ptinidi

Ptinidi, insetti simili ai ragni

Gli Ptinidi, infestanti della famiglia dei coleotteri

Non molto diffusi, questi coleotteri presentano abitudini di vita per certi versi simili a quelle dei tarli e possono assumere importanza sopratutto nelle abitazioni private, vecchi alberghi, magazzini alimentari, mulini, musei. Sono onnivori, nutrendosi di detriti alimentari di vario tipo (cereali, farina e semole, pasta, biscotti, cacao, camomilla, pepe, etc)
non disdegnando carta, fieno, materiale in decomposizione di origine animale e vegetale.
Si tratta di un infestante che tollera molto bene le basse temperature e può rimanere digiuno anche per molto tempo.
Frequentano luoghi scarsamente illuminati e la femmina depone dalle 50 alle 100 uova incollandole sui substrati di cui si alimentano.

Infestanti secondari ma non meno pericolosi

Seppur considerati come infestanti secondari, questi insetti vanno gestiti alla stessa stregua degli altri parassiti delle derrate alimentari. I danni provocati a seguito dell’attività trofica degli adulti e delle larve sono da considerarsi significativi per il deterioramento delle sostanze infestate sia per il deprezzamento del loro valore commerciale.
Gli ptinidi sono difficili da individuare in un ambiente poiché evitano la luce, nascondendosi all’interno di profonde fessure e cavità.
Il controllo di questi insetti comincia con la pulizia e rimozione di tutti i substrati alimentari che hanno determinato l’infestazione, comprese le vecchie esche rodenticide dimenticate in qualche angolo o soffitta. Occorrerò un approccio estensivo in presenza di magazzini di stoccaggio di prodotti alimentari e nelle vecchie abitazioni ricche di suppellettili e materiale ligneo.

Fonte: articolo pubblicato sul periodico T&C Tecniche e Curiosità a cura di Colkim srl, redatto da Roberto Vatore, Responsabile Tecnico Colkim per la regione Campania.

tingide del platano

Tingide del platano

La tingide del platano

E’ un insetto emittero della famiglia tingidae, riconoscibile per la presenza di un protorace dotato di due espansioni fogliacee reniformi bianche e di un cappuccio sul capo che le conferiscono un curioso aspetto. E’ una specie di origini americane he ha fatto il suo ingresso a metà degli anni ’60 e che vive principalmente sui platani, il Platano occidentale e quello Comune, non disdegnando altre specie di latifoglie quali Gelso da carta, Noce nero e Frassino.

Conosciamolo più da vicino

Il Tingide compie fino a tre generazioni all’anno. Gli adulti trascorrono l’inverno al riparo della corteccia dei fusti e dei grossi rami degli alberi oppure delle fessure degli infissi e tapparelle delle abitazioni circostanti.
La presenza dell’emittero per i platani rappresenta un vero e proprio flagello. Le punture di nutrizione degli adulti e delle forme giovanili provocano la comparsa di punteggiature clorotiche in prossimità delle nervature delle foglie che poi si estendono con il tempo fino ad interessare l’intero lembo, causando ingiallimento della foglia e successivo disseccamento.
In ambienti urbani, lungo i viali o nei parchi, elevate infestazioni di questo parassita creano non pochi disagi alle persone a causa della loro introduzione all’interno delle abitazioni, sopratutto nei mesi di settembre e ottobre, quando sono alla ricerca di siti di svernamento.

Interventi del disinfestatore

Un intervento da effettuarsi sulla vegetazione, preferibilmente di individui ancora giovani può essere realizzato in primavera contro le neanidi della prima generazione mediante l’utilizzo di prodotti insetticidi caratterizzati da ridotta tossicità, quali quelli a base di deltametrina, piretrine naturali. In alcuni contesti si sono ottenuti buoni risultati con la tecnica della lotta endoterapica che prevede iniezioni controllate al tronco delle piante di apposite formulazioni a base di imidacloprid o abamectina.

