Disinfestazione: rendere sicura la propria azienda

La disinfestazione dovrebbe essere svolta in modo soprattutto preventivo; prima di tutto perché questo consente di agire in modo mirato e maggiormente efficace; secondariamente perché a volte le infestazioni sono già presenti anche quando non ce ne accorgiamo.

Gli animali e gli insetti infestanti sono numerosi; a partire dai più noti ratti e dagli scarafaggi, per poi arrivare a zanzare, vespe di vario genere, processionarie del pino o formiche. La presenza di questi animaletti in azienda può risultare particolarmente dannosa, sia a breve sia a lungo termine. Se ci si trova in una realtà in cui si elaborano alimenti di vario genere la situazione può divenire addirittura pericolosa per la salute della clientela. Senza arrivare a questi casi estremi, la presenza di animali, quali ad esempio i piccioni all’esterno di un impianto industriale o di un immobile dirigenziale, così come nidi di scarafaggi o di altri insetti infestanti nei bagni o in locali scantinati, sono tutti eventi che possono causare problemi di salute ai dipendenti di un’azienda.

In situazioni in cui un’infestazione è evidente è opportuno evitare il fai da te, che spesso porta una semplice diminuzione della popolazione, cui segue un rapido aumento degli individui presenti. Conviene invece contattare un’azienda che si occupi di disinfestazioni in modo professionale. Questo perché solo un esperto in questo tipo di problematiche è in grado di evidenziare al meglio la problematica, di verificare la presenza di nidi o di tane in cui gli insetti e gli animali prosperano e le modalità per debellarli rapidamente. Per altro solo un professionista ha l’abilitazione necessaria all’utilizzo di alcune sostanze chimiche atte alla disinfestazione da insetti e animali.
Anche nel caso in cui in azienda non si notino infestazioni da parte di animali opportunisti, è sempre opportuno richiedere un controllo periodico, almeno una volta all’anno. In genere si prediligono i periodi in cui gli uffici o le sedi produttive sono chiusi, in modo da poter operare in completa tranquillità, vista la mancanza di personale operativo all’interno degli impianti. Dopo il sopralluogo il professionista sarà in grado di indicarci quali trattamenti sia opportuno effettuare.

Fonte: articolo pubblicato sul sito ilpaesenuovo.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

tenere lontano infestanti

Gli infestanti più temuti: ecco i consigli per tenera alla larga ratti, topi, scarafaggi, blatte, calabroni e vespe

Se si escludono pulci e zecche, gli infestanti più temuti dagli italiani sono ratti e topi che fanno davvero paura al 67% degli italiani, seguiti da blatte e scarafaggi (57%) e da calabroni (32%). Dall’indagine inoltre si evince come la paura dei topi cresca con il passare dell’età: il 63% dei ragazzi nella fascia d’età tra i 18 e 24 anni ha timore di questi infestanti, mentre la percentuale di chi teme i roditori arriva al 72% nella fascia tra i 55 e i 70 anni. Si inverte invece la situazione quando si parla di calabroni, più temuti dai giovani: il 46% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ha infatti paura di questi insetti, contro solamente il 25% degli adulti nella fascia d’età tra i 45 e i 54 anni.

Preoccupazioni e timori nei confronti dei vari infestanti sembrano cambiare quindi da generazione a generazione, probabilmente perché a cambiare è la maggiore consapevolezza delle conseguenze che questi piccoli animali possono portare. Infatti, questi infestanti sono tra i più temuti soprattutto per ciò che comporta averli attorno a sé, oltre al fastidio di doverli scacciare: l’81,8% degli italiani ha paura della trasmissione di malattie o infezioni a causa del contatto con insetti o roditori mentre per l’85,7% la paura più grande è che possano pungere o morsicare.
Alcuni semplici consigli per prevenire e difendersi da questi ospiti indesiderati.

Ratti e topi: sigillare bene eventuali buchi presenti nel muro, non dimenticare mai di pulire il retro del frigo e dare spesso una spolverata agli scatoloni abbandonati in soffitta o nello sgabuzzino. Mentre scappano, cercate di seguirli: così facendo, troverete molto probabilmente la loro tana. Informate il disinfestatore della posizione di quest’ultima: agevolerete il suo lavoro e le trappole non tarderanno a funzionare.

Scarafaggi e Blatte: È importante sigillare eventuali buchi nel muro e gli spazi vuoti tra il mobilio e le pareti di casa. Buttare la spazzatura e pulire regolarmente casa, passando con cura l’aspirapolvere anche negli angoli più nascosti, è un buon modo per evitare visite inattese di questi ospiti molto fastidiosi.

