Female mosquito drinks blood from hands of man.

Un fungo “anti-zanzare” è valso ai suoi inventori un prestigioso premio

Un team di ricercatori statunitensi e del Burkina Faso hanno vinto un prestigioso premio per aver creato in laboratorio una particolare specie di un fungo in grado di uccidere le zanzare. Questi insetti sono infatti i principali responsabili della diffusione di una vasta gamma di malattie, come la malaria, la febbre dengue e il virus Zika.

Secondo l’American Association for the Advancement of Science (AAAS), che assegna il premio Newcomb Cleveland, un bambino muore di malaria ogni due minuti. “Nel 2018, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato 228 milioni di casi di malaria e oltre 400.000 morti per malattia in tutto il mondo, con il 93% dei casi e il 94% dei decessi avvenuti solo in Africa. Il Burkina Faso, con poco meno di 20 milioni di abitanti, ha fatto registrare quasi 8 milioni di casi nel 2018“, ha aggiunto l’AAAS.

Sebbene queste cifre siano decisamente preoccupanti, oggi sono in notevole miglioramento. I casi di malaria sono diminuiti del 18% e le morti del 28% dal 2010 grazie a nuovi insetticidi applicati negli spazi abitativi e in particolare nelle camere da letto.

Fonte: articolo pubblicato sul sito focustech.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

falco pellegrino contro piccioni

Falchi contro l’invasione dei colombi

Falchi pellegrini «adottati» a Soave per cacciare i piccioni dai monumenti. Per difendere le mura e le torri medioevali dall’infestazione dei colombi di città, che imbrattano e rovinano con i loro escrementi, l’amministrazione comunale ha deciso di fare ricorso ad un cacciatore infallibile: il falco pellegrino, antagonista naturale dei piccioni.

Il falco pellegrino fa parte della famiglia dei Falconidi, è un rapace diurno che è ghiotto di piccioni, peraltro un piatto antichissimo, soprattutto medioevale, anche per gli uomini, oggi raro. Qualche esemplare di falco pellegrino, uccello diffuso in tutto il pianeta, si libra anche sopra i colli soavesi, dunque è un rapace autoctono. Con la collaborazione dell’Enpa, Ente nazionale protezione animali, e dell’associazione Garda Natura Onlus, gli amministratori e Longo hanno studiato il modo per far alloggiare i falchi a Soave, in modo da scalzare i fastidiosi piccioni.

Fonte: articolo pubblicato sul sito larena.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

tarli del legno

Tarli in casa: rimedi e consigli per eliminarli

Il tarlo del legno è un insetto la cui lunghezza varia dai 3 ai 5 millimetri, ma in alcuni casi può arrivare fino a due centimetri, e che si nutre della polpa del legno. Il suo compito quando si trova all’aperto è quello di smaltire alberi secchi che magari sono caduti al suolo sotto il peso degli anni. Quando però i tarli entrano in casa la loro attenzione si sposta su mobili, infissi, serramenti, battiscopa, rivestimenti e suppellettili, oltre a pavimenti e travi del tetto, ma anche su oggetti di vimini, bambù e compensato.

Il primo nemico dei tarli è sicuramente il freddo e questo spiega perchè in inverno tendono a entrare in casa se trovano un varco aperto. Se abbiamo intenzione di affrontare il problema con il fai da te il rimedio disponibile è quello legato all’uso di prodotti chimici. Per prima cosa leggiamo molto attentamente le istruzioni perchè possono essere novici e l’utilizzo in ambienti chiusi non è certo un’operazione consigliabile. Il legno su cui andremo ad agire dovrà essere pulito, eliminando la polvere in profondità ed eventuali residui di muffa e segatura.
Solitamente i prodotti di questo tipo vengono applicati all’aperto o comunque in un ambiente ben areato, dato che svolgono un’azione fungicida e vengono applicati a pennello, a spruzzo, per iniezione e per immersione.

Fonte: articolo pubblicato sul sito pisatoday.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

create zanzare immuni alla dengue

Ricerca: create zanzare immuni alla dengue

Un team internazionale di scienziati ha ingegnerizzato delle zanzare, rendendole in grado di bloccare la trasmissione del virus della dengue. In pratica, immunizzandole. Guidato da biologi dell’Università della California a San Diego, il team descrive i dettagli del risultato ottenuto su zanzare Aedes aegypti, che diffondono la dengue nell’uomo, su ‘Plos Pathogens’.
I ricercatori del laboratorio di Omar Akbari hanno lavorato con i colleghi del Vanderbilt University Medical Center per identificare un anticorpo umano ad ampio spettro per la soppressione della dengue.

Secondo il ricercatore le zanzare ingegnerizzate potrebbero essere facilmente abbinate ad un sistema di diffusione, come ad esempio una trasmissione genica basata sulla tecnologia Crispr/Cas-9, in grado di trasmettere l’anticorpo in popolazioni di zanzare selvatiche.

Fonte: articolo pubblicato sul sito meteoweb.eu – qui è possibile leggere l’articolo originale

caratteristiche zanzara tigre

Zanzara tigre: caratteristiche e rischi per la salute

Il nome latino Aedes albopictus indica un organismo ematofago che aggredisce l’uomo e si nutre del suo sangue. Appartiene all’ordine dei ditteri e proviene dalle foreste tropicali del sud-est asiatico ma è arrivata in Italia nei primi anni ’90 a Genova.

La vittima delle punture di questo insetto accusa gonfiore, irritazione, prurito e ferite sanguinanti. Uno dei rischi della presenza della zanzara tigre è sicuramente l’impatto che ha sulle abitudini delle popolazioni: addirittura è capace di modificarne usi e costumi quotidiani. Limita la libertà, specialmente di anziani e bambini, di uscire nelle aree verdi e godere dell’aria aperta.

