le zanzare un rischio per la salute

Le zanzare, un rischio per la salute da studiare attentamente

Lanciato un appello dai ricercatori dell’Università di Wageningen: se individuate una zanzara e riuscite  a raggiungere un giornale abbastanza velocemente per schiacciarla, inviate i loro i resti a scopo di ricerca.

Gli scienziati dell’università vogliono sapere se la recente ondata di freddo ha avuto un effetto sulle zanzare in generale e per ottenere una comprensione della diffusione del virus del Nilo occidentale che è apparso nei Paesi Bassi l’anno scorso. Ricerche precedenti hanno dimostrato che la zanzara comune, Culex pipiens molestus, rimane attiva durante i mesi invernali sopravvivendo in locali umidi e cantine.

Nell’ottobre dello scorso anno sette persone a Utrecht e Arnhem sono state trovate infettate dal virus del Nilo occidentale. L’infezione causa lievi sintomi simili all’influenza nel 20% delle persone, mentre l’1% può sviluppare una condizione grave come l’encefalite.Una piccola parte di coloro che lo fanno può morire.

Il virus, più diffuso nell’Europa meridionale, viene trasmesso dalle zanzare che sono state a contatto con uccelli infetti. “Non è qualcosa di cui essere particolarmente spaventati, ma vogliamo stare all’erta”, ha raccontato il biologo del WUR Arnold van Vliet al giornale locale Gelderlander.

Fonte: articolo pubblicato sul sito 31mag.nl – qui è possibile leggere l’articolo originale

clima influenza il comportamento delle zanzare

Il clima può influenzare il comportamento delle zanzare

Un team di ricercatori, in uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Current Biology, ha mostrato che le caratteristiche climatiche sembrano giocare un ruolo importante nel determinare l’attrazione di questi insetti verso gli esseri umani.

Alcuni scienziati hanno ipotizzato che quando la specie umana è diventata più sedentaria, circa 10.000 anni fa, un’elevata densità di popolazione avrebbe garantito una fonte di nutrimento duratura e di facile accesso per le zanzare. Altri studiosi ritengono che le raccolte d’acqua “artificiali” fornite dagli esseri umani consentano alle zanzare di sopravvivere anche in zone molto aride.

Gli scienziati hanno raccolto le uova di Ae. aegypti in 27 località dell’Africa subsahariana. Questi siti variavano sia come numero di persone presenti che come condizioni climatiche. Il team ha infatti campionato sia aree con una forte stagionalità (alternanza di una stagione secca e una umida ben definite) che aree perennemente aride o umide.

Dopo aver creato le diverse colonie in laboratorio, i ricercatori hanno quindi verificato la preferenza delle femmine verso l’odore umano o animale utilizzando un olfattometro a due porte. All’interno di questo strumento alle zanzare viene offerta la possibilità di volare verso due estremità, una con il braccio di un volontario umano e l’altra contenente un animale (in questo caso una cavia o una quaglia). I ricercatori hanno poi contato quante zanzare si erano spostate nelle due aree.
I ricercatori hanno prima confermato che la preferenza dell’ospite variava molto tra le diverse colonie: alcune erano attratte quasi esclusivamente dall’odore animale, altre non mostravano una particolare preferenza, e altre ancora mostravano a una chiara predilezione per l’odore umano.
In secondo luogo, il team ha osservato un’associazione significativa tra il numero di abitanti nella località di origine e una maggior attrazione verso l’odore umano: la densità di popolazione spiegava infatti circa il 18% della variazione comportamentale osservata nelle zanzare. In sostanza, le zanzare nelle aree a più elevata densità umana erano attratte più dall’odore delle persone che da quello degli animali.

Questi risultati suggeriscono, quindi, che il clima può influenzare il comportamento delle zanzare. In particolare, la prolungata mancanza d’acqua nella stagione secca può fornire una spiegazione sul perchè diverse popolazioni di Ae. aegypti mostrano una maggiore o minore attrazione verso gli esseri umani.
Questo potrebbe essere dovuto alla necessità per le zanzare di sopravvivere in condizioni sfavorevoli attraverso l’utilizzo delle raccolte d’acqua create dagli esseri umani.

Fonte: articolo pubblicato sul sito microbiologiaitalia.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

sanificazione degli ambienti

Trenitalia, prima al mondo nella sanificazione degli ambienti

Trenitalia ha ricevuto la certificazione Biosafety Trust Certification dal Rina, in quanto ha attuato un sistema di gestione della prevenzione e del controllo delle infezioni da agenti biologici estremamente efficiente, sia per i passeggeri e sia per i dipendenti.

