problema ecosistema insetti non infestanti

A rischio l’ecosistema delle coccinelle

Diminuiscono sempre di più gli insetti non infestanti: quelli fondamentali per l’ambiente come coccinelle, falene, farfalle, moscerini e api, il cui ecosistema è minacciato dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. A rischio è la sopravvivenza, di conseguenza, del pianeta stesso: questi insetti infatti sono fondamentali nell’impollinazione e per tutta la catena alimentare.

Una ricerca ha dimostrato una diminuzione di ogni singola specie in luoghi precisi: ad esempio è attestato dal 1987 al 2006 un declino delle coccinelle del 14 per cento negli Usa e in Canada: dato tutt’altro che basso. In Germania un’altra ricerca aveva invece rilevato un calo dell’82 per cento degli insetti catturati in 63 riserve naturali.

Per quanto riguarda le coccinelle, la loro perdita potrebbe essere un danno enorme: considerate il simbolo di tutta l’agricoltura, sono fondamentali per la lotta ai parassiti nelle coltivazioni; fondamentali sono le stesse api, da cui deriva la produzione del mondo vegetale dato che sono responsabili dell’impollinazione.

Fonte: articolo pubblicato sul sito biopianeta.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

organismi nocivi prioritari

Specie aliene: 30 sorvegliati speciali UE per salvare boschi e raccolti

Un primo elenco di specie aliene, ossia “organismi nocivi prioritari” sarà elaborata entro metà del 2019 dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare e il Centro Comune di Ricerca della Commissione europea.
Si tratta di insetti, batteri e funghi: una trentina di specie che mettono a rischio raccolti e foreste, che saranno oggetto di stretto monitoraggio da parte dell’UE, per evitare il ripetersi di casi come l’arrivo della Xylella in Italia, Francia e Spagna, o quello del nematode dei pini in Portogallo.
L’obiettivo del progetto è fornire alle autorità nazionali ed europee informazioni, mappe e strumenti per prevenire danni.

Fonte: articolo pubblicato sul sito meteoweb.eu – qui è possibile leggere l’articolo originale

derattizzazione perugia

Topi anche dentro casa, è allerta dei residenti del centro di Perugia

Dopo il quartiere di Pian di Massiano ora è il centro della città ad essere preso di mira dai piccolissimi roditori.
Segnalazioni dei residenti arrivano dalla Piazza del Circo, in via del Parione e via del Giardino. «Salgono fin sopra i tetti e in qualche modo riescono ad entrare in casa quando trovano una finestra aperta», racconta un residente.
Anche i residenti di Porta Sole non se la passano meglio di altri. Più volte sono stati immortalati e filmati dagli smartphone. «Una volta veniva fatta la derattizzazione continua, interventi spot invece non servono a risolvere il problema».

Quello della «derattizzazione costante è l’unico rimedio», sottolineano con forza i residenti che stanno sollevando il problema, segnalato anche al Comune.

Fonte: articolo pubblicato sul sito umbrajournal.com – qui è possibile leggere l’articolo originale

insetti simili a farfalle

Invasione di strane farfalline nere in Italia

Migliaia di segnalazioni per strani insetti simili a farfalle.

Sn alcune zone d’Italia ne sono state trovate a centinaia, anche all’interno delle abitazioni: a prima vista potrebbero sembrare farfalle notturne, in realtà sono ben altro. Si tratta di insetti non certamente tipici del Belpaese, provenienti dal Sud Est asiatico e arrivati nella penisola tramite il commercio di piante per il florovivaismo in arrivo da quei Paesi.

Sono esemplari di Ricania speculum: in realtà non si tratta di farfalle, visto che appartengono, dal punto di vista scientifico, all’ordine dei Rhynchota, lo stesso delle cicale e delle cimici delle piante, famiglia Ricaniidae. Specie diffusa in particolare in Cina la Ricania speculum vive anche in Giappone, Indonesia, Vietnam, Filippine e in Corea e le si trova soprattutto su piante da agrumi, palme da olio e meli. Questi insetti si nutrono della linfa di queste piante, prelevandola dalle foglie.

Non si tratta di una specie aggressiva verso l’uomo ma, qualora si diffondesse, potrebbe provocare seri danni ad alcune specie arboree.

Fonte: articolo pubblicato sul sito notizie.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

difendersi dagli insetti killer

Insetti killer: quali sono e come difendersi dalle punture

Sale la preoccupazione per gli insetti killer; gli insetti volanti provocano circa 10 morti all’anno solo in Italia e nelle ultime settimane le zanzare hanno provocato diverse vittime da Ferrara a Milano. I più colpiti anziani ed individui debilitati. Ma la Febbre del Nilo è solo una delle conseguenze delle punture di questi insetti killer, che possono provocare anche shock anafilattici.

