Pediculus Humanus o pidocchio

Biologia e ruolo patogeno Pediculus Humanus o Pidocchio

Pediculus Humanus o Pidocchio – caratteristiche

Si tratta di ectoparassiti permanenti privi di ali; presentano un corpo appiattito dorso-ventralmente provvisto di tre paia di arti, ciascuno dei quali termina con un tarso dotato di un uncino ricurvo che, opponendosi ad un prolungamento digitiforme della tibia, forma una robusta pinza che permette ai pidocchi di attaccarsi tenacemente ai peli dell’ospite.
Il genere Pediculus rappresenta i pidocchi parassiti dell’uomo, dividendosi in due popolazioni: Pediculus humanus var. capitis (pidocchio della testa) e Pediculus humanus var. corporis (pidocchio del corpo).
La prima popolazione vive prevalentemente a carico della regione del capo, dove depone le uova, mentre la seconda vive e depone le proprie uova sui vestiti, da dove si trasferisce alla pelle per nutrisi.

Ruolo patogeno

Oggi le infestazioni sono frequenti sia nei Paesi economicamente sviluppati che in quelli in via di sviluppo e non c’è una correlazione stretta tra l’igiene personale, lo stato di pulizia degli ambienti casalinghi e la diffusione dei parassiti.
I pidocchi, al di fuori del corpo umano, non possono vivere a lungo; i più colpiti dalla pediculosi sono i bambini in età prescolare e scolare (3-11 anni) e le loro famiglie, perchè hanno più occasioni per contatti stretti.
I pidocchi inducono con la loro puntura una flogosi cutanea, l’intensità del prurito è caratterizzata da una forte componente soggettiva e, a parità di infestazione, alcune persone lo sentono come intenso e insopportabile mentre altre quasi non lo avvertono.
Nel caso della pediculosi del corpo, per esposizioni croniche assai prolungate, il soggetto infestato può manifestare la cosidetta malattia del vagabondo, caratterizzata da lichenificazione della cute; ulteriori sintomi possono essere linfoadenopatia, edema, ipertermia, dolori articolari e rigidità muscolare.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia