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I rimedi contro le punture di ragni, zecche, zanzare, pulci e meduse

Dall’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid), ecco alcuni rimedi contro gli “incontri” con insetti e altri animali.

Eruzioni cutanee, reazioni allergiche, e manifestazioni neurologiche come meningoencefaliti sono tutte gravi complicanze che possono presentarsi a seguito di punture di insetti o morsi di animali – ammonisce Susanna Esposito, presidente Waidid e ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia –“.

In ciascun caso – continua -, la prima cosa da fare è quella di mantenere la calma: l’agitazione, infatti, accelera il battito cardiaco contribuendo a una dispersione più veloce del veleno dell’animale in questione. Se non si è correttamente informati, dunque, evitare manovre da ‘manuale di sopravvivenza’ e consultare il medico.

Zecche
La zecca ha la caratteristica di inserirsi sotto alla pelle. La prima cosa da fare, quindi, è rimuoverla con una procedura ben precisa. Si deve afferrare la zecca con una pinzetta dalle punte sottili e il movimento per estrarla non dovrà essere deciso, bensì continuo e rotatorio. Qualora rimanga qualche residuo, è opportuno levarlo con un ago sterile al più presto.

Pulci
Le pulci degli animali domestici, come cani e gatti, se pungono l’uomo, possono provocare piccole lesioni di tipo eritemato-pomfoide che circondano il punto del morso. Generalmente prediligono gli arti inferiori.
In caso di puntura, per alleviare il fastidio, è possibile fare impacchi di ghiaccio sulle lesioni. Tuttavia, se i pomfi o le vescicole derivanti dalle punture delle pulci sono particolarmente fastidiose, possono essere utilizzati cortisonici per uso topico. Qualora si manifestino reazioni allergiche sistemiche, si possono utilizzare antistaminici per uso topico o sistemico.

Cimici da letto
Le cimici da letto sono molto comuni negli alberghi. Si annidano in punti nascosti tra materassi e cuscini, ma talvolta anche in divani e poltrone.
Le loro punture sono molte fastidiose ma scompaiono in pochi giorni. Chi soffre di allergia alla saliva delle cimici, può sviluppare bolle e lesioni difficili da guarire. Per eliminarle definitivamente, si raccomanda di fare una lavatrice di vestiti e indumenti vari a 90°.

Fonte: articolo pubblicato sul sito si24.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

cosa attira le zanzare

Zanzare pungono chi ha il sangue dolce?

Cosa attira davvero le zanzare? Un attrattore è l’acido lattico. Ma a fare la differenza è anche il gruppo sanguigno.

Uno studio del 2004 ha mostrato che alcune specie di zanzara, come l’Anopheles gambiae (vettore della malaria) e l’Aedes albopictus (la zanzara tigre), a parità di altre condizioni, pungono le persone di gruppo sanguigno 0 il doppio delle volte rispetto a quanto pungano quelle di gruppo sanguigno A (l’83,3% delle volte rispetto al 46,5%). Il gruppo B, invece, si colloca più o meno a metà. E ancora: l’85% circa degli esseri umani produce una sostanza chimica che segnala, attraverso l’odore della pelle, a quale gruppo sanguigno appartiene. Le zanzare sembrano essere più attratte da questa categoria di persone rispetto a quanto lo siano da coloro che non segnalano il proprio gruppo sanguigno, indipendentemente dal gruppo sanguigno stesso.

Anche l’alimentazione può influire. “Purtroppo basta una bottiglia di birra per essere tra i bersagli preferiti dalle zanzare. Lo ha svelato uno studio del 2002, anche se i ricercatori non sono riusciti a isolare la causa precisa del fenomeno. Potrebbe essere dovuto al fatto che l’assunzione di alcool porta a sudare di più, oppure al fatto che aumenta la temperatura corporea. La ricerca, infatti, ha dimostrato che le zanzare pungevano molto di più i volontari dopo l’ingestione di birra rispetto a prima, dimostrando chiaramente che bere alcolici stimola l’attrazione delle zanzare”

Per quanto riguarda i bambini, invece, i Cdc consigliano di non utilizzare repellenti per insetti su bambini di età inferiore ai 2 mesi, ma piuttosto di vestirli con abiti che coprano gambe e braccia. I prodotti che contengono olio di eucalipto di limone, invece, non vanno utilizzati su bambini di età inferiore a 3 anni.

