cosa fanno le zanzare col sangue

Cosa se ne fanno le zanzare del sangue

I maschi della specie si nutrono prevalentemente di nettare dei fiori mentre le zanzare femmine dispongono di un apparato boccale succhiante che consente loro di pungere e perforare la pelle di mammiferi e uccelli al fine di alimentarsi con il sangue delle vittime dei loro attacchi.
Il comportamento alimentare dell’animale che si nutre di sangue è, come abbiamo visto, tipico della femmina di questa specie ed è chiamato ematofagia. Esso assume un ruolo fisiologico per le zanzare femmine perché il sangue succhiato apporta la quantità corretta di proteine necessarie alla maturazione delle uova.

Quando la zanzara succhia il sangue inietta nella sua vittima delle sostanze anticoagulanti e vasodilatatorie che sono la causa diretta delle tipiche reazioni cutanee che si manifestano con prurito e arrossamento. Per alleviare il fastidio della loro puntura è possibile applicare della saliva o dell’aceto sulla zona interessata oppure utilizzare dei cubetti di ghiaccio per alleviare il senso di prurito. Anche il calore può dare lo stesso risultato così come l’olio di lavanda, il bicarbonato di sodio su un impacco o anche una buccia di banana.

Fonte: articolo pubblicato sul sito lettera43.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

repellenti per zanzare

Repellenti per zanzare: come funzionano?

Per la prima volta, una squadra di ricercatori è riuscita a svelare l’effetto che la dietiltoluamide (o DEET), la molecola alla base di tutti i prodotti antizanzara, ha sulla fisiologia delle sue vittime.

Il team della Johns Hopkins University (Baltimora, Maryland) ha studiato gli effetti che gli spray naturali e quelli sintetici hanno sulle zanzare, in particolare sulle loro cellule nervose preposte a percepire gli odori. Il test con gli aromi naturali (citronella, chiodi di garofano, limone) non ha regalato nessuna sorpresa: le zanzare trovano fastidiosi quegli odori e fanno di tutto per tenersene alla larga. Il DEET, invece, ha prodotto risultati decisamente diversi dal previsto – innanzi tutto perché le zanzare non sembrano accorgersi della sua esistenza.

L’effetto di questa molecola è un altro: non solo non è percepibile alle zanzare, ma maschera gli odori umani, quelli che al contrario attirano gli insetti. Ogni volta che ci spruzziamo addosso uno spray sintetico, insomma, non ci stiamo rendendo disgustosi all’olfatto delle zanzare, ma stiamo creando un vero e proprio mantello dell’invisibilità che ci nasconde al loro radar sensoriale.

Fonte: articolo pubblicato sul sito focus.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

evoluzione degli insetti

Gli insetti sono più antichi del previsto

Le lancette dell’evoluzione degli insetti vanno riportate indietro: la loro comparsa infatti sarebbe avvenuta prima del previsto, circa 465 milioni di anni fa, e anche innovazioni chiave come l’evoluzione delle ali e la metamorfosi sarebbero da retrodatare di 30-40 milioni di anni, mentre la grande estinzione di massa avvenuta alla fine Permiano avrebbe influito poco o nulla. Lo dimostra lo studio di insetti moderni e fossili condotto dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano: pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, potrà offrire nuovi spunti per la lotta contro le specie più infestanti e pericolose, per l’agricoltura e la salute dell’uomo.

“Questo studio ci dimostra come gli insetti siano un gruppo animale estremamente plastico, che si è saputo adattare a diversi scenari di crisi sfruttando al meglio le risorse disponibili fino a diventare dominatore degli ecosistemi terrestri”, spiega Matteo Montagna, entomologo e primo autore dello studio. Per giungere a questa conclusione, il suo gruppo di ricerca ha esaminato un database di 1470 proteine appartenenti a 140 specie di artropodi, in modo da stabilire il loro legame di ‘parentela’.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ansa.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

nuovo metodo lotta alle zanzare

Arriva un nuovo metodo per la lotta alle zanzare

Dalle nuove metodologie biotecnologiche per contrastare la diffusione della zanzara tigre a ‘Hortextreme’ la serra per coltivare microverdure a bordo di veicoli spaziali. Tecnologie all’avanguardia per produrre packaging 100% biodegradabile dagli scarti caseari e ‘Mig’, un orto mobile per militari in missione di pace. Sono alcune delle soluzioni tecnologiche che Enea presenterà al ‘Maker Faire Rome 2019’.