Come proteggersi

Sono molte le precauzioni che si potrebbero prendere a contrastare l’azione di questi insetti killer. Prima una visita allergenica per verificare se qualche insetto volante potrebbe essere nocivo se non letale. Poi utilizzare i repellenti, che per un’azione efficiente andrebbero messi più volte nell’arco della giornata; consigliabile anche non tenere vicino alle finestre piante troppo profumate, con fiori che naturalmente fanno da richiamo. Aggiungere del rame nel sottovaso contrasta, nel caso specifico, lo sviluppo e la nascita delle zanzare. Infine il vestiario che, applicando le stesse precauzioni che si adottano in viaggio, è preferibile coprente come camicie a maniche lunghe.

Cosa fare in caso di punture di insetti killer

In caso di puntura è importante rimuovere entro 20 secondi il pungiglione con movimento secco e rapido, aiutandosi con unghie o pinzette. Applicare poi nella zona colpita qualcosa di freddo come ghiaccio o impacchi. Identificare l’insetto responsabile è molto utile e, nei casi di reazione gravi, rivolgersi al medico o al pronto soccorso. In caso di una reazione locale a una puntura di ape, vespa o calabrone oltre al ghiaccio e a eventuale analgesico, si può somministrare un antistaminico e applicare una pomata cortisonica. In caso di reazione allergica grave anafilattica è invece essenziale somministrare d’urgenza una dose di adrenalina per via intramuscolare nella coscia, iniezione da ripetere anche dopo 10 minuti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito termometropolitico.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

rischi salute per presenza insetti

Una mamma su 3 teme la presenza di insetti per i rischi alla salute dei figli

Settembre significa rientro a scuola e lo squillo della campanella porta con sé quella routine fatta di compiti, riunioni con gli insegnanti, corsi sportivi pomeridiani e impegni familiari. A complicare le cose ci sono vecchie e nuove preoccupazioni, ad esempio quelle legate all’igiene e alla presenza di infestanti nei luoghi abitualmente frequentati dai propri figli.
Questo uno dei temi indagati nel corso di una recente ricerca condotta da Doxa secondo la quale le mamme italiane sono non solo attente all’igiene degli ambienti, specie quelli dove i propri bambini passano molto tempo, ma anche preoccupate per le minacce al benessere dei più piccoli quando questo dipende da ‘presenze sgradite’.
L’indagine ha evidenziato i luoghi a rischio per la contrazione di malattie e infezioni secondo le mamme. In cima alla classifica, ci sono bagni e mezzi pubblici, considerati come gli ambienti più ad alto rischio – rispettivamente per l’88% e il 66% delle intervistate – seguiti dagli spogliatoi di palestre/piscine (65%) e dalla scuola/asilo per quasi la metà delle mamme (45%).
La salute rimane la preoccupazione centrale delle mamme, che non gradiscono la ‘permanenza’ di infestanti per diversi motivi. Primo tra tutti è infatti il timore per la trasmissione di malattie e infezioni (89%), in particolare quando si pensa a infestanti come ratti e topi; segue la paura di punture/morsi (87%), specie in presenza di insetti volanti.

Il terzo posto è occupato dal sentimento di disgusto suscitato dagli infestanti (86%) alla vista, soprattutto, di insetti striscianti come scarafaggi e blatte, mentre al quarto si conferma la consapevolezza che le infestazioni derivino da scarsa igiene con il 73%. Rispetto a quest’ultimo punto, ancora una volta ratti/topi e blatte e scarafaggi destano le maggiori preoccupazioni rispetto ad altre tipologie di infestanti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito quotidiano.net
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malattia west nile

West Nile, come difendersi dalla febbre tropicale e dalla zanzara

La malattia detta West Nile è trasmessa dalla zanzara comune (Culex pipiens), che punge e diffonde il virus più spesso nelle ore comprese tra il tramonto e l’alba, a differenza della zanzara tigre che attacca frontalmente di giorno. Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o settimana. Nei casi più gravi si rende necessario il ricovero in ospedale. Il Centro europeo di controllo delle malattie (Ecdc) ha registrato tra il 24 e il 30 agosto un record in Europa con 300 nuovi casi di contagio per Febbre del Nilo: l’Italia, con 144, è stato il Paese col maggior numero di infezioni.