È la prima impresa ferroviaria al mondo a ottenere questa certificazione dalla società di certificazione internazionale. L’ottenimento della Biosafety Trust Certification testimonia l’importante lavoro svolto in questi mesi per garantire a viaggiatori e dipendenti i più alti livelli di igiene e sanificazione.

Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria, Trenitalia ha modificato, aggiornato e migliorato le procedure di sanificazione e igienizzazione dei treni, delle sale dedicate ai viaggiatori, delle biglietterie,  degli  spazi  utilizzati  dai  dipendenti, ma anche e soprattutto ha messo in atto una sanificazione più profonda di sedili, bagagliere, tavolini e di tutte le superfici a contatto con i passeggeri.

La certificazione è avvenuta sul campo, a campione, attraverso visite programmate, dopo l’analisi della documentazione relativa alle procedure di contrasto alla diffusione delle infezioni adottate dall’azienda.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ambienteambienti.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

le zanzare pungono anche d’inverno

Le zanzare pungono anche d’inverno?

Le zanzare hanno un ciclo vitale diverso a seconda della specie. Gli adulti della zanzara tigre (Aedes albopictus), per esempio, non sopravvivono all’inverno, a differenza delle loro uova, che possono arrivare fino alla primavera successiva. Gli adulti della zanzara comune, la Culex pipiens, possono invece superare l’inverno in fase di latenza: trovano un posto dove nascondersi – una soffitta, un garage, una cantina – e si risvegliano quando le temperature tornano a salire, riprendendo il loro ciclo.

La zanzara comune dovrebbe rimanere inattiva durante la stagione invernale, ma, se le condizioni sono per lei favorevoli, può restare vitale anche in quel periodo. Tra il riscaldamento nei nostri appartamenti e il clima mite e variabile che abbiamo adesso d’inverno, le zanzare sono confuse: perciò continuano a pungere.

Il consiglio contro le zanzare d’inverno è usare le stesse precauzioni messe in atto d’estate: arieggiare la casa e usare i fornelletti elettrici, che funzionano sia da insetticida, uccidendo le zanzare presenti, che da repellente, scoraggiando l’accesso in casa a quelle che vorrebbero entrare.

Fonte: articolo pubblicato sul sito innaturale.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

resistenza zanzare ai pesticidi

Zanzare, un batterio alla base della resistenza ai pesticidi

La resistenza delle zanzare ad alcuni tra i più diffusi pesticidi in commercio può provenire da una sorta di alleato: il “Wolbachia”, ovvero un batterio che, naturalmente, le infetta e che permette a questi animali di contrastare l’efficacia dei prodotti che vengono utilizzate per controllarle. La scoperta è stata realizzata dai ricercatori dell’Università di Reading, da quelli dell’Inbiotec-Conicet e dell’Università di San Juan, in Argentina e potrebbe aprire ora le porte a nuovi e più efficaci modi per evitare le diffusioni delle malattie che vengono trasmesse da questi insetti.

Nel lavoro di ricerca, pubblicato sulla rivista “Scientific Reports”, i ricercatori hanno preso in esame una particolare specie di zanzara, ovvero la “culex quinquefasciatus”, conosciuta anche come la “zanzara domestica del Sud”, allevata per alcuni anni in condizioni ambientali controllate in un laboratorio, proprio in Argentina. Si tratta di una delle specie più diffuse nei Paesi con climi più caldi.

Fonte: articolo pubblicato sul sito tg24.sky.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

una nuova zanzara della malaria

Trovata in alcune città africane una nuova zanzara della malaria

Le larve di una nuova specie di zanzara portatrice di malaria sono abbondantemente presenti in alcune città del Corno d’Africa e sono altamente suscettibili ai parassiti della malaria locali. Si tratta delle larve di Anopheles stephensi – il principale vettore di zanzare della malaria in India – ed ora la loro presenza in contesti urbani africani preoccupa non poco.

Con questa nuova importante scoperta, aumentano le preoccupazioni sulla malaria urbana in Africa. Già nel 2019 l’Organizzazione mondiale della sanità lanciò l’allarme sulle possibili conseguenze dell’invasione di Anopheles stephensi.
Con circa 216 milioni di casi e 400mila decessi all’anno, la malaria è una delle malattie infettive più importanti del nostro tempo.

In Africa, un certo numero di specie di zanzare sono tradizionalmente responsabili della maggior parte della trasmissione della malaria. Le zanzare Anopheles gambiae sono state etichettate come le specie animali più pericolose sulla terra e sono particolarmente comuni nelle aree rurali in Africa. L’irrorazione con insetticidi e l’uso di zanzariere contro le zanzare sono tra i modi più efficaci per combattere la malaria.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenme.it – qui è possibile leggere l’articolo originale