Nuovo rimedio contro le zanzare

Dal grafene nasce un nuovo sorprendente rimedio contro le zanzare

Altamente flessibile e utilizzato per creare matite e celle solari, il grafene è spesso elogiato per le sue proprietà meccaniche ed elettriche. Un team di ricercatori ha ora scoperto che è anche un potente repellente, aprendo le porte a veri e propri indumenti anti-zanzare.
Gli abiti del futuro, infatti, potranno essere ottenuti con fili di grafene, il materiale più sottile del mondo ottenuto dalla grafite, capace anche di produrre una barriera sia fisica sia chimica e bloccare gli odori che guidano le zanzare verso le loro prede.

i ricercatori hanno realizzato una pellicola fatta di ossido di grafene e per scoprirne l’efficacia hanno reclutato alcuni volontari disposti a esporre il braccio in un ambiente pieno di zanzare e a ricevere alcune punture. Quindi i ricercatori hanno confrontato il numero di morsi che i partecipanti hanno ricevuto sia sulla pelle nuda, sia sulla pelle protetta da una garza che sulla pelle coperta da una pellicola di ossido di grafene.

Ebbene, il grafene si è dimostrato un deterrente contro le zanzare perché “le zanzare non atterravano neanche sulla zona di pelle coperta di grafene, non sembravano curarsene”, ha detto la prima autrice dello studio, Cintia Castilho.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenme.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

Allergia alle zanzare

Si può essere davvero allergici alle zanzare?

In teoria sì, tanto che al presunto disturbo è stato dato il nome di «sindrome skeeter». Nella maggior parte dei casi, però, si manifesta in forme lievi. I sintomi sono pomfi particolarmente estesi e arrossati e la comparsa di febbre. Si può anche diagnosticare con il Rast (Radio Allergo Sorbent test), ovvero il prelievo di sangue per il dosaggio delle IgE specifiche, un particolare tipo di anticorpi (immunoglobuline E). Ma, se di allergia realmente si tratta, nella maggior parte dei casi si esprime in forme lievi. Nulla a che vedere con la reazione al veleno di imenotteri (api, vespe, calabroni), che richiede spesso la somministrazione di adrenalina per scongiurare lo choc anafilattico.

La reazione cutanea al pizzico di zanzara, e la conseguente liberazione di istamina, è causata dagli enzimi che l’insetto introduce insieme alla saliva e che hanno la funzione di fluidificare il sangue della vittima, in modo da facilitarne la suzione. Il disagio è pesante, anche se i rischi per la salute possono essere tenuti facilmente sotto controllo, seguendo alcune regole e soprattutto usando i prodotti giusti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito corriere.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

punture letali zanzara

Zanzare letali per l’uomo, causano 725 mila morti all’anno

L’Oms, ricorda un focus sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, stima oggi che le malattie trasmesse da vettori come la zanzara rappresentano il 17% di tutte le malattie infettive. “In Italia – si legge – continuano ad essere presenti zanzare del genere Anopheles, potenziali vettori di malaria, ma nell’ultimo decennio le attività di sorveglianza si sono sviluppate anche intorno alla Culex pipiens, poiché questa zanzara ha dato prova di essere competente alla trasmissione del virus della febbre del Nilo occidentale, innescando, ogni anno, focolai di trasmissione e di malattia sia nell’uomo che nei cavalli in diverse Regioni italiane e facendo diventare di fatto endemica nel nostro Paese la malattia“.

Nei laboratori dell’Iss vengono allevate colonie delle specie di zanzare più diffuse sul nostro territorio come Aedes albopictus, nota come zanzara tigre e Culex pipiens, la zanzara comune, e di specie esotiche, quali Anopheles stephensi e Aedes aegypti per sperimentare alternative sostenibili agli insetticidi di uso comune. Vengono inoltre studiati metodi di controllo delle specie di zanzare d’importanza sanitaria presenti in Italia, ad esempio le zanzare del genere Anopheles, potenziali vettori di malaria.