Fonte: articolo pubblicato sul sito adnkronos.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

eliminazione zanzara tigre

Cina, testato un metodo innovativo per eliminare la zanzara tigre

La ricerca, condotta dal professor Xi Zhiyong del Centro congiunto di controllo vettoriale per malattie tropicali dell’Università di Sun Yat Sen con il supporto del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Guangzhou, ha dato ottimi risultati, almeno a giudicare dai primi esperimenti effettuati.

Il nuovo metodo punta a ribaltare l’equilibrio evolutivo delle zanzare, impedendo ai maschi e alle femmine di riprodursi. Per farlo i ricercatori hanno piazzato sull’isola un impianto di allevamento di zanzare, all’interno del quale è sottoposto a sterilizzazione un nutrito campione di insetti. La sterilizzazione maschile è avvenuta grazie all’induzione artificiale di tre infezioni provenienti da altrettante differenti specie del parassita Wolbachia; quella femminile in seguito al rilascio di radiazioni gamma.

Una volta sterilizzate, le zanzare modificate sono state rilasciate in massa. A questo punto gli insetti, dotati di bassa fertilità, si sono accoppiati con gli esemplari sani che hanno incontrato nell’ambiente, provocano l’infertilità delle nuove generazioni. Ripetendo il procedimento per due anni, la popolazione di zanzare è stata quasi del tutto azzerata.

L’impianto di allevamento della provincia di Guangzhou è in grado di produrre 10 milioni di zanzare maschi modificati alla settimana. Nonostante non vi siano controindicazioni per l’uomo, c’è chi ha però sottolineato come un simile metodo possa avere un grave impatto ecologico; le larve di zanzara, infatti, sono un’importante fonte di cibo per i pesci, mentre questo insetto è uno dei piatti preferiti di molti uccelli.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilgiornale.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

come le zanzare scelgono le loro vittime

Ecco come le zanzare intercettano le proprie vittime

La zanzara sceglie la propria vittima rilevando alcuni segnali chimici e questo era già stato scoperto in precedenza. Tuttavia le modalità con cui questi segnali vengono elaborati nel cervello e portano alla decisione finale non erano note, almeno fino allo studio pubblicato su Current Biology.
In primis il sistema olfattivo rileva i segnali chimici dell’anidride carbonica provenienti dalla potenziale vittima e questo provoca dei cambiamenti nel cervello delle zanzare.
L’anidride carbonica intercettata è sostanzialmente quella che noi espiriamo, un’emissione che le zanzare possono intercettare anche da una distanza di più di 30 metri per localizzare la posizione della vittima e avvicinarsi ad essa.

Dopo questa prima fase le zanzare cambiano il proprio comportamento e iniziano ad utilizzare il sistema visivo. Con quest’ultimo scrutano i paraggi per delineare le forme dell’ospite e per decidere di volare verso di loro.
I ricercatori hanno misurato la modalità con le quali l’anidride carbonica innesca questi processi nel cervello e modifica il comportamento di volo delle zanzare.

La ricerca mostra che, per le zanzare, l’olfatto è un senso per l’intercettazione sulla lunga distanza mentre la vista è un senso che viene utilizzato solo sulla corta e sulla media distanza, differentemente da molte altre specie animali.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notiziescientifiche.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

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Zanzara tigre, un importante studio annuncia un rimedio naturale inaspettato

Il caffè avrebbe un vero e proprio potere repellente nei confronti della zanzara tigre: questo è quanto emerso da un recentissimo studio pubblicato su PubMed. Si tratta di un rimedio naturale che si inserisce all’interno di una serie di studi che cercano di trovare il modo per evitare il proliferare di questo fastidiosissimo, e a volte pericoloso, insetto. Lo studio rivela come le larve e gli esemplari adulti di zanzara tigre abbiano sviluppato una forte resistenza agli insetticidi, per cui la nuova frontiera di questa guerra aperta è la maniera di evitare la deposizione delle uova.

Si è dimostrato che, laddove si trovi la presenza degli scarti di caffè, le femmine gravide si allontanerebbero e sarebbero scoraggiate dal deporre le uova; in più, sempre in presenza degli scarti, la maturazione embrionale risulta molto ridotta. Infine, si è scoperto che la vita delle zanzare cresciute in un ambiente in cui è presente il caffè è sensibilmente inferiore.

Fonte: articolo pubblicato sul sito investireoggi.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

rimedi naturali contro termiti del legno

Termiti del legno: rimedi naturali per eliminarle

Insetti e parassiti possono rappresentare una seria minaccia per i mobili in legno della casa: l’azione di termiti e tarli, ad esempio, può in breve tempo distruggere anche le componenti della casa più preziose. Ospiti insidiosi, e spesso difficili da identificare, questi insetti agiscono in colonie molto numerose, nutrendosi proprio del legno.

Le termiti vivono in gruppi sociali molto affollati e si caratterizzano per un comportamento estremamente famelico, tanto che possono alimentarsi di legno per gran parte della loro esistenza. Gli isotteri presentano infatti una solidissima mandibola, che permette loro di frantumare il legno senza sforzo: da questo traggono le sostanze nutritive, poi distribuite con il resto della colonia anche un processo oro-orale o oro-anale chiamato trofallassi. A oggi, le termiti rappresentano una delle cause principali della perdita di legna nel mondo: circa un terzo di quella prodotta ogni anno.

Per riconoscere quale specie abbia attaccato il legno, è sufficiente controllarne la superficie: i tarli scavano delle gallerie visibili dall’esterno come piccoli fori, mentre le termiti sono più insidiose, poiché distruggono il legno dall’interno. Ancora, i tarli tendono a essere rumorosi – producono un ticchettio riconoscibile – mentre gli isotteri sono solitamente silenziosi.

Notare una singola termite non è però condizione sufficiente per accertare un’infestazione, anche perché tendono a muoversi in sciami numerosi. È quindi necessario condurre delle verifiche, predisponendo in varie zone della casa un semplice ma efficace strumento: del cartoncino inumidito. Gli isotteri amano molto la cellulosa e il cartone rappresenta un’alternativa più appetibile del legno, poiché più morbido e facile da sminuzzare: se dopo qualche giorno il cartoncino risulterà ricolmo di esemplari, è molto probabile che l’infestazione sia in atto.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenstyle.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

infezioni da zecche

Aumento infezioni da zecche in Italia. Nuove tecnologie in soccorso

Gli esperti parlano di un aumento in Italia delle infezioni da zecche, provocate anche dai cambiamenti climatici in atto, in quanto questi acari si trovano a latitudini e altitudini più elevate rispetto al passato.
La difficile diagnosi di queste infezioni può adesso essere supportata da nuove tecnologie, importanti per una tempestiva cura. Le zecche sono presenti in aree geografiche come, ad esempio, il nord est Italia (Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Trento, Bolzano), dove sono stati rilevati casi di borelliosi di Lyme ed encefalite da zecche Tbe (per il cui monitoraggio dal giugno 2018 è stato attivato un piano di sorveglianza nazionale).

Nel caso di puntura da zecca, questa deve essere rimossa, indossando un paio di guanti, con una pinzetta e poi la parte disinfettata, e, nel caso, si possono applicare antibiotici a uso locale. In questo modo, il rischio di contrarre una malattia è molto minore se la zecca viene rimossa entro le 24 ore. Le zecche, infatti, conficcano il loro apparato boccale nell’ospite, succhiandone il sangue in maniera, poiché emettono una sostanza ad azione anestetica. Le zecche sono per la maggior parte diffuse nelle aree rurali e silvestri, ma anche nelle città in parchi, giardini, zone con erba incolta, luoghi che devono sempre essere tenuti puliti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilvaloreitaliano.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

allontanamento scarafaggi

Disinfestazione della casa: come allontanare gli scarafaggi

Sia che abitiamo in campagna che in città, nessuno è al sicuro dall’invasione degli scarafaggi. Anche se non sono pericolosi, non è piacevole vederli gironzolare in casa, soprattutto se ci sono bambini. Questi insetti hanno l’abilità di intrufolarsi in casa con molta facilità, inoltre sono onnivori e quindi mangiano di tutto, per questo è molto importante ricreare un ambiente pulito e igienizzato.

