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Sicurezza alimentare: non solo provenienza e freschezza alla Conferenza GFSI

Ogni anno 420mila persone muoiono a causa di alimenti contaminati da batteri, virus, parassiti, tossine o sostanze chimiche e 600 milioni – quasi 1 persona su 10 nel mondo – si ammalano sempre per lo stesso motivo.
Sono i numeri contenuti nell’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla sicurezza alimentare di cui si è discusso recentemente alla vigilia della Conferenza della Global Food Safety Initiative (GFSI), l’evento internazionale in programma a Nizza dal 25 al 28 febbraio 2019, che ogni anno riunisce oltre mille esperti leader a livello mondiale nel campo della sicurezza alimentare.

La sensibilità su questi temi si manifesta non solo nell’attenzione per la provenienza e la freschezza dei cibi, ma anche e soprattutto quando ci si trova fuori casa e diverse variabili possono influenzare la salubrità degli alimenti. La ricerca condotta da Doxa, ad esempio, ha indagato i comportamenti degli italiani in rapporto all’igiene nei ristoranti facendo particolare riferimento alla presenza di infestanti, considerati una vera e propria conferma della mancanza di igiene e un pericolo per la propria salute.
Dall’indagine si evince che la prima cosa a cui pensano gli italiani quando si parla di igiene è proprio la salute e per il 41% degli intervistati l’igiene è associata all’assenza di infestanti.

Dati preoccupanti in quanto la presenza di questi infestanti rischia di contaminare il cibo e di recare gravi danni alla salute dei clienti e di gravare non poco sulle attività commerciali: l’87% degli italiani, infatti, si è dichiarato deciso nell’abbandonare un ristorante alla vista di un insetto strisciante e ben il 96% andrebbe via senza più tornare in quel determinato ristorante alla vista di topi o ratti.
L’impatto di alimenti non sicuri costa ogni anno tra i 52 e i 78 miliardi di dollari in perdita di produttività, solo negli Stati Uniti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito horecanews.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

napoli blatte in ospedale

Napoli, blatte nei bagni dell’ospedale Pellegrini

Gli insetti erano in un bagno attiguo al Pronto Soccorso del Pellegrini, alla Pignasecca; la circostanza subito segnalata dai vertici sanitari ed è stata eseguita la disinfestazione, ora sono in corso accertamenti per stabilire la provenienza delle blatte.

Degli insetti sono stati trovati nei giorni scorsi all’interno dell’ospedale dei Pellegrini in in uno dei servizi igienici attigui ai locali del Pronto Soccorso. La segnalazione immediata da parte dei vertici sanitari dell’ospedale della Pignasecca ha portato alla disinfestazione, già eseguita. Si sarebbe trattato di blatte, probabilmente arrivate dal circuito fognario o dall’esterno. Sono in corso accertamenti.

Nelle scorse settimane aveva fatto scalpore la presenza, in più occasioni, di formiche all’interno dei reparti del San Giovanni Bosco; il caso era scoppiato con la scoperta degli insetti sul corpo di una paziente in coma, poi erano stati trovati in vari reparti, tra cui Terapia Intensiva e Pronto Soccorso. Nei giorni successivi c’erano state diverse ispezioni e controlli dei carabinieri del Nas; l’ultimo accertamenti agli inizi di febbraio, durante il quale non erano stati trovati insetti. Su quella situazione indaga la Procura di Napoli, che non esclude l’ipotesi del sabotaggio.

I carabinieri del Nas hanno effettuato un’ispezione stamattina, nel nosocomio, senza rilevare la presenza degli scarafaggi. I dipendenti della ditta di pulizie, in una lettera fatta pervenire al direttore sanitario, hanno sottolineato che “oltre alle blatte era anche presente del materiale”, verosimilmente briciole o altri resti di cibo, sul lenzuolo.

Fonte: articolo pubblicato sul sito napoli.fanpage.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

pericolo diminuzione insetti

Insetti diminuiscono sempre di più: pericolo mondiale secondo studio

Il declino del numero degli insetti nel mondo sta preoccupando fortemente gli scienziati. Un nuovo studio, pubblicato su Biological Conservation, si concentra proprio sul declino mondiale dell’entomofauna, ossia la biomassa degli insetti che sta diminuendo di una percentuale del 2,5% all’anno, uno declino definito in un articolo sul sito della CNN come “sbalorditivo”.
Secondo i ricercatori un terzo delle specie degli insetti è in pericolo. Ciò non riguarda, naturalmente, solo gli insetti: dato che viviamo in un mondo “iperconnesso” anche per quanto riguarda l’ecologia e in special modo le specie animali, questi numeri potrebbero portare al collasso di interi ecosistemi con impatti a dir poco devastanti.

Quali sono le cause? Secondo i ricercatori sono da imputare sostanzialmente alla perdita di habitat.
Ciò è dovuto, a sua volta, alla conversione di questi habitat in campi per l’agricoltura e in spazi per l’urbanizzazione selvaggia.
Quello che preoccupa maggiormente è il declino di quegli insetti considerati come “moderatori” riguardo ai livelli di altre popolazioni di insetti infestanti, veri e propri parassiti, in particolare quelli che sono soliti rovinare le colture. Si tratta di un grosso ecosistema che ad oggi risulta perfettamente in equilibrio e cambiamenti anche poco sensibili potrebbero avere effetti non ancora commensurabili.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notiziescientifiche.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

identificare e riconoscere cimici dei letti

Cimici dei letti: cosa sono e come identificarle

Le cimici dei letti (cimex lectularius) sono una specie di ectoparassiti ematofagi molto piccoli che si nutrono di sangue o di altri animali a sangue caldo. Hanno una forma ovale leggermente schiacciata e sono di colore rosso-brunastro. Questi parassiti si attaccano facilmente ai tessuti, proprio per questo motivo è molto facile trovarli nei materassi ma anche in altri luoghi come divani, tappeti, i sedili dei pullman e così via. A differenza degli scarafaggi, la comparsa delle cimici da letto non è causata dalla poca igiene, al contrario, esse possono nascere e vivere anche in ambienti molto puliti e curati.

Le punture delle cimici si manifestano sulla pelle con dei piccoli punti rossi simili alla puntura della zanzara e solitamente causano prurito. Le parti più colpite sono quelle scoperte dai vestiti quindi collo, mani, braccia, viso. In alcuni casi possono provocare anche delle reazioni allergiche o infezioni soprattutto dopo ripetute punture, in questo caso è consigliabile il parere di un medico.

I segni di infestazione più evidenti sono senza dubbio le tracce di esuvie (il rivestimento del loro corpo), frammenti corporei e cimici morte visibili nei principali posti dove si sono annidate. Inoltre, è possibile ritrovare anche le loro uova che si presentano di colore biancastro. Infine, possiamo accorgerci di un’infestazione trovando delle macchie fecali di colore nerastro/marroncino sulle cuciture di materassi, divani e così via.

Fonte: articolo pubblicato sul sito triesteprima.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

infezioni da zanzare

Mondo globale e clima aumentano le infezioni da zanzare

Nel 2018 sono morte in Italia 37 persone per malattie da contagio di West Nile Virus, infezione portata dalle zanzare come succede anche per virus come Usutu, Zika, Chikungunya e Dengue. Oggi sono una realtà con cui devono fare i conti gli ospedali italiani. Le malattie trasmesse all’uomo attraverso la puntura di insetti rendono urgente disporre di sistemi diagnostici in grado di discriminare rapidamente tra infezioni in grado di causare manifestazioni sintomatiche simili.

L’utilizzo delle biotecnologie alla base di test diagnostici, in uso ormai da tempo nei laboratori di analisi degli ospedali, permette di disporre di una base di informazioni sempre più ampia e velocemente acquisibile, a beneficio della cura delle malattie. Le metodiche di amplificazione genica hanno offerto un contributo fondamentale alla ricerca scientifica, favorendo il coinvolgimento di un numero sempre più ampio di laboratori ed estendendo le capacità diagnostiche.

Al simposio ”health and climate change” è stato sottolineato che un effetto potenzialmente associato al surriscaldamento globale dovuto all’emissione di inquinanti è la maggior facilità di diffusione delle malattie, favorite anche dall’aumento, grazie alle condizioni climatiche, della diffusione della zanzara tigre e con essa le patologie che la puntura di questo insetto comporta.

Fonte: articolo pubblicato sul sito periodicodaily.com – qui è possibile leggere l’articolo originale