e fissa un credito di imposta nella misura del 60% della somma spesa, fino ad un massimo di 80.000 Euro, destinando la misura ad una platea più ampia rispetto a quella prevista per l’intervento diretto di cui all’art. 102.

Fonte: articolo pubblicato sul sito altalex.com – qui è possibile leggere l’articolo originale