Gli scarafaggi oltre a nutrirsi di insetti, amano i residui di cibo, per questo bisogna controllare spesso la dispensa e sigillare tutti gli all’alimenti all’interno di barattoli di vetro con chiusura ermetica. La cucina deve essere sempre pulita ed è preferibile buttare spesso la spazzatura. Per bloccare l’invasione degli scarafaggi è bene scoprire il punto d’ingresso, quindi dobbiamo analizzare lo stato dei muri e dei battiscopa, perchè riescono ad intrufolarsi facilmente anche nelle piccole fessure. Una volta individuato il punto d’accesso, dobbiamo rimuovere il nido e chiudere la crepa con dello stucco, lo stesso procedimento deve essere eseguito su tutte le fessure, lungo i fori d’accesso dei tubi idraulici e delle prese elettriche. Sigillare tutte le aperture è importante anche per prevenire l’invasione delle formiche e dei pesciolini d’argento. In questo modo la casa sarà protetta e libera da ogni tipo di insetto.

Fonte: articolo pubblicato sul sito pisatoday.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

femmine cimici del letto

Femmine di cimici controllano sistema immunitario per evitare infezioni trasmesse sessualmente

Le cimici femmine con la pancia piena di cibo sono più attraenti per i maschi secondo un nuovo studio apparso su Proceedings of the National Academy of Sciences.
I ricercatori hanno analizzato centinaia di cimici per diversi anni ottenendo diverse interessanti informazioni.

Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Sheffield, ha trovato che le cimici femmine che non assumono cibo regolare, tendenzialmente non si accoppiano regolarmente perché non hanno bisogno di potenziare il sistema immunitario onde prevenire infezioni a seguito dell’atto sessuale.
Perché questa paura di infezioni? La risposta sta nelle particolari modalità di accoppiamento delle cimici: il maschio inserisce il suo pene aghiforme nell’addome della femmina, un processo noto anche come inseminazione traumatica e definito dallo stesso Mike Siva-Jothy, uno degli autori dello studio, come un “accoppiamento piuttosto brutale”.

Onde evitare conseguenze negative, le femmine si sono evolute per essere in grado di gestire il proprio sistema immunitario onde resistere alle infezioni che un atto così violento può Procurare loro.
I maschi preferiscono le femmine che si sono nutrite da poco perché sono maggiormente piene di sangue e possono depositare più uova ma anche perché, essendo molto piene, non possono contrastare l’inseminazione traumatica.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notiziescientifiche.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

resistenza blatte agli insetticidi

Le blatte diventano invincibili: anche gli scarafaggi cominciano a resistere agli insetticidi

A suggerirlo sono stati i ricercatori della Purdue University che sulle pagine di Scientific Reports hanno dimostrato come questi insetti stiano diventando sempre più resistenti a quasi ogni tipo di insetticida che abbiamo oggi a disposizione, sia quelli che attaccano il sistema nervoso sia quelli che mirano all’esoscheletro.

Per testare la resistenza delle blatte, i ricercatori hanno somministrato per sei mesi a tre diverse popolazioni tre diversi insetticidi: abamectina, acido borico e thiamethoxam. In un trattamento il team ha utilizzato tutti e tre gli insetticidi, uno dopo l’altro, per tre mesi (quindi due cicli in sei mesi). In un altro trattamento, i ricercatori hanno usato una miscela di due insetticidi per tutti e sei i mesi.

Dai risultati è emerso che, indipendentemente dalle diverse opzioni di trattamento, le dimensioni delle popolazioni, e quindi il numero di blatte, non sono diminuite nel tempo. Ciò suggerisce, quindi, che questi insetti stanno rapidamente evolvendo la resistenza a tutti e tre i prodotti chimici testati nello studio. Visto che le blatte vivono solo per circa 100 giorni, precisano i ricercatori, la resistenza agli insetticidi può evolvere molto rapidamente, grazie al passaggio dei geni più resistenti da una generazione all’altra generazione. Ma non solo: i ricercatori hanno scoperto che sviluppando la resistenza a una classe di pesticidi, le blatte avevano anche una migliore possibilità di sopravvivere ad un altro insetticida.

Se studi futuri confermeranno questi risultati, questa resistenza potrebbe rendere impossibile trattare le infestazioni di blatte con i soli insetticidi chimici. Si dovrà ricorrere, per esempio, a quella che viene chiamata Intergrated Pest Management (Ipm), o “gestione integrata delle infestazioni”, ossia l’insieme di strategie che prevedono, oltre al trattamento chimico, anche l’utilizzo di trappole e interventi mirati di pulizia e persino l’aspirazione degli insetti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito wired.it – qui è possibile leggere l’articolo originale