Fonte: articolo pubblicato sul periodico T&C Tecniche e Curiosità a cura di Colkim srl, redatto da Roberto Vatore, Responsabile Tecnico Colkim per la regione Campania.

uni en 16636

Un approfondimento sulla UNI EN 16636

Lo scenario

Il quadro in cui nasce la nuova UNI EN 16636 è plasmato sui servizi di controllo degli organismi infestanti o Pest Control, al fine di consentire un controllo e una verifica dei danni che essi possono causare all’ambiente, agli animali, alle persone e in particolare alle derrate alimentari.
La norma è applicabile da parte delle imprese che erogano il servizio di Pest Control ed è la stessa norma che esclude le aree della protezione delle colture e la pulizia e disinfestazione ordinaria associata a regolari contratti di servizi per la pulizia, facendo chiarezza circa gli ambiti di applicazione della stessa.

Indicazioni precise della normativa

A poco più di 2 anni di vita il testo della norma è stato preso come riferimento da parecchi clienti finali, sopratutto aziende agroalimentari, che utilizzano la norma per controllare il lavoro delle ditte di servizi. Sono sopratutto gli stessi PCO che, anche se non certificati per questo standard, nella norma trovano preziose indicazioni su come svolgere il loro lavoro.
Un po’ quello che è successo anni fa con i regolamenti BRC e IFS che sono stati presi come riferimento dai controllori ufficiali e dalla GDO italiana per definire capitolati d’appalto.

Punti di forza della normativa

Il primo punto di forza è quello di essere riconosciuta come veramente professionale in tutta Europa, unificando ulteriormente l’industria europea di gestione e controllo dele infestazioni. I PCO italiani che in alcuni casi soffrono il confronto con i colleghi europei,
potrebbero trarre da questo spunto solo dei vantaggi, con l’apertura di scambi commerciali transnazionali, rassicurando i clienti finali che le operazioni vengono svolte seguendo norme scritte chiare, in modo sicuro ed entro regolamenti Europei e nazionali.
Un altro punto di forza della normativa è quello che assicura il cliente finale che gli operatori hanno le competenze per offrire un servizio garantendo e rispettando livelli minimi e convalidati di conoscenza teorica e abilità pratica.

Fonte: articolo pubblicato sul periodico T&C Tecniche e Curiosità a cura di Colkim srl, redatto da Claudio Moresi, Responsabile Tecnico Commerciale Colkim per le regioni Puglia e Basilicata e per le province di Cosenza e Crotone.

infestanti alimentari

Infestanti aziende alimentari

Alcuni infestanti alimentari specifici

Il tarlo del pane (Stegobium paniceum) e il tarlo del tabacco (Lasioderma serricorne) sono due piccoli coleotteri molto simili, le cui dimensioni, da adulti, variano tra 2-4 mm, dipendenti dalla temperatura, umidità e qualità del cibo durante lo sviluppo larvale.
Molte derrate secche sono infestate da questi parassiti: prodotti che derivano dalla filiera dei cereali (semi, farina pasta, biscotti, etc.), cibo per animali, spezie ed erbe di interesse erboristico, frutta secca, etc.

Conosciamo meglio questi infestanti

Il Lasioderma è un parassita del tabacco mentre lo stegobio sembra avere una preferenza per i prodotti “medicinali” e non esita ad attaccare anche legni morbidi e rilegature di libri.
Ottimi volatori, sono attirati dalla luce ultravioletta degli elettroinsetticidi dove vengono catturati in gran numero. In particolare il Lasioderma comincia a volare ad una temperatura di 20°C.

Interventi del disinfestatore

Un’azienda giapponese ha sponsorizzato qualche tempo fa un prodotto contenente “un feromone mimico” da inserire in un’apposita trappola e recentemente un importante gruppo inglese nel settore del Pest Control ha deciso di testare questo attrattivo sul campo per attirare gli adulti di questa specie, utilizzando un altro modello di trappola.
Le trappole – a coppie di 10/15 per sito – una contenente l’attrattivo e l’altra senza (testimone) – sono state posizionate in una panetteria industriale, un’azienda che produce cibo per animali, un locale dove è conservato un importante erbario.
Dopo 4-6 settimane sono state controllate ed analizzate le catture, i cui risultati sono stati molto interessanti, con circa 300 individui intrappolati nei cartoncini collanti innescati.

Fonte: articolo pubblicato sul periodico T&C Tecniche e Curiosità a cura di Colkim srl, redatto da Maurizio, Responsabile Entomologico Colkim.