Calabroni e vespe: La loro presenza raggiunge il picco massimo nei mesi estivi e se la creazione dei loro nidi passa indisturbata, questi ultimi possono raggiungere anche i 2 metri. Formano i loro nidi sugli usci delle finestre e delle porte che vengono aperte di rado, nelle intercapedini sotto alle grondaie, negli angoli più in alto delle stanze, nelle spaccature dei tronchi e sui rami degli alberi. A inizio primavera, controllare i luoghi in cui questi insetti potrebbero fare il nido. All’inizio questo potrebbe avere dimensioni molto ridotte e risulta più facile liberarsene perché ospita pochi esemplari. Nel caso in cui il nido raggiunga dimensioni più grandi, è bene starne alla larga e rivolgersi a un servizio esperto di disinfestazione.

Fonte: articolo pubblicato sul sito meteoweb.eu – qui è possibile leggere l’articolo originale

leptospirosi topi

Leptospirosi, Ancona, 50enne rischia di morire per “febbre dei sette giorni”

La leptospirosi è un’infezione batterica che può colpire sia l’uomo che gli animali. Essa è causata da una famiglia di batteri del genere Leptospira. Le leptospire sono microrganismi della famiglia delle spirochetacee dotati di corpo esile e filamentoso, privo di ciglia o flagelli, diffusi nell’acqua e negli ambienti umidi, agenti di malattie infettive quali la leptospirosi. Esse sono ospiti abituali di topi, ratti, maiali, nutrie, eccetera e vengono immesse nell’ambiente con l’urina nell’acqua e nel fango. L’uomo può essere infettato attraverso la pelle, soprattutto degli arti inferiori e, in particolare, in presenza di ferite ed abrasioni. Particolari caratteristiche ambientali permettono la sopravvivenza delle leptospire e favoriscono la trasmissione della malattia.

L’infezione da leptospirosi è generalmente causata dal diretto contatto con acque contaminate dall’urina di animali infetti. Molti mammiferi, selvatici e domestici, possono essere portatori del batterio; essi si possono ammalare ma qualche volta, pur avendo sviluppato la malattia, possono non mostrarne i sintomi diventando quindi dei portatori sani. Il microrganismo della leptospirosi è stato isolato nel bestiame, nei maiali, nei cavalli, nei cani, nei roditori e negli animali selvatici. L’uomo può contrarre l’infezione quando viene a contatto con acqua, cibo o terreno contaminati con le urine di animali infetti. I batteri possono invadere il nostro organismo per ingestione di cibi e acqua fortemente contaminati, anche se, solitamente, i succhi gastrici dello stomaco dovrebbero essere una buona barriera per distruggere le leptospire, attraverso la pelle e, in modo particolare, attraverso le mucose degli occhi e del naso o attraverso tagli od abrasioni.

Chiunque può infettarsi se passa del tempo all’aperto in zone umide ed acquitrinose dove sono presenti animali infetti. Pescatori, cacciatori, militari, veterinari, agricoltori e, in genere, persone che vivono all’aperto, sono a rischio di infezione. Durante le emergenze e, in particolare durante le alluvioni, questo tipo di infezione può essere contratta anche dai volontari di protezione civile dediti alla pulizia delle case inondate, alla rimozione di fango e detriti o ad opere di arginatura. Sempre più spesso, questa malattia interessa anche persone che praticano sports a contatto con l’acqua di laghi e dei fiumi.

Il rischio di contrarre l’infezione può essere notevolmente ridotto osservando alcune precauzioni. · Non nuotare o guadare torrenti, laghi o stagni in particolare quando si hanno ferite od escoriazioni. Se si sta nuotando, evitare il contatto con la bocca e l’ingestione di acqua. In particolare, durante le emergenze, è bene evitare il contatto diretto con acqua e fango indossando guanti di gomma e stivali · Non bere acque superficiali (di pozze, torrenti, laghetti, ecc.) senza bollitura o un preventivo trattamento chimico.

Fonte: articolo pubblicato sul sito controcopertina.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

oggetti ricettacolo di batteri

Dal cellulare alla spugna, i 10 oggetti ricettacolo di batteri

Sono tanti infatti gli oggetti della vita quotidiana che in apparenza sembrano puliti, ma in realtà sono un vero e proprio ricettacolo di germi. Il sito belga ‘PassionSanté.be’, ha stilato una lista dei dieci oggetti più sporchi: dallo smartphone al telecomando, allo spazzolino da denti fino al phon asciugacapelli.

