punture zanzara colpiscono persone

Zanzare, svelato perché pungono solo alcune persone: colpa dei microbi sulla pelle

Joop van Loon, entomologo dell’Università di Wageningen, Paesi Bassi, afferma che il motivo principale per cui le zanzare pizzicano certe persone e non altre è la quantità di composti chimici – che variano a seconda della persona – prodotta dalle colonie di microbi che abitano la nostra pelle, secondo quanto esposto in un articolo del Live Science.

«I batteri convertono le secrezioni delle nostre ghiandole sudoripare in composti volatili che vengono trasportati attraverso l’aria al nostro sistema olfattivo fino alle zanzare», afferma Van Loon. Inoltre, lo scienziato olandese precisa che questi insetti usano i loro organi sensoriali per scegliere le loro vittime – fino a una distanza di 50 metri – seguendo l’invisibile traccia di anidride carbonica che si trova nell’aria che circonda gli esseri umani.

Fonte: articolo pubblicato sul sito www.ilmessaggero.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

punture zanzara

Punture di zanzara molto gonfie: cosa fare

La maggior parte delle persone non presenta eccessivi gonfiori conseguenti alla puntura di una zanzara: la cute potrebbe caratterizzarsi per la presenza di piccoli pomfi, altamente pruriginosi, in corrispondenza del morso. In altre, tuttavia, può manifestarsi anche un gonfiore molto diffuso.
La prima causa del gonfiore anomalo è, come facile intuire, anche la meno preoccupante. Spesso le punture di zanzara si gonfiano a causa dell’attrito meccanico, come lo sfregamento continuo con gli abiti oppure con l’abitudine – tutt’altro che consigliata – di grattarsi nel vano tentativo di ridurre la sensazione di prurito. La costante irritazione del morso non fa altro che incentivare una maggiore risposta del sistema immunitario a livello dell’epidermide, determinando il rigonfiamento e l’accumulo di liquidi. In assenza di altri sintomi, l’area irritata dovrebbe scomparire a poche ore dall’ultima sollecitazione meccanica.

Seppur meno frequenti, ma tutt’altro che da sottovalutare, vi potrebbero essere delle ragioni di natura allergica. Una di queste è la cosiddetta sindrome di Skeeter: i soggetti predisposti possono sviluppare un’importante allergia al morso della zanzara, data dall’eccessiva reazione dell’organismo ad alcuni peptidi contenuti nelle sostanze anticoagulanti e anestetizzanti presenti nella saliva degli insetti.

Segue quindi l’orticaria papulosa, un’ipersensibilità alla saliva della zanzara che si manifesta con l’apparizione di diversi pomfi, estremamente pruriginosi e caratterizzati da vescicole con croste centrali.

I rigonfiamenti dovuti alla puntura di zanzara, soprattutto quando molto vistosi, dovrebbero essere sempre vagliati dal medico. In particolare quando si manifestano anche degli stati febbrili, segno più che evidente di un’ipersensibilità o un’allergia al morso.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenstyle.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

lotta biologica zanzara tigre

Zanzare, rimedi? Il Comune di Bologna libera 30mila maschi sterili

Dal 17 giugno si aggireranno per Bologna 30mila zanzare in più. Ma è tutto calcolato: sono maschi, quindi non pungono, e per giunta sterili. Saranno liberati con il mandato di bloccare la proliferazione delle femmine, responsabili delle punture, dunque di pruriti, infezioni e virus potenzialmente pericolosi. E’ con la lotta biologica integrata che il Comune intende combattere la zanzara tigre.

Operatori del Centro Agricoltura Ambiente, provvisti di tesserino di riconoscimento, andranno casa per casa, per trattare con prodotti larvicidi specifici e a ridotto impatto ambientale tutte le raccolte d’acqua non eliminabili, come i tombini ad esempio, e rimuoveranno o metteranno in sicurezza, tutte le altre possibili fonti di infestazione.

