sanificazione ambienti di lavoro

Sanificazione degli ambienti di lavoro: perché è importante e quali sono i vantaggi

La sanificazione, soprattutto negli ambienti di lavoro, è di fondamentale importanza per godere di un contesto igienizzato, sterile e sicuro. Gli uffici pubblici o privati, così come le attività commerciali, palestre, bar, ecc. sono luoghi in cui i dipendenti passano almeno un terzo della loro giornata, senza contare il passaggio dei numerosi clienti che quotidianamente si trovano a frequentare gli stessi ambienti.

Si sa, che maggiore è il numero di persone che bazzicano in un determinato luogo più alto è il rischio della diffusione di pericolosi germi, virus e batteri.

In tutti gli ambienti lavorativi, sia pubblici che privati, soprattutto dopo la pandemia da Coronavirus, le operazioni di sanificazione rappresentano un preciso obbligo morale nei confronti dei dipendenti, costretti a passarci almeno un terzo della loro giornata. Un luogo salubre e sicuro è quindi una regola imprescindibile, specialmente se si è anche abituati a pranzare all’interno della struttura lavorativa.

Ma vediamo più dettagliatamente il peso che riveste la sanificazione negli ambienti lavorativi. In primo luogo ha una primaria importanza per la salute in quanto evita conseguenze poco gradevoli come allergie, dermatiti e vere e proprie malattie respiratorie. In più abbassa notevolmente la percentuale di rischio per il contagio da Coronavirus.

Fonte: articolo pubblicato sul sito 24ovest.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

infezione da scabbia

Scabbia, quello che occorre conoscere di questa tipologia

Se non trattati questi acari microscopici possono vivere sulla tua pelle per mesi. Si riproducono sulla superficie e poi vi si insinuano e depongono le uova. Ciò provoca la formazione di una eruzione cutanea pruriginosa, con annessa flogosi.

Ci sono circa 130 milioni di casi di scabbia nel mondo. Sebbene sia una condizione altamente contagiosa che può essere facilmente trasmessa da una persona all’altra attraverso il contatto diretto con la pelle, la scabbia non è una malattia a trasmissione sessuale.
I sintomi caratteristici della scabbia includono un’eruzione cutanea e un intenso prurito che peggiora di notte. Il continuo graffio della zona infetta può creare piaghe che si infettano. In questo caso, può essere raccomandato un trattamento aggiuntivo con antibiotici per l’infezione della pelle.

La scabbia è il risultato di un’infestazione di minuscoli acari a otto zampe. Questi insetti sono così piccoli che non puoi vederli sulla tua pelle, ma puoi certamente vedere i loro effetti.
Gli acari si insinueranno nello strato superiore della tua pelle per vivere e nutrirsi. Gli acari femminili depongono le uova. La tua pelle reagirà agli acari e ai loro rifiuti e svilupperai un’eruzione cutanea rossa e pruriginosa.

Questi acari sono facilmente trasmessi tra le persone. Il contatto diretto pelle a pelle è il modo più comune per condividere l’infestazione.

Le strutture in cui le persone vivono a stretto contatto tra loro spesso vedono facilmente le infestazioni diffondersi. Questi possono includere case di cura o strutture di assistenza estesa.

Fonte: articolo pubblicato sul sito assocarenews.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

bonus sanificazione ambienti di lavoro

Bonus sanificazione ambienti di lavoro: modifiche e novità con la Legge di Bilancio

Bonus sanificazione ambienti di lavoro, novità in arrivo con la Legge di Bilancio 2021: la manovra è intervenuta sul provvedimento del credito d’imposta introducendo alcune modifiche.

I cambiamenti riguardano in particolare la data di utilizzo del credito di imposta in compensazione, tramite il modello F24, che è prevista entro il 30 giugno 2021 (invece del 31 dicembre 2021).
La Legge di Bilancio 2021 interviene su due ambiti in particolare:

• il credito di imposta può essere usato in compensazione tramite modello F24 non più fino a fine anno, ma solo fino al 30 giugno 2021;
• l’opzione della cessione del credito può essere effettuata fino al 30 giugno 2021 (e non più fino al 31 dicembre 2021).

La data da cerchiare in rosso, quindi, è il 30 giugno 2021: è la nuova scadenza sia per cedere (anche parzialmente) il credito del bonus sanificazione, sia per usarlo in compensazione.

Con il provvedimento dell’8 gennaio 2021 l’Agenzia delle Entrate recepisce quindi le modifiche dettate dalla Legge di Bilancio 2021 e di conseguenza sono pronte anche le nuove istruzioni da seguire per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate l’ammontare:

• delle spese che danno diritto al credito adeguamento;
• delle spese che danno diritto al credito sanificazione, per consentire di individuare la quota dello stesso effettivamente fruibile, in proporzione alle risorse disponibili.

Fonte: articolo pubblicato sul sito money.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

comprendere come ci annusano le zanzare

Zanzare, capire come ci annusano potrebbe salvare vite umane

Di questa famiglia, che conta circa 3450 specie, solo un numero esiguo si è evoluto negli ultimi 5mila anni per specializzarsi nel succhiare sangue umano. Questo compito è affidato alle femmine che necessitato del sangue per deporre le loro uova. Se nella maggior parte dei casi il morso delle zanzare è solo irritante, non mancano tuttavia episodi in cui esse trasportano malattie pericolose come Zika, dengue, malaria, virus del Nilo occidentale che possono essere mortali.

