eliminare le cimici dei letti

Eliminare cimici da letto

Un letto infestato dalle cimici si deve pulire, disinfestare e lavare. Non potete rimanere con questi insetti che dormono con voi perché essi sono insettini infestanti e velenosi. Il loro veleno, che viene iniettato a piccole dosi, provoca delle bolle o eritemi, ma anche orticarie, sulla pelle.

Macchie rosse che sono inestetiche, dure al tatto e che fanno molto male. Tra l’altro queste lesioni sono perfino pruriginose, ma c’è da dire che quando poi si viene punti tutte le notti è possibile avere delle reazioni allergiche.

Siccome le cimici da letto sono poi animali infestanti, tendono ad attaccarsi ai tessuti del letto, specialmente quando essi propongono un buon riparo. Tuttavia è vero che è proprio grazie al sangue umano riescono a creare delle colonie di centinaia e centinaia di componenti.

In breve tempo però essi possono poi contagiare e infestare direttamente tutti i tessuti di casa, arrivando alle poltrone e ai divani. Non solo è possibile che ci siano poi delle problematiche per lo sgretolamento delle fibre dei tessuti e questo vuol dire avere poi degli arredi in casa che sono letteralmente in fase di decomposizione.
 

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilcorrieredellacitta.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

lipidi della pelle allontanano cimici dei letti

Cimici dei letti, scienziati scoprono che lipidi della pelle le allontanano

I lipidi presenti nella pelle umana possono essere un’arma di contrasto per le cimici dei letti secondo un’eccezionale scoperta fatta da un team di entomologi dell’Università del Kentucky, come riferisce un comunicato della stessa Università.

I ricercatori hanno scoperto che i trigliceridi presenti naturalmente nella pelle tendono ad impedire alle cimici dei letti di rimanere troppo a lungo sul corpo degli esseri umani. Si tratta di una scoperta che potrebbe essere molto utile per ideare nuove strategie per contrastare in maniera più efficace questo parassita.

I ricercatori hanno fatto questa scoperta facendo degli esperimenti su campioni di pelle collocati su delle strisce. I campioni sono stati raccolti da vari partecipanti appartenenti a diverse etnie e di diverse età. Hanno quindi allevato in laboratorio varie popolazioni di cimici dei letti, insetti del genere Cimex che si nutrono di sangue umano.
I risultati degli esperimenti mostravano che le cimici preferivano le strisce senza i trigliceridi piuttosto che quelle con i trigliceridi della pelle. 

Fonte: articolo pubblicato sul sito notiziescientifiche.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

casi malaria in aumento

Malaria, casi in aumento nel 2020 per il Covid che ha ridotto i fondi

Nel 2020 i morti di malaria sono aumentati nel mondo: 69 mila in più rispetto al 2019, e sono cresciuti anche i malati. Il rapporto dell’Oms (organizzazione mondiale della sanità) 2021, appena presentato, il 6 dicembre, sulla lotta contro il paludismo ne ha registrati 14 milioni in più l’anno scorso sul 2019. I casi stimati di malaria complessivamente sono stati circa 241 milioni nel 2020 e i decessi all’incirca 627 mila, precisamente 69 mila in più sul 2019, con una crescita del 12% nell’Africa subsahariana.

Proprio in Africa è stato registrato il 96% di tutti i decessi. Nove vittime su dieci sono bambini sotto i 5 anni.

L’aumento dei morti registrati nel 2020 per due terzi sono dovuti all’interruzione dei servizi di prevenzione, diagnosi e cura durante la pandemia, secondo l’Oms. Tuttavia, a livello mondiale, è stato effettivamente distribuito, entro la fine del 2020, il 72% di tutte le zanzariere impregnate di insetticidi previste per tenere lontane le zanzare vettori di trasmissione della malattia infettiva.

Fonte: articolo pubblicato sul sito italiaoggi.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

scomparsa insetti impollinatori

Senza api e altri insetti impollinatori 1/3 delle piante da fiore non produrrebbe semi

Uno studio internazionale guidato dai ricercatori della Stellenbosch University lancia l’allarme: l’estinzione degli insetti impollinatori potrebbe compromettere gravemente gli ecosistemi naturali e accelerare la perdita della biodiversità. La metà di tutte le piante da fiore presenti al mondo (circa 175.000 specie) dipende infatti esclusivamente dagli animali impollinatori per la riproduzione e, quindi, per la sopravvivenza: senza l’azione di questi animali, la morte di queste piante non è difficile da immaginare.

Si tratta del primo studio che ha come obiettivo quello di fornire una stima globale dell’importanza degli impollinatori per le piante negli ecosistemi naturali: finora, infatti, non si era compreso appieno il ruolo degli animali impollinatori all’interno degli ecosistemi e la loro importanza vitale per la difesa della biodiversità. Esistono in natura piante dette autofertili, ovvero in grado di autofecondarsi e produrre alcuni semi anche senza l’ausilio degli impollinatori, ma anche per queste specie il contributo degli animali è fondamentale.

A causa dell’assenza degli animali impollinatori, alcune specie di piante selvatiche si sono addirittura estinte, e ciò ha provocato un depauperamento degli ecosistemi: meno impollinatori in azione significa meno piante, e ciò può voler dire scarsezza di cibo per molte specie animali e anche per l’uomo. 

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenme.it – qui è possibile leggere l’articolo originale