storia della derattizzazione

Derattizzazione, storia e definizione

In Europa, la decimazione programmata delle colonie urbane di ratti/topi ha una tradizione pluri-secolare, dettata dalla necessità di circoscrivere il rischio di diffusione di pericolose epidemie, come la Peste bubbonica o il Tifo murino. Conseguentemente, figure professionali specializzate, gli acchiapparatti (lingua inglese rat-catchers), divennero consuete nelle città europee. È abbastanza lecito supporre che questi derattizzatori professionisti si diffusero capillarmente nel Vecchio Mondo al tempo della Peste nera (1347-1353). Tra i testi trecenteschi pervenutici, si trova, a titolo di esempio, esplicita menzione della figura dell’acchiapparatti nel Piers Plowman dell’inglese William Langland. Uno di questi professionisti, il britannico Jack Black, “Acchiapparatti di Sua Maestà”, passò ai posteri per tramite di un’intervista fattagli dal giornalista vittoriano Henry Mayhew poi pubblicata nel di lui libro London Labour and the London Poor.

Le più arcaiche tipologie di derattizzazione prevedevano il ricorso a predatori addomesticati specializzati nella caccia ai ratti, fondamentalmente il cane o il furetto, o il ricorso a trappole. Tra le razze canine appositamente selezionate per l’eradicazione delle murinae spiccano i Terrier, tipici della Gran Bretagna, impiegati anche nella cruenta disciplina del rat-baiting. La caccia al ratto tramite furetto si svolgeva in modalità affatto differente rispetto alla caccia al coniglio: il mustelide inseguiva il roditore nella tana e lo metteva in fuga, spingendolo verso l’uscita ove lo attendeva l’acchiapparatti con la gabbia. Altro predatore impiegato per la caccia ai ratti era la mangusta.
In tempi recenti (dalla metà del XX secolo) si prediligono invece tecniche più moderne (trappole tecnologicamente avanzate e/o esche avvelenate con solfuro di zinco, solfato di tallio, ecc.) ed un approccio più olistico: la riduzione della spazzatura e la lotta biologica. La derattizzazione in ambienti chiusi viene solitamente effettuata tramite ricorso a gas venefici (es acido cianidrico o bromuro di metile), seppur esistano ormai anche misure high-tech come i derattizzatori ad ultrasuoni. Complice l’odierna attenzione per i diritti degli animali, la Normativa nazionale disciplina rigidamente il ricorso al veleno nella derattizzazione.

Fonte: wikipedia.org – qui è possibile leggere il testo originale

allarme zanzara tigre

Allarme zanzara tigre, scatta il piano prevenzione

Il piano prevenzione dell’Usl Umbria 1

Arginare il fenomeno primaverile-estivo della presenza e del diffondersi delle zanzare. In particolare della più temibile zanzara tigre. Il Piano è stato elaborato dall’AUSL Umbria 1 e prevede una serie di iniziative rivolte direttamente cittadini, soggetti pubblici, amministratori di condominio, società e associazioni che dovranno adottare tra il primo del mese di aprile ed il 31 ottobre 2018.

Quali sono le regole da rispettare

A tutti i cittadini, soggetti pubblici, amministratori condominiali, società che gestiscono le aree di centri commerciali, artigianali, industriali di:
1- non abbandonare negli spazi pubblici e privati, compresi terrazzi e balconi, contenitori di qualsiasi natura e dimensione (barattoli, secchi, bidoni, vasche) nei quali possa raccogliersi acqua piovana;
2- eliminare negli orti, nei giardini, nei cantieri, qualsiasi prolungata raccolta di acqua in contenitori non abbandonati ma sotto il controllo di chi ne ha proprietà o l’uso effettivo (annaffiatoi, secchi, sottovasi, ecc.);
3- prosciugare completamente le piscine non in esercizio e le fontane; in alternativa eseguirvi adeguati trattamenti larvicidi oppure immettervi pesci larvivori; qualora le piscine vengano ricoperte con teli è necessario svuotare settimanalmente l’acqua accumulatasi;
4- trattare l’acqua presente in tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque, ricorrendo a prodotti contro le larve di zanzara. La periodicità dei trattamenti deve essere congruente alla tipologia del prodotto usato. Il trattamento contro le larve di zanzara può essere eseguito direttamente da parte degli stessi proprietari o utilizzatori, a tal proposito dovrà essere conservata la documentazione attestante l’avvenuto trattamento o il documento di acquisto dei prodotti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito perugiatoday.it.
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artropodi

Definizione e caratteristiche degli artropodi

Gli artropodi sono un gruppo di animali invertebrati che comprende circa i 5/6 delle specie finora classificate. Ne fanno parte insetti, zecche, ragni, acari. La maggior parte degli artropodi vive tranquillamente a vita libera cibandosi di succhi vegetali e piante o predando altri piccoli animali. Essi costituiscono a loro volta la dieta di una miriade di rettili, anfibi, volatili e mammiferi e non è da sottovalutare il loro ruolo come fonte proteica anche per l’uomo.

Una parte di essi ha sviluppato la capacità di vivere a spese di un altro animale in modo obbligato, diventando parassita a tutti gli effetti (per esempio, acari della rogna e pidocchi), oppure in modo temporaneo, cioè sfruttando l’ospite solo per una parte del loro ciclo biologico, come le zanzare e le zecche. Questi sono gli artropodi che hanno un’importanza sanitaria in quanto:

> sono dei parassiti che causano malattie negli animali e nell’uomo;
> sono dei vettori, ovvero possono trasmettere patogeni (virus, batteri, protozoi) da un animale all’altro o all’uomo (zoonosi);
> più raramente, possono essere velenosi (api, vespe, ragni) o causare forme allergiche da contatto/inalazione (acari della polvere) o da ingestione (parassiti delle derrate alimentari).

Fonte: articolo pubblicato sul sito izsvenezie.it – qui è possibile leggere l’articolo originale