Per la lotta contro le zanzare, l’Enea ha sviluppato un metodo biotecnologico per limitare la riproduzione della zanzara tigre e abbattere le sue capacità di trasmettere virus tropicali senza ricorrere a radiazioni mutagene o manipolazioni del Dna. “Questo risultato è stato possibile grazie all’introduzione nella zanzara in laboratorio di ceppi specifici del batterio wolbachia – spiega una nota Enea – innocuo per l’uomo e comunemente presente in gran parte degli insetti, con un duplice effetto: attraverso il rilascio sul territorio della linea di maschi sterilizzanti, le femmine manifestano un azzeramento della trasmissione del virus Zika e una riduzione a meno del 5% di quella dei virus di dengue e chikungunya, mentre i maschi rendono sterili le femmine selvatiche con cui si accoppiano”.

Sintesi articolo pubblicato sul sito laleggepertutti.it

Fonte: articolo pubblicato sul sito laleggepertutti.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

debellare virus con zanzare

Debellare virus con zanzare transgeniche: esperimento fallito

Secondo quanto riportato da Italia Oggi, in Brasile la società di biotecnologie britannica Oxitec ha testato un nuovo metodo che potrebbe contribuire a ridurre la popolazione di zanzare locali malate e quindi a sconfiggere le malattie più pericolose. Il meccanismo consiste nel liberare nell’ambiente centinaia di migliaia di zanzare portatrici di un gene di autodistruzione, così che queste possano fungere da trappole mortali per gli esemplari nocivi.

In uno studio pubblicato da Scientific Reports e ripreso da Le Figaro, alcuni ricercatori dell’università di San Paolo e Yale hanno però frenato l’entusiasmo. La tecnologia di Oxitec funzionerebbe alla grande in laboratorio ma non in natura.
Il motivo è presto detto: parte del genoma modificato delle zanzare transgeniche entrerebbe in contatto con la popolazione selvatica, rendendola più resistente. Di conseguenza, in breve tempo la differenza tra gli esemplari modificati e non, si annullerebbe vanificando ogni esperimento.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilgiornale.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

zanzare veicolano malattie

Il caldo, le zanzare e le malattie

Con il caldo, specie se umido, ci sono insetti (zanzare) e artropodi (zecche) che veicolano malattie una volta caratteristiche della stagione estiva, e che ora alzano la cresta, non solo in autunno, ma anche nei nostri inverni settentrionali sempre più caldi.

La globalizzazione e l’elevato tasso di immigrazione umana, hanno poi portato sul suolo malattie che un tempo erano del tutto sconosciute, come Chikungunya, Dengue, Zika e West Nile Disease, nomi esotici di malattie che solo 30 anni fa non sapevamo neanche esistessero, mentre oggi fanno la loro sporadica o talvolta epidemica comparsa in vaste aree delle nostre pianure.

Alcune di queste malattie erano un tempo endemiche delle zone collinari o marine delle regioni meridionali e, tra tutte, spicca la Leishmaniosi la cui diffusione avanza a macchia d’olio e ormai non risparmia regioni, come l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia e il Piemonte che, fino a poco tempo fa erano indenni.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilgiornale.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

allerta virus zanzare

Allerta virus propagato dalle zanzare: 11 morti

Un raro virus che si diffonde facilmente attraverso le zanzare ha causato 11 vittime in USA, è meglio che l’Italia prepari dei piani contro queste zanzare molto pericolose, possono trasmettere l’encefalite equina orientale, va a colpire il cervello delle persone infettate, provocando, dopo un periodo di 4/10 giorni di incubazione, l’insorgenza improvvisa di sintomi come mal di testa, vomito, brividi e febbre alta, nelle forme più gravi disorientamento e perdita di coscienza, fino ad arrivare alla morte.