Questo intervento sarà replicato per quattro volte, con cadenza mensile, da giugno a settembre in modo da impedire la maturazione delle larve in adulti e la conseguente dispersione sul territorio. In quest’area saranno attivate, durante tutta la fase di sperimentazione, 20 trappole per le uova che permetteranno di raccoglierle, allevarle in laboratorio e verificare la fertilità residua valutando l’efficacia di questa tecnologia.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilrestodelcarlino.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

vespa samurai

Cavallette e cimici? No problem, arriva in aiuto la «vespa samurai»

Non c’è albero che le cimici asiatiche risparmino alla loro puntura. Ma non disdegnano neanche mais, vite, ortaggi e piante da vivai. I danni, rileva Coldiretti lanciando l’allarme, possono arrivare fino al 40% dei raccolti nei terreni infestati. Ora ci si può difendere solo con delle protezioni fisiche: serre e reti a copertura delle coltivazioni, e zanzariere per le abitazioni.
Ma per bloccare la proliferazione, secondo l’associazione di agricoltori, bisogna escogitare un’eco-soluzione, a basso impatto ambientale, evitando i soliti pesticidi e le trappole a feromoni con agenti biochimici.

C’è però un nemico formidabile, il cui nome comune già incute un certo rispetto: la «Vespa samurai». La Commissione agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità ad aprile una risoluzione che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l’immissione in Italia di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni.

E nel testo si raccomanda, in particolare, di accelerare l’autorizzazione all’uso della Trissolcus japonicus. Originaria dell’Asia orientale ma ormai presente anch’essa in Europa e America, la «vespa samurai» – così nominata per l’origine giapponese e l’aggressività degna dei leggendari guerrieri del Sol Levante – sconfigge l’avversaria alla radice, depositando le uova direttamente in quelle della cimice e uccidendole appena le proprie larve si sviluppano.

Fonte: articolo pubblicato sul sito corriere.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

zanzare e malattie virali

Zanzare e malattie virali: come difendersi

Arriva l’estate, e puntualmente si presentano ospiti indesiderati e molesti, che possono trasmettere malattie virali anche pericolose: le zanzare.

Importante sapere come prevenire e contrastarne la diffusione, in che modo proteggersi e cosa fare prima di mettersi in viaggio, soprattutto se in Paesi a rischio.

Evitare i ristagni d’acqua
Alle zanzare basta pochissima acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi.  Per questo è importante eliminare i sottovasi e, dove non è possibile, evitare il ristagno d’acqua al loro interno.

Proteggersi dalle punture
La protezione individuale dalle punture è importante per sé stessi e per contrastare l’eventuale diffusione dei virus: all’aperto, in zone ricche di vegetazione, è buona abitudine vestirsi sempre con abiti di colore chiaro, indossare capi di abbigliamento a maniche lunghe e non utilizzare profumi.

Se si viaggia all’estero: partire informati
Se si viaggia in Paesi dove sono diffuse malattie trasmesse da zanzare, è bene documentarsi prima della partenza negli ambulatori di medicina dei viaggiatori delle Aziende Usl. E al rientro, in caso di febbre o disturbi, rivolgersi tempestivamente al proprio medico o a una struttura ospedaliera.

Fonte: articolo pubblicato sul sito parma.repubblica.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

habitat zanzare tropicali

Zanzare tropicali: nei prossimi anni troveranno l’habitat ideale anche in Italia

Secondo i risultati di uno studio internazionale, pubblicato su Nature Microbiology, nel 2050 praticamente una persona su due (ovvero il 49% della popolazione) abiterà in zone il cui clima sarà ideale per la crescita e lo proliferazione delle specie Aedes aegypti e Aedes albopictus, ossia quelle zanzare che veicolano pericolose malattie come la febbre gialla, la dengue, la zika e la chikungunya.

A rischio nel nostro paese, secondo l’analisi, in particolare alcune zone del Sud Italia.

Per arrivare ad affermare questo i ricercatori hanno raccolto e analizzato i dati storici riguardanti la distribuzione di queste due specie di zanzare negli anni ’70 e ‘80 in più di 3000 zone d’Europa e Stati Uniti proiettandoli poi negli anni 2020, 2050 e 2080. Secondo quando prospettato dai modelli di analisi, le condizioni climatiche e la densità di popolazione di questi insetti faranno sì che le zanzare emigrino dai luoghi tropicali verso zone fino ad oggi inesplorate.

Di chi è la colpa di questa situazione? Ovviamente nostra o meglio si tratta di una delle tante spiacevoli conseguenze del surriscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra.

Come ha dichiarato Moritz Kraemer, uno dei ricercatori che hanno condotto l’analisi:
“Se non viene intrapresa alcuna azione per ridurre il tasso attuale di riscaldamento, si apriranno sacche di habitat in molte aree urbane”.