Fonte: articolo pubblicato sul sito repubblica.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

scoprire presenza acari della polvere

Come scoprire se nel tuo cuscino ci sono acari dermatophagoides e cosa sono

Questi terribili animaletti responsabili di circa il 75% delle allergie respiratorie sono minuscoli aracnidi, con una vita media di circa 3 mesi, che si riproducono al ritmo di un uovo al giorno e si nutrono di desquamazioni umane: forfora, pellicine, capelli, unghie etc. Adorano il caldo e l’umidità. Dunque il loro habitat preferito è tra coperte e lenzuola, su divani e poltrone, tappeti e tende. Odiano invece la luce solare e muoiono se l’umidità si abbassa troppo.

Tenere sotto controllo gli acari è possibile. Vediamo come:

Temperatura: la casa e in particolare le camere da letto vanno tenute possibilmente ad una temperatura inferiore ai 20 gradi, con un tasso di umidità non superiore al 50%. E’ molto importante inoltre cambiare l’aria, più volte ,nel corso della giornata, anche d’inverno.

Letti: bisogna sempre arieggiare il letto prima di rifarlo, possibilmente stendendo alla luce per almeno mezz’ora lenzuola, coperte e copriletti.

Pavimentazione e rivestimenti: meglio evitare la moquette a favore di superfici facilmente lavabili. Se presenti, i tappeti andrebbero puliti ogni giorno, da entrambi i lati, con l’aspirapolvere.

Pulizia: gli acari vivono nella polvere. Meglio quindi riporre al chiuso tutto quello che non può essere facilmente spolverato e/o lavato. Tutto quello che non può essere lavato a temperature superiori ai 60 gradi e/o successivamente stirato ad alta temperatura può essere riposto in frigorifero o, meglio ancora, in freezer, per 24 ore prima di essere lavato: con il freddo infatti la vita degli acari si riduce fino al 75%.

Tende: le tende vanno lavate in inverno almeno ogni tre mesi, in estate almeno una volta al mese

Fonte: articolo pubblicato sul sito napolitoday.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

un mondo senza zanzare

L’utopia di un mondo senza zanzare

Senza voler usare paroloni come “profetico”, va notato che questo brutale eccidio di massa è appena stato testato sul campo. In Cina è stata eliminata completamente la popolazione di zanzara tigre su due isole vicine alla città di Guangzhou. Scrive Nature che è stato impiegato un arsenale complesso: radiazioni per sterilizzare i maschi e infezione con un batterio che ha, a sua volta, reso sterili le femmine.

Al netto del dibattito sulla opportunità o meno di sterminare intere specie a nostro piacimento, giocando con geni e batteri – e ricordandoci che non è per puro godimento che illustri entomologi e biologi procedono con questi test, ma per contribuire a debellare malattie pericolosissime per – il test cinese riporta in attualità il grande tema di ogni estate: perché esistono? Ma soprattutto: devono esistere?

I classici hanno sempre la risposta. Questa la dà Virgilio, in esametri, narrando di una zanzara in missione salvifica, persino un filino mistica. Tra gli animali simbolici della Appendix Vergiliana (carmi non certamente attribuiti a lui, ma resta il senso), c’è Culex. Il poemetto è un siparietto animalesco tra un pastore addormentato e un serpente che sta per morderlo. A salvarlo – il pastore – è un puntura di zanzara sull’occhio, che lo sveglia. Tu pensa, l’inutile insetto serve a qualcosa. Però la zanzara finisce comunque spiaccicata, nella furia omicida dell’uomo. Poi ricompare in sogno, chiedendo al pastore degna sepoltura per l’ingiusta uccisione.

Fonte: articolo pubblicato sul sito rivistastudio.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

zanzare virus mortale

Zanzare, cresce l’allarme per il virus che fa scoppiare il cervello: «Si è esteso»

L’allarme per il virus mortale, trasmesso dalle zanzare, che colpisce il cervello con edema e infiammazione si estende. Dopo lo Stato della Florida è il Massachusetts. Il Dipartimento della Salute del Paese ha definito 7 città nel Sud-Est «ad alto rischio» di Eee. Il virus è stato rilevato in 92 campioni di zanzare e un terzo di questi insetti appartiene a ceppi che possono trasmettere il patogeno all’uomo.

Le persone sviluppano sintomi da 4 a 10 giorni dopo essere stati punte da una zanzara infetta: mal di testa, febbre alta, vomito e diarrea, cui in seguito possono aggiungersi disorientamento e coma. Le autorità sanitarie hanno allertato la popolazione, invitandola a proteggersi dalle punture usando repellenti, abiti lunghi, ma anche mettendo zanzariere a porte e finestre ed evitando di lasciare contenitori con acqua stagnante vicino alle case.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilmessaggero.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

virus mortale zanzare

Allarme rosso per il virus mortale trasmesso dalle zanzare. “Fa scoppiare il cervello”

Cresce l’allarme per il virus mortale, trasmesso dalle zanzare, che colpisce il cervello con edema e infiammazione. Dopo il primo alert sull’encefalite equina orientale (Eee), arrivato nei giorni scorsi dal Dipartimento della Salute dello stato della Florida, interviene anche il Massachusetts Department of Public Health, che ha definito 7 città nel Sud-Est dello Stato “ad alto rischio” di Eee. Il virus è stato rilevato in 92 campioni di zanzare e un terzo di questi insetti è risultato idoneo a passare la malattia all’uomo .

La malattia nell’uomo può essere fatale: circa il 30% dei pazienti contagiati perde la vita. E in molti casi chi sopravvive presenta problemi neurologici. Se una persona viene punta da una zanzara infetta dopo una settimana si presentano i primi sintomi: mal di testa, febbre alta, vomito e diarrea, cui in seguito possono aggiungersi disorientamento, infine, il coma.

Le autorità sanitarie hanno allertato la popolazione, invitandola a proteggersi dalle punture usando repellenti, abiti lunghi, ma anche mettendo zanzariere a porte e finestre ed evitando di lasciare contenitori con acqua stagnante vicino alle case.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notizie.tiscali.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

presenza cimici del letto

Quali sono i segni che indicano la presenza di cimici nel letto?

Un chiaro segno di cimice dei letti è un morso, con il quale ci svegliamo quando si sono nutrite di noi durante la notte. Se svegliandoci sentiamo prurito e abbiamo lividi rossi o dossi o in diversi punti o a zig-zag, questa è una buona indicazione di avere a che fare con le cimici dei letti.

Gli insetti hanno un agente paralizzante nella loro saliva, quindi non sentiamo il morso, dice Brittany Campbell, entomologa della National Pest Management Association (NPMA).
Il prurito che la maggior parte delle persone prova deriva da una lieve reazione allergica all’agente paralizzante. La buona notizia, dice, è che è improbabile che le cimici dei letti diffondano malattie, a differenza di altri insetti pungenti come le zanzare.

Potremmo notare i punti sulle lenzuola, sul materasso, sulle molle a scatola o nelle crepe e fessure della testiera, del comodino o di altri mobili della camera da letto. Altri “escrementi” sono piccole macchie di sangue. A volte le cimici dei letti “mangiano troppo” ed espellono alcune gocce di sangue che appariranno come piccoli punti rossi se il tessuto o la tappezzeria sono tessuti leggeri.

Possiamo trovare segni di cimici dei letti in tende, pareti, dietro battiscopa, carta da parati, cornici, libri, piastre di commutazione elettriche, elettronica, praticamente ovunque in casa.

Fonte: articolo pubblicato sul sito lettoquotidiano.it – qui è possibile leggere l’articolo originale