Le sostanze chimiche che si trovano nell’odore umano sono le stesse di quelle presenti nell’odore animale; cambiano tuttavia i rapporti e la quantità. Ogni volta che le zanzare sono affamate, nel loro cervello si svolgono complessi calcoli chimici per capire chi o cosa stanno per pungere. La ricerca ha focalizzato l’attenzione sulla registrazione dell’attività neurale nel cervello delle femmine, esponendo le stesse a estratti naturali di odori umani e animali. Ci sono voluti quattro anni per sviluppare i reagenti genetici necessari, i sistemi di rilascio degli odori e gli approcci analitici.

I ricercatori hanno così creato una libreria della composizione chimica degli odori di circa 40 animali, tra cui quaglie, ratti, porcellini d’India e altri e poi hanno confrontato alcuni di questi con 16 campioni umani. Dall’indagine è emerso che nella pelle dell’uomo è particolarmente abbondante il decanale, un composto semplice. Gli scienziati, consultando ricerche degli anni ’70, hanno scoperto che il decanale viene rilasciato dalla rottura dei legami dell’acido sapienico, un componente degli oli naturali della pelle. Alti livelli di decanale, dunque, potrebbero aiutare le zanzare a fiutare e a prediligere gli esseri umani.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilgiornale.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

disinfestazione blatte in appartamento

Blatte nell’appartamento in affitto: chi paga?

Soprattutto negli edifici più fatiscenti può esserci il problema assai sgradito dell’invasione di insetti all’interno delle mura domestiche. Frequente, ad esempio, è il problema degli scarafaggi che si annidano nelle case a lungo non manutenute. Chi paga la disinfestazione nel caso di blatte nell’appartamento in affitto?
Di regola, la deblattizzazione rientra tra le spese di manutenzione ordinaria che, come tali, competono all’inquilino, cioè al conduttore che vive nella casa in affitto.

Tuttavia, poiché il proprietario ha l’obbligo di consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione (Art. 1575 cod. civ.), se le blatte si presentano sin dai primi giorni d’affitto vorrà dire che il proprietario non avrà rispettato questo suo dovere.

La legge afferma che, se al momento della consegna la cosa locata è affetta da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, salvo che si tratti di vizi da lui conosciuti o facilmente riconoscibili (Art. 1578 cod. civ.).

Dunque: la disinfestazione della casa in affitto compete, all’inizio, al proprietario, il quale non può dare in affitto una casa invasa dagli insetti; successivamente, qualora le blatte dovessero presentarsi durante il rapporto locatizio (ad esempio, dopo diversi anni), la disinfestazione sarà a carico dell’inquilino.

Fonte: articolo pubblicato sul sito laleggepertutti.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

importanza della sanificazione ambientale

Importanza della sanificazione ambientale

Vi è ormai un’abbondante letteratura che ha dimostrato come le superfici inanimate intorno al paziente siano contaminate da microrganismi e come questa condizione le faccia diventare dei serbatoi, punti di inizio della trasmissione delle infezioni.

Il nostro corpo elimina costantemente nell’ambiente circostante microrganismi, lo fa attraverso la desquamazione cutanea, con l’eliminazione di qualunque fluido corporeo durante (es. urine, feci), in caso di ferite secernenti, drenaggi o ulcere. La nostra igiene personale può aumentare la contaminazione dell’ambiente: ad esempio lavarsi o non lavarsi le mani dopo essere stati in bagno può aumentare la contaminazione ambientale in caso di contatto delle mani con le superfici.

Un buon processo di sanificazione deve prevedere un metodo ad umido e l’utilizzo di panni e pannetti con capacità di intrappolamento per quanto riguarda la spolveratura delle superfici e la scopatura dei pavimenti.

L’utilizzo di panni e pannetti umidi e non bagnati favorisce il distacco dello sporco ed evita che la polvere venga di nuovo riammessa nell’aria. È importante differenziare il pannetto umido da quello bagnato, perché il pannetto umido non lascia sulle superfici residui di acqua come il pannetto bagnato, questo è importante per evitare di creare un ambiente favorevole alla moltiplicazione dei microrganismi o favorire la diluizione del disinfettante. Alcuni pannetti possono prevedere la presenza di un tensioattivo. Tale sostanza favorisce il distacco dello sporco.
La microfibra ha dimostrato di poter rimuovere fino al 98-99% dei virus da una superficie utilizzando solo acqua. In confronto, le fibre di cotone tradizionali hanno dimostrato di rimuovere solo il 30% dei batteri e il 23% dei virus da una superficie ambientale contaminata.

Fonte: articolo pubblicato sul sito nurse24.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

sanificazione ambientale domestica

Sanificazione ambientale, serve anche in casa?

Prima di tutto, va detto che la sanificazione è una cosa diversa dalla pulizia e dalla disinfezione: la pulizia, infatti, mira a rimuovere lo sporco dalle superfici e dall’ambiente (polvere, grasso, liquidi).

La disinfezione, invece, ha l’obiettivo di debellare i microrganismi con prodotti specifici.
La sanificazione è un processo che prevede sia la pulizia che la disinfezione.
Per sanificare bene gli ambienti di casa, la prima cosa da fare è quella di far cambiare aria alle stanze: questo serve per evitare il ristagno di agenti virali nell’ambiente.
Per quanto riguarda i pavimenti, invece, è consigliabile disinfettarli utilizzando prodotti a base alcolica o a base di cloro (il cloro deve essere presente in una percentuale dello 0,1%, per garantire la disinfezione e nello stesso tempo preservare la salute dell’apparato respiratorio di chi utilizza il prodotto).

Meglio evitare di pulire oggetti di valore con prodotti a baso di cloro perché si potrebbero generare delle corrosioni. In cucina, invece, bisogna procedere periodicamente alla pulizia e disinfezione non solo delle posate e degli attrezzi per cucinare ma anche della cappa, in cui si possono annidare muffe e batteri.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ambiente.iltabloid.it – qui è possibile leggere l’articolo originale