lepidottero del pino

Biologia e ruolo patogeno Thaumetopoea Pityocampa – lepidottero del pino

Thaumetopoea Pityocampa – lepidottero del pino – caratteristiche

Allo stadio larvale presenta setole urticanti, molto leggere e facilmente trasportabili dal vento, pericolose sia per l’uomo che per gli animali a sangue caldo. La larva presenta una colorazione nera nella parte superiore del corpo e grigia in quello inferiore.
Le dimensioni della larva a maturità possono raggiungere i 4 cm; l’adulto presenta ali grigie superiormente, attraversate da tre striature verticali più marcate nei maschi: le ali inferiori sono di color bianco sporco, caratterizzate da una macchia nera sul margine posteriore. L’apertura alare è di circa 5 cm.

Ruolo patogeno

Oltre a desfogliare piante intere, costituisce un vero e proprio pericolo per l’uomo e gli altri animali. I peli urticanti dell’insetto allo stato larvale, infatti, sono velenosi e, in alcuni rari casi possono provocare reazioni di ipersensibilità.
Il secreto contenuto all’interno dei peli cavi urticanti risulta composto da istamina, proteasi, serotonina e proteine allergeniche.
Le manifestazioni cliniche dovute al contatto con questi insetti possono prolungarsi per giorni, a volte anche per settimane, dando luogo, nei soggetti più sensibili, anche a shock anafilattico (orticaria, sudorazione, difficoltà respiratorie, ipotensione e perdita di coscienza). Le lesioni si verificano sopratutto da maggio a luglio, quando i bruchi sono attivi ed escono dai nidi; non bisogna però dimenticare che durante il resto dell’anno, anche in assenza di larve, il nido contiene comunque le esuvie larvali, ricoperte di setole, che conservano le caratteristiche urticanti.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia