insetti infestanti

Insetti ‘alieni’ e infestanti: sono tornati

Prima fu l’era dell’Anoplophora chinensis, che da un vivaista di bonsai si diffuse in ogni dove. Poi venne la Popillia japonica, probabilmente cadendo dagli aerei in atterraggio, che tutt’ora sta devastando giardini e colture del nostro territorio. Un’invasione silenziosa ma micidiale per cui, ancora una volta, sembra non si riesca a vedere la fine. Perchè, come per il caso della Popillia, non ha soluzioni semplici nè certe.

La Popillia japonica è un insetto originario del Giappone inserito tra le specie da quarantena. L’insetto è stato rinvenuto per la prima volta nell’estate 2014 nel Parco del Ticino su entrambe le sponde, lombarda e piemontese.

La buona notizia è che non sarebbero pericolosi per la salute. Quella cattiva è che sono fastidiosi, fastidiosissimi. Parliamo dell’invasione di moscerini che ha colpito molti nostri paesi. Non zanzare, di cui almeno finora la città non sembra colpita in maniera importante, ma moscerini. Precisamente della famiglia dei chironomidi, un gruppo che comprende migliaia di specie che hanno vita molto breve, circa 2-3 settimane. Proliferano nei pressi di stagni e acque ferme ma poi si diffondono nelle zone circostanti.

La Processionaria del pino è una farfalla le cui larve si sviluppano sulle conifere, in particolare i pini, arrecando danni alle piante e causando reazioni cutanee irritative e allergiche, a volte gravi, a persone e animali. Le larve sono presenti sulle piante dall’autunno fino alla primavera e, una volta raggiunta la maturità, scendono lungo i tronchi in lunghe file fino al suolo, dove si interrano per trasformarsi prima in crisalide e poi in adulto, durante l’estate.

Fonte: articolo pubblicato sul sito logosnews.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

batterio nelle zanzare

Dengue, un batterio nelle zanzare per bloccarne diffusione

La strategia che si sta sperimentando in alcuni paesi asiatici per arrestare questa malattia, è proprio quella di infettare la zanzara tigre (Aedes aegypti), vettore di trasmissione del virus con un batterio. I ricercatori dell’università di Glasgow hanno infettato le zanzare con il batterio Wolbachia, ottenendo così un calo medio dei casi del 40%, con punte fino al 90% a Kuala Lumpur, del 76% a Java in Indonesia, del 70% a Niteroi, città vicino Rio De Janeiro, e bloccato la trasmissione in Australia, nel nord del Queensland.

I batteri rendono più difficile la crescita del virus dentro la zanzara, anziché ucciderla, spiegano gli studiosi nella ricerca pubblicata sulla rivista Current Biology, perché usano le risorse di cui ha bisogno il virus per proliferare. Se quindi il batterio non riesce a replicarsi e aumentare il suo numero nelle zanzare, allora possono diminuire i contagi. Molte specie di insetti sono naturalmente infettati da batteri, tra cui i moscerini della frutta, ma le zanzare che diffondono la dengue, come le Aedes aegypti, no. Per questo i ricercatori hanno iniziato a fare delle micro-iniezioni di Wolbachia nelle uova di zanzara, per vedere se riuscivano ad adattarsi in climi diversi, trovando un tipo che resiste anche a 30°.

Fonte: articolo pubblicato sul sito aboutpharma.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

norme corretta prassi igienica

HACCP: LE NORME DI CORRETTA PRASSI IGIENICA

Le deiezioni animali rappresentano un buon ammendante per il terreno ed una preziosa fonte di sostanze fertilizzanti per le colture ma, se lo spargimento non è correttamente gestito, si possono creare inconvenienti per la diffusione di microrganismi patogeni e per varie problematiche ambientali (inquinamento del terreno, inquinamento delle acque superficiali e profonde, cattivi odori, infestazioni di mosche).

Le deiezioni di animali allevati si accumulano generalmente sotto forma di:
• liquami – materiale non palabile: miscela di feci, urine, perdite di abbeverata;
• letame – materiale palabile, le stesse deiezioni animali che mescolate con lettiera e con maggior tasso di sostanza secca. In entrambi i casi le deiezioni, solo dopo una opportuna maturazione (CCP), possono essere distribuite sui terreni.

Nella pianificazione degli interventi per la sicurezza igienico sanitaria un ruolo importante è svolto dal controllo degli animali infestanti, quali ratti, insetti e uccelli che, spostandosi velocemente da un posto all’altro, fungono da veicoli di malattie.
La lotta agli uccelli (passeri e piccioni) è principalmente preventiva con l’utilizzo di reti protettive (reti antipassero) in modo da impedire l’accesso dei volatili soprattutto dove sostano le derrate e le sostanze alimentari. E’ buona norma, anche di tenere coperta la fossa di scarico.
Per quanto riguarda le infestazioni di insetti, sono importanti, prima di tutto, azioni preventive da attuare nelle aziende agricole:

• evitare ristagni d’acqua;
• pulire gli spazi interni ed esterni soprattutto dai materiali organici che possano fungere da substrato di sviluppo (tipicamente depositi di polvere/pulitura);
• posizionare zanzariere in porte e finestre (obbligatorie nei locali di trasformazione);
• fare uso di trappole con attrattivo biologico e rotoli di carta adesiva pigliamosche o corde collate. Nella lotta contro gli insetti è opportuno, per quanto possibile, utilizzare gli strumenti ed i metodi della lotta biologica e favorire tutte le strategie ed i prodotti meno tossici per l’uomo, gli animali e l’ambiente.

Fonte: articolo pubblicato sul sito risoitaliano.eu – qui è possibile leggere l’articolo originale

interventi derattizzazione

Derattizzazione, per il 2020 a Perugia aumento degli interventi programmati ed a chiamata

Il Comune – evidenziano – svolge un’attività costante di derattizzazione attraverso due modalità. La prima prevede una serie di interventi programmati e sistematici in tutti i quartieri della città. In aggiunta a ciò, viene garantita anche un’attività di servizi di derattizzazione “a chiamata”, ossia sulla base delle segnalazioni dei cittadini, che vanno ad integrare e completare quelli programmati, con particolare riferimento alle aree di proprietà pubblica.

Gli uffici comunali, in ogni caso, ricordano a tutti i cittadini che nelle aree private gli interventi di derattizzazione devono essere effettuati direttamente dai proprietari delle stesse; inoltre si raccomanda a tutti non lasciare mai cibo facilmente accessibile agli animali soprattutto in garage e ripostigli.
Infine si invitano comunque i cittadini a segnalare sempre e comunque agli uffici dell’Area risorse ambientali eventuali criticità e presenze di ratti; il Comune, infatti, procede  puntualmente alla presa in carico delle chiamate provvedendo, quando di sua competenza, agli interventi relativi oppure, quando trattasi di aree private, sollecitando i proprietari ad effettuarli.

Fonte: articolo pubblicato sul sito umbriajournal.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

malattie trasmesse da zanzare

Malattie trasmesse da zanzare, aumentano i casi in Italia

Aumentano in Italia ed in Europa i casi di infezioni e patologie trasmesse all’uomo tramite la puntura di zanzara. Tra le cause del fenomeno ci sono anche i cambiamenti climatici: l’aumento delle temperature, di fatto, fa sì che le zanzare non muoiano e, di conseguenza, il «patrimonio di patogeni» non si interrompe.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di «favorire l’informazione degli operatori del settore sanitario e veterinario sulla specifica tematica e di promuovere, contestualmente con le istituzioni e gli enti locali e regionali, una rete di attività e collaborazioni multiprofessionali in grado di garantire la tutela e la sicurezza della salute pubblica da rischi di possibili emergenze sanitarie». Le arbovirosi più temibili, è emerso dai lavori, sono la West Nile, la Chikungunya (registrata soprattutto nel Ravennate), l’Usutu (la presenza delle zanzare in questione è stata documentata per la prima volta a Sud del Po proprio a Pescara), l’encefalite da morso di zecca e altre forme più rare, come quella provocata dai virus del Dengue.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilmessaggero.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

emergenza europea zanzara tigre

Zanzara Tigre, un progetto europeo per contrastare l’emergenza

È partito il primo progetto europeo focalizzato sull’emergenza delle zanzare invasive, ovvero di quelle specie – anche dette alloctone – che a causa dell’azione umana 
si trovano ad abitare e colonizzare un territorio diverso dal proprio areale storico, alterando l’ecosistema e causando danni al benessere e alla salute delle persone.

Si tratta dell’AIM-COST ACTION (Aedes Invasive Mosquito- Cooperation in Science and Technology), progetto che, sotto il coordinamento di Alessandra della Torre del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza, è risultato vincitore delle selezioni del 2018, collocandosi nel 7% dei progetti COST finanziati dall’Unione Europea.

Il COST sostiene ogni anno progetti che mirino a sviluppare sinergie transnazionali e intersettoriali per affrontare in maniera comune e coordinata problemi tecnologici, sociali e sanitari, finanziando le attività di networking e mobilità internazionale. La principale missione dei progetti COST è l’abbattimento di disuguaglianze tecnologiche e culturali 
tra paesi dell’Unione Europea e di regioni limitrofe, attraverso la creazione creazione di una rete di ricercatori europei che possano ottimizzare gli sforzi e affrontare insieme le difficoltà in sinergia con le istituzioni pubbliche e le aziende private.
Virus come quello Dengue, Chikungunya e Zika, capaci di provocare nell’uomo malattie fortemente debilitanti, erano già molto diffusi nelle regioni tropicali, ma l’estensione dell’areale delle zanzare Aedes albopictus a regioni più temperate, ha aperto la possibilità di trasmissione anche in Europa.

Ne sono testimonianza l’epidemia di Chikungunya del 2017 in Lazio e Calabria, con quasi 500 casi di persone infette, alcune delle quali con sequele patologiche durate per diversi mesi. A oggi AIM- COST conta la partecipazione di istituzioni di ricerca e sanità pubblica e aziende del settore provenienti da 29 paesi dell’area europea a 4 paesi extra-europei, ma è aperta all’inclusione di nuovi scienziati, amministratori pubblici e addetti al settore di questi e altri paesi che vogliano contribuire alla sfida di sviluppare gli approcci più efficaci e meno costosi, dal punto di vista economico e ambientale, per contenere la diffusione delle specie di zanzare invasive e dei rischi sanitari a esse associati.

Fonte: articolo pubblicato sul sito vivilecanarie.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

disinfestare nido calabroni

Chi chiamare per un nido di calabroni?

Essendo il calabrone della stessa famiglia delle vespe, è probabile che chi non ne ha mai visto uno confonda un nido di calabroni con uno, appunto, di vespe. Considera, quindi, che entrambi gli insetti sono molto simili. Tuttavia, il calabrone non solo è più grande ma ha anche un colore bruno-rossiccio, diverso da quello delle sue «parenti». Ha, comunque, delle striature gialle e nere.

Individuati l’insetto ed il suo rifugio, chi chiamare per un nido di calabroni? Il consiglio più diffuso è quello di evitare di affrontarli da soli ma di rivolgersi ad un esperto, che si tratti di una ditta specializzata, dei vigili del fuoco e – come già successo in alcuni Comuni – alla Protezione civile.

Infatti, ricorrere al fai-da-te non solo è sconsigliato ma può rivelarsi estremamente pericoloso. Tieni presente che un normale insetticida acquistato al supermercato potrebbe non essere in grado di abbattere tutti gli insetti che si trovano nel nido. Di conseguenza, oltre a non risolvere completamente il problema, corri dei rischi: i calabroni, quando si sentono aggrediti, attaccano senza pietà, con gli effetti che abbiamo già citato.
I tecnici di una ditta specializzata, ad esempio, riescono a risolvere il problema evitando anche che, nell’arco di qualche ora, qualche calabrone possa tornare a quello che era il suo nido, il che vorrebbe dire dopo un po’ ricominciare da capo.