Negli ultimi cinque anni il picco dei casi di West Nile si è registrato in agosto, con un importante numero di segnalazioni anche in settembre e qualche caso anche in ottobre e all’inizio di novembre. Per West Nile manca ancora un vaccino e siamo privi di farmaci efficaci. Le misure che possono essere impiegate si limitano ai presidi di protezione degli ambienti domestici (zanzariere, insetticidi) e individuali (repellenti per insetti).

In questa situazione i vertici della Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali),  ritengono indispensabile l’applicazione rigorosa dei piani di intervento e delle linee guida del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità e la loro ulteriore integrazione in un piano nazionale di lotta ai vettori che tenga conto delle recenti esperienze, che disponga delle risorse necessarie e la cui realizzazione coordinata non lasci spazio a mancanze che localmente possano compromettere il risultato generale.

Fonte: articolo pubblicato sul sito quotidiano.net
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infestazione cimici del letto

Cimici da letto: dove si annidano, punture e rimedi

Tra le presenze fastidiose all’interno della casa, le ì rappresentano forse l’ospite maggiormente sgradito. Poiché questo insetto si nutre di sangue umano, l’infestazione può determinare problematiche come punture ripetute, prurito e arrossamenti, nonché vere e proprie reazione allergiche nei soggetti ipersensibili.
L’infestazione da cimici da letto non dovrebbe essere mai sottovalutata e, per questa ragione, è sempre consigliato affidarsi a professionisti nella disinfestazione, affinché ci si possa liberare della problematica per un lungo periodo di tempo. Ancora, anche il parere del medico è essenziale, per il trattamento dei morsi e il monitoraggio delle eventuali reazioni allergiche.

La Cimex lectularius, detta anche cimice dei letti o dei materassi, è un insetto appartenente alla famiglia delle Cimicidae. Si tratta di una specie ematofoga, ovvero solita a nutrirsi di sangue, ed è un parassita obbligato dell’uomo: il genere umano, in altre parole, rappresenta la specie di preferenza della cimice per nutrirsi. Può però colpire anche altri animali a sangue caldo, a volte anche quelli domestici, soprattutto quando non può accedere agli umani. Comuni fino all’inizio del 1900, dagli anni ’40 parevano scomparse, forse per l’introduzione in commercio di potenti insetticidi. Dagli anni ’90, tuttavia, hanno fatto il loro ritorno nelle case.

Molto abili nel nascondersi, questi insetti vengono portati inconsapevolmente all’interno delle abitazioni dalle stesse persone, ad esempio poiché aggrappate agli abiti o alle scarpe. Una volta varcata la soglia, si moltiplicano molto velocemente colonizzando tutti gli spazi, preferendo divani, letti, cuscini, moquette, tende, tessili di vario tipo. Possono anche nascondersi nei battiscopa, all’interno delle prese elettriche o nelle crepe nel muro.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenstyle.it – qui è possibile leggere l’articolo originale

allarme infezioni da zecche e zanzare

Zecche e zanzare, c’è un nuovo allarme degli epidemiologi

Le infezioni provocate da zecche e da punture di zanzara sono in aumento nell’estate 2018 e la Simit, società italiana malattie infettive e tropicali, ritiene indispensabile l’applicazione rigorosa delle linee guida del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nel bellunese – sottolinea Massimo Galli, presidente della Simit – i casi di infezioni da virus dell’encefalite da zecche riportati a luglio avevano superato il numero delle diagnosi degli anni precedenti, tanto da indurre la Regione Veneto a rendere gratuita la vaccinazione.

È probabile – afferma la SIMIT – che le condizioni climatiche delle ultime stagioni abbiano favorito localmente un aumento delle attività dei vettori, zanzare e zecche, che ha avuto come conseguenza un significativo incremento delle malattie da essi trasmesse. Al di là, però, delle condizioni climatiche di un singolo ciclo stagionale, questi fenomeni sembrano inquadrarsi in un contesto assai più vasto e complesso.
Malattie trasmesse da insetti ematofagi si stanno estendendo in gran parte del mondo in aree mai precedentemente toccate. È quanto è già accaduto per tre virus africani come West Nile, Zika e Chikungunya.
Secondo il parere di chi analizza scientificamente il fenomeno, ci troviamo di fronte ad una situazione in cui fattori legati alla globalizzazione si sono associati a variazioni climatiche favorenti l’estensione dell’areale di distribuzione dei vettori.

Fonte: articolo pubblicato sul sito agi.it
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