Queste zanzare metteranno a rischio la nostra salute diffondendo malattie come nei paesi tropicali? Evitare che possano trovare l’habitat ideale in nuove zone è un motivo in più per fare qualcosa di concreto per frenare i cambiamenti climatici in atto.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenme.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

fattori punture zanzare

7 motivi per cui vieni punto dalle zanzare molto più di chiunque altro

Le zanzare effettivamente scelgono le loro prede! Ci sono alcuni fattori che rendono alcune persone più “appetitose” di altre: eccone sette.

1- Anidride carbonica: le zanzare riescono a rilevare l’anidride carbonica a 164 metri di distanza; le persone in stato di gravidanza o in sovrappeso ad esempio ne emettono di più e vengono punte più facilmente;

2- Temperatura corporea: una temperatura corporea elevata equivale ad un rischio maggiore di essere punti, per questo durante lo sport diventiamo una vera e propria calamita per le zanzare;

3- Gruppo sanguigno: secondo uno studio, le persone del gruppo 0 sono più a rischio di quelle di gruppo A (bisogna aggiungere in questo caso che lo studio ha osservato un numero di casi molto piccolo, quindi va considerato con cautela);

4- Sempre lo stesso studio ha evidenziato che solo alcune persone emettono le sostanze che permettono alle zanzare di riconoscerne il gruppo sanguigno, e quindi di sceglierle;

5- La composizione della flora di microbi che abita la nostra pelle è un parametro secondo cui le zanzare scelgono il loro obiettivo;

6- Acido lattico: questa sostanza risulta particolarmente attraente per questi insetti, perciò un corpo sottoposto ad attività fisica finisce per attrarli molto di più;

7- Birra e alcolici: a quanto pare, ingerire alcol ci rende particolarmente attraenti per molti tipi di insetti, anche se nessuno ha ancora capito perché!

Fonte: articolo pubblicato sul sito verdeazzurronotizie.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

scomparsa definitiva zanzare

Zanzare verso l’oblio, scoperto come eliminarle per sempre

Uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università del Maryland, in collaborazione con l’Istituto di ricerca IRSS in Burkina Faso, ha annunciato di aver creato l’arma definitiva contro questo “fastidioso” ma ancor più pericoloso insetto. Si tratta di un fungo, nome scientifico Metarhizium pingshaense, capace di sterminare il 99 per cento delle zanzare anofele, responsabili della diffusione della malaria.

I test hanno mostrato che le popolazioni di zanzare sono scomparse dopo appena 45 giorni di trattamenti. La malaria, nella storia dell’uomo, ha mietuto decine di milioni di vittime. Ancora oggi, nonostante i passi avanti compiuti dalla medicina, è considerata un problema, soprattutto nelle aree più povere del pianeta.

La soluzione appena trovata potrebbe diventare un problema per tutta l’umanità. Le zanzare, allo stesso modo di altre creature, fanno parte di un ecosistema complesso ed estremamente delicato. Cosa succederebbe al pianeta se da un giorno all’altro scomparissero le tanto odiate zanzare? E’ vero, al momento sono loro le responsabili di alcune delle più gravi malattie al mondo, come la malaria (400mila morti anno), la dengue (22mila vittime l’anno) o la febbre gialla (30mila morti l’anno), ma senza di loro verrebbe a mancare un impollinatore prezioso e la fonte di cibo per molte creature: pesci, tartarughe, libellule e uccelli.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notizie.tiscali.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

infezione da zanzara tigre

Infezione da zanzara tigre, confermato caso anche in Italia

Si chiama chikungunya ed è una malattia virale che ha colpito un uomo, proveniente dal Brasile, a seguito di un morso da una zanzara tigre. Il caso è stato conclamato ad Ardea, in provincia di Roma. L’uomo è stato ricoverato in ospedale, da dove è stato da poco dimesso dopo le dovute cure.

Quando si parla di malattie virali c’è sempre da stare attenti, naturalmente in questo specifico caso, dopo che la chikungunya è stata conclamata, sono state attuate tutte le misure del caso per debellarla e scongiurare il rischio di una possibile epidemia.

Ciò che però ora spaventa, qualora non a tutti fosse ancora chiaro, è la pericolosità di chi l’ha trasmessa all’uomo. La zanzara tigre diventa il nemico numero uno della nostra estate.

Fonte: articolo pubblicato sul sito investireoggi.it – qui è possibile leggere l’articolo originale