Fonte: articolo pubblicato sul sito laleggepertutti.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

sparizione insetti

Gli insetti stanno sparendo: in soli 10 anni specie ridotte di un terzo in praterie e foreste

In soli dieci anni il numero di specie di insetti nelle foreste e nelle praterie tedesche si è ridotto di oltre un terzo. Si tratta di un dato impressionante, che mette in luce quanto è diventata drammatica la situazione per questi piccoli ma fondamentali organismi, alla base della catena alimentare e dell’impollinazione di moltissime piante (di interesse commerciale e non). La riduzione più preoccupante si è verificata nei pressi delle fattorie, dove si trova la maggiore concentrazione di campi coltivati: in questi specifici luoghi, tra il 2008 e il 2017 l’abbondanza di insetti è crollata del 78 percento, mentre la biomassa complessiva di artropodi è diminuita del 67 percento. La situazione sembra essere dunque molto più drammatica di quanto stimato in precedenza, benché la tendenza sia in linea con quella di altri studi che ci stanno avvisando della cosiddetta “apocalisse” che coinvolge gli insetti.

Un declino su tale scala per un periodo di soli 10 anni è stata una sorpresa completa per noi: è spaventoso, ma si adatta al quadro presentato in un numero crescente di studi”, ha dichiarato il professor Weisser. “Prima della nostra indagine, non era chiaro se e fino a che punto anche le foreste fossero colpite dal declino degli insetti”, gli ha fatto eco l’autore principale della ricerca Sebastian Seibold. Per quanto concerne le praterie, il principale nemico individuato dagli scienziati è l’agricoltura, tra sfruttamento eccessivo del suolo e utilizzo dei pesticidi, nocivi per i parassiti ma anche per le specie non infestanti (non a caso recentemente l’Unione Europea ha recentemente messo al bando il neonicotinoide thiacloprid, ritenuto rischioso per le api).

Fonte: articolo pubblicato sul sito scienze.fanpage.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

motivi presenza blatte

Quali sono i motivi per i quali le blatte si annidano in casa

Esistono diversi tipi di blatte: la Blattella germanica (conosciuta come fuochista), la Blatta orientalis (chiamata scarafaggio) e la Periplaneta Americana (la più grande e con le ali). Tutte e tre le tipologie sono un pericoloso infestante per la casa dato che è uno degli insetti più sporchi e ad alto rischio di trasmissione di malattie. Le blatte tendono a insediarsi in anfratti caldo-umidi della casa dove possono arrivare attraverso:

  • cartoni di generi alimentari già infestati;
  • nidi smossi durante lavori di ristrutturazione;
  • grado di pulizia della casa non sufficiente.

Le blatte, infatti, si nutrono di cibo o briciole che cadono sul pavimento o dietro mobili o scaffali, perciò una scarsa pulizia tende ad incentivarne la comparsa.

Esistono alcuni rimedi naturali per evitare il proliferare di questo fastidioso infestante tra i quali:

  • Zucchero e bicarbonato di sodio: fare una miscela di questi due ingredienti in parti uguali e spargerla nelle zone infestate. Le blatte si nutriranno del composto che le porterà alla morte;
  • Foglie di alloro: sbriciolare le foglie e posizionarle nella zona interessata dalle blatte. L’odore agirà come repellente;
  • Sapone: preparare una soluzione di acqua e sapone concentrato e spruzzarla direttamente sugli insetti. In questo modo le blatte non riusciranno più a respirare. Le blatte, però, escono solo di notte e in luoghi bui, perciò questo rimedio è difficile dia i risultati sperati;

Fonte: articolo pubblicato sul sito lettera43.it – qui è possibile leggere l’articolo originale