La statistica ci dice che le categorie a rischio sono gli over 50 e gli under 15. In America i casi di queste punture di zanzare molto pericolose sono in aumento, principalmente in America Orientale.
In questo momento cure per queste punture non sono state individuate.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notizieora.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

zanzare portatrici di malaria

Zanzare portatrici di malaria possono viaggiare per 295 km in una notte grazie al vento

Un nuovo studio, pubblicato su Nature, conferma il sospetto riguardo al fatto che il vento possa trasformarsi in un ottimo alleato per quanto riguarda le possibilità di spostamento di questi insetti.

Ciò rappresenta un fatto molto negativo dato che le zanzare possono trasportare anche microrganismi che possono provocare gravi malattie negli esseri umani, in primis la malaria.
I ricercatori hanno analizzato le popolazioni di zanzare che vivono nella regione semidesertica del Sahel, poco a sud dell’area del Sahara.

Hanno scoperto che le zanzare, anche quelle portatrici della malaria, possono essere letteralmente trasportate dai venti e possono percorrere centinaia di chilometri (in un caso hanno registrato una distanza di 295 km) viaggiando ad un’altezza fino a 290 metri dal suolo; e il tutto in una sola notte, ossia in meno di nove ore.

La scoperta è stata effettuata da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive (NIAID) a Bethesda, nel Maryland, e dell’Università di Bamako, Mali.
I ricercatori hanno studiato le popolazioni di zanzare in quattro villaggi del Mali per 10 anni.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notiziescientifiche.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

aumento diffusione zanzara tigre

La presenza di zanzara tigre cresciuta del 37 per cento nell’agosto 2019

A monitorare il numero di zanzare tigre è la Regione insieme all’Ausl mediante il posizionamento di ovitrappole da cui si deduce l’incidenza dell’insetto. La crescita delle zanzare nel territorio ravennate è la più rilevante dell’intera regione.

A partire da luglio  il numero di zanzare tigre ha scavallato il livello di guardia (404,12 uova per ovitrappola) per poi salire costantemente durante tutta l’estate. Ad agosto, tradizionalmente il mese più difficile, il numero medio di uova è stato di 728 per ovitrappola. A livello di dati assoluti non è la cifra peggiore della regione (fanno peggio Rimini, dove la media è stata di 807, e Ferrara con 775) ma come detto si tratta dell’aumento percentuale più alto rispetto allo stesso periodo del 2018. Il periodo peggiore è stato quello delle prime due settimane di agosto (in media 802 uova per trappola).

Le zanzare vengono monitorate perché, oltre al fastidio, sono i vettori privilegiati per la trasmissione all’uomo di arbovirosi, le malattie causate da virus trasmessi  tramite morso/puntura di un insetto. Interessano sia l’uomo che gli animali.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ravennaedintorni.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

zanzara letale

La zanzara è l’animale più letale del mondo: nel 2018 ha ucciso 750.000 persone

Numeri alla mano, ogni anno a non sopravvivere per colpa delle zanzare sono non meno di 750mila persone. In altre parole è come se ogni dodici mesi scomparisse di punto in bianco l’intera popolazione di una città come la tedesca Francoforte sul Meno.

A certificare questo triste primato sono diverse Ong che si battono contro la diffusione della malaria, e che hanno spinto ad istituire il World Mosquito Day, la ricorrenza che si celebra ogni 20 agosto per ricordare Sir Ronald Ross, che proprio in questo giorno del 1897 scoprì che è la zanzara femmina a trasmettere la malattia. Ma oltre alla malaria, la zanzara è responsabile di una lista di malattie letali come l’infezione da virus Zika, della Dengue, della febbre gialla e di diverse forme di encefaliti come quella del Nilo Occidentale.

Fonte: articolo pubblicato sul sito fidelityhouse.eu – qui è possibile leggere l’articolo originale