Le malattie che comporta la sua puntura soon soprattutto virali, in primis la Dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti. Dal XX secolo si sono suseguite varie epidemie di Chikungunya in Asia e in Africa. Vediamo brevemente quali sono le malattie portate dalla zanzara tigre.

Malattie trasmesse dalla zanzara tigre

Febbre da virus Chikungunya: malattia tropicale, con sintomi facilmente confondibili a quelli di una banale influenza: febbre alta, cefalea, stanchezza e dolori articolari. Talvolta possono essere presenti anche macchie pruriginose sulla pelle. E’ presente in Africa, nel Sud-est asiatico, India e nell’area dell’Oceano Indiano.

Dengue: malattia virale acuta che può manifestarsi in due forme: classica o emorragica. La prima è la forma benigna della malattia, con temperatura abbastanza alta ed eruzioni cutanee, con macchie e bolle sulla cute.

Fonte: articolo pubblicato sul sito amoreaquattrozampe.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

laser individua zanzare

Ces 2020, il sistema laser che individua le zanzare

Il sistema sfrutta una serie di componenti interni per andare a tracciare il volo delle zanzare per indicare dove il malefico insetto si è posato. Sta poi all’utente decidere se catturarlo oppure passare alle vie definitive e vendicative.

Bzigo può monitorare e seguire il volo delle zanzare fino a 8 metri di distanza grazie a un sensore a infrarossi a 850 nm, in combinazione con un paio di illuminatori e a lenti grandangolari. Può svolgere il proprio lavoro di giorno o di notte senza prescindere dalla luce naturale o artificiale.
Individuato con gli infrarossi l’insetto, questo viene tracciato in ogni movimento utilizzando un laser (non dannoso per gli occhi). Quando atterra, il laser disegna una sorta di quadrato attorno per poterlo individuare con grande facilità.

Il fulcro di Bzigo è il sistema di intelligenza artificiale che permette al gadget di individuare zanzare anche molto piccole (nell’ordine di un pixel di grandezza per il sensore). È interessante scoprire che non ci si basa sulle immagini degli insetti quanto sui pattern degli spostamenti, che permettono di identificarli con una certa sicurezza nell’ordine di 1% di falsi positivi e con una percentuale di successo di identificazione del 90%.

Fonte: articolo pubblicato sul sito wired.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

insetti letali

Gli insetti più letali al mondo: ecco quali sono

Le malattie trasmesse dalle zanzare, si calcola, provocano ogni anno un centinaio di migliaia di morti in tutto il mondo, e non per nulla è considerata il primo animale killer del mondo. Esistono 3000 specie conosciute, la le responsabili della diffusione di malattie sono 3. Un esempio ne è la malaria, che probabilmente è la più conosciuta, ma esistono molte altre:

Zanzara Anopheles: responsabile della trasmissione della malaria,
Zanzara Culex trasmette filariosi, encefalite e il virus del Nilo,
Zanzara Aedes (specie a cui appartiene la zanzara tigre) trasmette febbre gialla, dengue, encefalite, chikungunya.

Formiche rosse
Le formiche rosse, originarie dell’America centrale e occidentale, Pogonomyrmex maricopa hanno un veleno che viene considerato una delle sostanze più tossiche.Le punture di questa formica provocano una reazione sistemica nei vertebrati. Tale specificità suggerisce che questo veleno è un composto che si è evoluto per servire da difesa.

Formiche proiettili
Questo tipo di formiche, della specie Paraponera clavata, vivono nelle foreste pluviali del Sud America e sono un vero e proprio strumento di tortura. Viene chiamata formica proiettile perchè dolore che causa viene spesso paragonato a quello di un colpo di pistola a bruciapelo, è valutato al quarto grado (cioè, il massimo) della scala Shmidt (sistema di valutazione delle punture di insetti per gli entomologi).

Insetti più letali: Mosche Botfly
Queste mosche sono della specie antropofaga (dermatobia hominis), parassiti del uomo, e sono originarie del Centro e Sud America. Si servono di insetti trasportatori – tipicamente le zanzare, zecche – per insinuare le uova negli organismi. Le uova sfruttano il morso dell’insetto per penetrare nella pelle o semplicemente si lasciano cadere sul futuro ospite.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ambientebio.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

zanzare percepiscono insetticidi

Zanzare possono percepire insetticidi tramite le zampe

Le popolazioni di zanzare stanno diventando sempre più resistenti agli insetticidi, soprattutto quelle che trasportano il virus della malaria nell’Africa occidentale. I ricercatori hanno dunque deciso di studiare più approfonditamente le zanzare delle specie Anopheles gambiae e Anopheles coluzzii per capire i motivi di questa resistenza.

I risultati sono stati pubblicati in uno studio apparso su Nature e mostrano che queste zanzare stanno sempre più sfruttando una particolare famiglia diproteine che si trovano nelle zampe dell’insetto e che sembra essere più presente in quelle popolazioni di zanzare maggiormente resistenti.

Secondo Victoria Ingham, la prima autrice dello studio, si tratta di un meccanismo di resistenza agli insetticidi, un metodo nuovo che queste zanzare usano per evitarli. La nuova proteina che utilizzano ha sede proprio in delle appendici sensoriali presenti sulle zampe dell’insetto, motivo per cui quest’ultimo riesce ad entrare in contatto diretto con l’insetticida, e quindi a rilevare la sua presenza, prima che quest’ultimo penetri nel suo corpo.
Si tratta di una scoperta importante affinché si possano modificare gli insetticidi stessi onde superare questo ulteriore e potente meccanismo di resistenza.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notiziescientifiche.it – qui è possibile leggere l’articolo originale