calabroni killer

Il temibile calabrone killer è arrivato anche in Umbria?

Negli ultimi anni aumentate in maniera esponenziale in Umbria le disinfestazioni

Per la sua ferocia e determinazione negli attacchi all’uomo, questa specie di calabrone, proveniente dalla Cina, si è guadagnata l’appellativo di killer; a seguito della segnalazione di un cittadino risiedente nel paese di Montelaguardia della presenza di calabroni più grandi delle comuni specie è scattato l’allarme, con segnalazione ai Vigili del Fuoco e alle altre Autorità competenti. A fronte di numerose rilevazioni effettuate, la presenza di questa pericolosa specie non è stata ancora registrata nel nostro territorio, anche in virtù del fatto che le operazioni di disinfestazione sono aumentate in maniera esponenziale nel corso dell’ultimo decennio.

Interventi da parte dei pompieri tutto l’anno, in particolare per quanto riguarda il 2016, nei mesi di maggio e giugno, ma anche nei periodi in cui le persone iniziano ad accendere i camini dopo l’estate, perchè è lì che i favi di questi insetti si insinuano creando non pochi problemi ai padroni di casa.
Particolari precauzioni devono essere adottate sopratutto da parte di quei soggetti allergici al veleno di questi insetti.

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rimuovere le zecche dall'uomo

Come rimuovere le zecche nell’uomo

Puntale, con il ritorno dell’estate riesplode l’ allarme zecche, a causa della meningite provocata dal morso di questo insetto che sta causando vittime.
Come si rimuove questo parassita dall’uomo? Sulla base delle indicazioni fornite dall’Istituto Nazionale di Sanità, il parassita deve essere rimosso tramite delle specifiche pinzette disponibili in commercio, che consentono la rimozione mediante un delicato movimento rotatorio. Occorre evitare assolutamente di schiacciare il corpo della zecca, onde evitare il rigurgio che faciliterebbe la trasmissione di agenti patogeni; rigurgito che verrebbe causato anche qualora si usassero sostanze quali alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca od oggetti arroventati. L’operazione di rimozione va effettuata proteggendo le mani con dei guanti e la zona infestata deve essere disinfettata prima e dopo la rimozione, avendo cura di evitare disinfettanti quali la tintura di iodio che colorano la pelle.

La zecca, una volta rimossa, deve essere distrutta tramite bruciatura, subito dopo va effettuata la profilassi antitetanica; nei primi 30-40 giorni successivi va osservata l’eventuale comparsa di segni di infezione, avvisare subito il proprio medico qualora si notino aloni rossastri laddove era presente il parassita, così come si ravvisino sintomi quali febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

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Cimice dei letti

Conosciamo le cimici dei letti, incubo dei viaggiatori

Questi animaletti di colore marrone-rossastro sono lunghe 7/8 mm ed hanno il corpo schiacciato , si muovono solo di notte, quando è buio. Escono dalle loro tane, fatte all’interno del materasso o nei buchi dei muri e saltano addosso alla vittima prescelta, cercando una vena superficiale per succhiargli il sangue.
Diversamente da altri insetti non sono vettori di trasmissione di malattie pericolose per l’uomo, le loro punture si riconoscono perché sono delle bolle arrossate con un puntino più scuro al centro, e sono molto fastidiose perchè pruriginose, vanno via da sole dopo pochi giorni.
Non solo soltanto i viaggiatori le vittime di questo parassita, ma anche i pellegrini. L’Ufficio per il Turismo avverte i pellegrini della presenza di queste pulci da letto presenti sul cammino , non solo negli ostelli, ma anche negli alberghi a più stelle.
Alcune semplici regole da osservare per cercare di attenuare se non azzerare il rischio di essere punti fanno riferimento al controllo del letto e del materasso prima di stendersi, tenere gli indumenti chiusi in sacchetti e, al ritorno a casa, lavare gli indumenti con acqua calda, eliminando così le pulci e le uova deposte e, ovviamente, controllare bene zaini e valigie.

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