Ambienti confinati: il ‘rischio occulto’ di funghi, prioni e altri agenti biologici

Agenti biologici in ambiente confinato

Il rischio biologico negli ambienti confinati necessita un lavoro di identificazione e adeguate operazioni preventive di bonifica.
Gli effetti sulla salute determinati dai numerosi agenti patogeni possono essere i più vari e soprattutto di diversa entità, ma in generale sempre riconducibili a infezioni, intossicazioni e allergie. Tra le più diffuse patologie si possono elencare: listeriosi, tubercolosi, legionellosi, brucellosi, dermatomicosi, leptospirosi, salmonellosi, parassitosi varie, enterocoliti. Allergie e infezioni alle vie respiratorie, costituiscono in genere patologie non gravi, ma abbastanza frequenti.

Agenti biologici in ambiente confinato

Allergeni: sono sostanze che possono causare una reazione allergica oppure ipersensibilità in persone predisposte. Tra gli allergeni più frequenti vi sono: pollini, acari della polvere domestica, forfore di animali domestici, sostanze o prodotti chimici di sintesi oppure di origine vegetale o animale

Batteri: si tratta di organismi piccolissimi, lunghi da 1 a 10 μm costituiti da una sola cellula. Si trovano in tutti gli ambienti di vita e di lavoro e hanno bisogno della presenza di diversi fattori favorevoli (temperatura, umidità, sostanze nutritive) per potersi sviluppare e diffondere.

Funghi: quelli che interessano l’uomo da un punto di vita infettivo, allergico o tossico negli ambienti di lavoro, si suddividono genericamente in lieviti (unicellulari) e muffe (pluricellulari). Tra le specie più comunemente implicate in patologie occupazionali si trovano gli aspergilli responsabili di aspergilloma polmonare, aspergillosi polmonare o sistemica, aspergillosi broncopolmonare allergica.

Parassita: si tratta di un organismo che vive a spese di un altro organismo (ospite). Il parassita trae vantaggio (nutrimento, protezione) a spese dell’ospite creandogli un danno.

Prioni: dall’inglese PRION (acronimo di PRoteinaceus Infective ONly particle ovvero “particella infettiva solamente proteica”), è il nome attribuito originariamente a un “agente infettivo non convenzionale” di natura proteica. Non è considerabile a rigore un microrganismo, poiché privo di acidi nucleici.

Virus: è un organismo privo di struttura cellulare, di dimensioni variabili tra 17 e 300 nanometri, contenente acido nucleico (DNA o RNA) racchiuso in un involucro proteico (capside).

Fonte: articolo pubblicato sul sito ingegneri.info – qui è possibile leggere l’articolo originale