Ai primi posti c’è la tastiera del computer o del tablet, dove si annidano batteri fino a 400 volte in più rispetto all’asse del Wc. E non va meglio per il mouse. I minuscoli resti di cibo e i batteri presenti sulle nostre mani creano un ambiente molto poco ‘sano’, per cui bisogna fare pulizia di frequente e lavarsi regolarmente le mani, e certamente dopo essere andati in bagno. A seguire i telefoni cellulari, ‘nidi’ di batteri, sempre a contatto con mani e viso. Sullo schermo del nostro smartphone si depositano oltre 100 volte più germi della tavoletta del water.

Altra ‘brutta notizia’ riguarda i vestiti: il lavaggio in lavatrice non garantisce di sbarazzarsi completamente dei microbi. Gli abiti vengono puliti, la maggior parte dei germi eliminata, ma può restare dell’acqua nel cestello della lavatrice, dove i batteri albergano comodamente. Se serve quindi è utile farlo bene asciugare e in ogni caso lasciare lo sportello aperto in modo da eliminare l’umidità. Altro posto preferito: il forno classico o quello a microonde, dove i resti di cibo rappresentano terreno fertile per i batteri.

Fonte: articolo pubblicato sul sito today.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

formiche in ospedale

Formiche sui pazienti a Napoli: autopsia su una donna

Disposta l’autopsia per la donna trovata ricoperta dalle formiche in ospedale a Napoli e poi scomparsa.

Thilakawathie Dissianayake, originaria dello Sri Lanka, è morta negli ultimi giorni del 2018. Ma nella stessa struttura continua a registrarsi la presenza di insetti a stretto contatto con i degenti come denuncia anche il consigliere regionale campano Francesco Borrelli.

A testimonianza del nuovo caso, il rappresentante dei Verdi ha postato sul suo profilo Facebook il video che potete vedere qui sopra. Questa volta le formiche hanno invaso un lavandino dei bagni sempre all’interno del San Giovanni Bosco, vicino a un paziente in rianimazione. Le formiche in corsia erano già tornate, costringendo alla chiusura del pronto soccorso per consentire la disinfestazione.

Fonte: articolo pubblicato sul sito iene.mediaset.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

termitaio più grande del mondo

Scoperto l’impero delle termiti: è in Brasile, ha 4000 anni ed è grande quanto la Gran Bretagna

Un “impero” di termiti che si estende lungo tunnel che occupano una superficie grande come quella della Gran Bretagna e che è visibile dai satelliti è stato scoperto in una remota foresta brasiliana da Stephen Martin, professore di entomologia sociale alla School of environment and life sciences, dell’università di Salford – Manchester e dal suo team: il brasliano Roy Funch (Universidade Estadual de Feira de Santana) e gli statunitensi Paul Hanson (università del Nebraska-Lincoln) ed Eun-Hye Yoo (University at Buffalo, The State University of New York) che hanno descritto tutto nello studio “A vast 4,000-year-old spatial pattern of termite mounds”, pubblicato su Current Biology.

Martin spiega che «In realtà, ogni tumulo è formato dalle scorie provenienti da un’enorme rete di tunnel sotterranei dove le termiti lavorano da migliaia di anni. Questi tumuli sono stati formati da un’unica specie di termite che ha scavato una massiccia rete di tunnel per consentire loro di accedere alle foglie morte per mangiare in modo sicuro e direttamente dal suolo della foresta. La quantità di terreno scavato è di oltre 10 chilometri cubi, equivalenti a 4.000 grandi piramidi di Giza, e rappresenta una delle più grandi strutture costruite da una singola specie di insetti. E’ incredibile che, al giorno d’oggi, sia possibile trovare una meraviglia biologica “sconosciuta” di questa dimensione ed età ancora esistente, con gli occupanti ancora presenti».

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenreport.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

presenza cimici dei letti

Nel letto si annidano parassiti pronti a morderci

Chi ha avuto la sfortuna di averci a che fare, sa quanto è arduo liberarsene: le cimici dei letti sono uno degli insetti infestanti più difficili da debellare.

Annidati fra lenzuola, piumini e coperte, questi parassiti sembravano quasi estinti nel secondo dopoguerra grazie all’introduzione degli insetticidi chimici, ma negli anni 90 del secolo scorso sono ritornati nelle nostre case, aiutati dall’aumento delle temperature.

Favorite da un ciclo di riproduzione che ne centuplica il numero in breve tempo, le cimici dei letti possono essere sconfitte solo grazie all’intervento di operatori specializzati.

Fonte: articolo pubblicato sul sito businessinsider.com – qui è possibile leggere l’articolo originale