Tetramorium Caespitum

Biologia e ruolo patogeno Tetramorium Caespitum

Tetramorium Caespitum – caratteristiche

E’ una formica di colore marrone scuro delle dimensioni di circa 2-2,5 mm; presenta il capo ed il torace profondamente sculturato da solchi cuticolari profondi.
La diffusione non riguarda soltanto l’Europa ma anche l’Asia e gli Stati Uniti. E’ onnivora e ha abitudini notturne, preferisce costruire il nido in terreni soleggiati poiché ama il caldo e l’umidità. E’ frequente nei boschi e nei prati ma può annidarsi anche nelle fessurazioni di marciapiedi e piazzali, avventurandosi anche all’interno di ambienti chiusi alla ricerca di cibo.

Ruolo patogeno

Viene considerata una formica particolarmente aggressiva e mordace sebbene il suo corto aculeo limita i danni che questa specie può arrecare alla cute dell’uomo.
Le sue punture possono determinare eritema e prurito, specialmente se l’aculeo non è riuscito a penetrare completamente a causa delle sue ridotte dimensioni ed il veleno è rimasto nello strato epidermico superficiale.
Se riesce a penetrare più profondamente, possono aversi lesioni a tipo strofulo.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia

mutillidae

Biologia e ruolo patogeno Mutillidae

Mutillidae – caratteristiche

Sono una famiglia di Imenotteri che conta nel mondo circa tremila specie; sono insetti pelosi e vistosamente colorati, con maschi alati e femmine caratterizzate da un lungo pungiglione, con il quale infliggono all’uomo dolorose punture.
Le loro dimensioni variano da 3 mm a 1,8 cm e presentano un esoscheletro durissimo, tanto che gli entomologi faticano a spillarle e a perforarne il tegumento, nonostante l’utilizzo degli spilli in acciaio.
Sono in grado di vivere in ambienti desertici o semidesertici grazie alla loro capacità di trattenere i liquidi ed ampiamente diffusi in meridione, specialmente in Sicilia.

Ruolo patogeno

I Mutillidi pungono l’uomo solo in seguito a contatto accidentale; se vengono presi con le dita emettono subito un caratteristico stridio ed incurvano l’addome, estroflettendolo più volte il lungo aculeo nel tentativo di pungere.
La puntura è molto dolorosa e ricorda, per immediatezza e rapidità, la sensazione di un ago bollente che penetra nella cute, producendo un fortissimo bruciore. Nella sede di puntura insorge eritema ed edema con vescicola centrale; la lesione è molto dolorosa.
Per alcune specie di Mutillidi sono stati segnalati anche casi di shock anafilattico conseguenti alla puntura.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia

pulce dei volatili

Biologia e ruolo patogeno pulce dei volatili

Ceratophyllus Columbae, pulce dei volatili – caratteristiche

E’ la tipica pulce dei volatili, frequente nei polli ma anche nei piccioni e nei passeriformi; il suo interesse dermatologico si correla alle punture che questa specie è in grado di infliggere all’uomo. Raramente infesta le abitazioni ma è frequente nei nidi dei piccioni, il problema sorge nel momento in cui questi animali vengono accuditi.

Ruolo patogeno

Questa pulce si adatta facilmente a nuovi ospiti e può colonizzare anche i loro nidi, restando a lungo quiescente. Quando i suoi ospiti elettivi non ci sono punge anche l’uomo.
Talvolta viene trasportata involontariamente all’interno delle abitazioni, nascondendosi per giorni in fessure ed anfratti in attesa dell’ospite. La puntura di questo insetto si percepisce immediatamente ed il prurito che ne consegue è talvolta molto forte.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia

Reduvius Personatus

Biologia e ruolo patogeno Reduvius Personatus

Reduvius Personatus – caratteristiche

E’ un insetto predatore di origine paleartica, un artropode dalle abitudini notturne ben noto agli entomologi per il caratteristico aspetto mimetico dei suoi stadi preimmaginali, che mascherano il proprio corpo, ricoprendolo di polvere e detriti.
E’ un insetto noto anche ai parassitologi e ai medici per la capacità di attaccare l’uomo ed gli animali, infliggendo dolorose punture. Si tratta di una cimice predatrice, diffusa in natura sotto le cortecce di vecchi tronchi o in abitazioni di campagna umide e decadenti; aggredisce altri insetti sia allo stadio ninfale sia allo stadio di adulto.

Ruolo patogeno

Questo infestante può pungere l’uomo all’interno della propria abitazione e causare lesioni eritemato-papulo-nodulari isolate, spesso centrate da vescicola; quando le punture sono multiple e ravvicinate, l’area coinvolta diventa tumefatta, dolente, a volte con sudorazione diffusa e lieve ipetermia.
Una volta penetrata nell’abitazione si nasconde in strette fessure, frequentemente tra il muro e il legno, per esempio negli infissi delle porte o dietro i battiscopa.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia

coleotteri dermestidi

Biologia e ruolo patogeno Coleotteri Dermestidi

Coleotteri Dermestidi – caratteristiche

Sono insetti molto frequenti all’interno delle abitazioni in quanto alcuni di loro sono parassiti infestanti di vestiti e biancheria e le cui larve si rilevano frequentemente all’interno di cassetti e armadi.
Sono insetti polifagi, alcuni di loro attaccano preferibilmente tutto ciò che è di origine animale come lana, seta, pellicce, piume, altre specie sono specializzate in prodotti di origine vegetale come le granaglie.
Gli adulti sono completamente innocui ma importanti sotto il profilo epidemiologico, in quanto a loro si deve la diffusione dell’infestazione e la colonizzazione di nuovi substrati.

Ruolo patogeno

E’ bene distinguere sotto il profilo dermatologico i due gruppi di dermestidi: a) Attagenus, Anthrenus e Thylodrias che si nutrono di materiale di origine animale, come lana, seta, pellicce, animali imbalsamati, tappeti, piume, etc.: b) Trogoderma, che si nutre a spese del grano, di paste alimentari, arachidi, semi, farina di pesce, latte in polvere, alimenti per animali in genere.
Le prime sono responsabili di dermatiti eritematose pruriginose, dovute all’adesione dei peli sulla cute, i secondi possono determinare delle vere e proprie lesioni eritemato-papulose da infissione, talvolta pruriginose ma spesso prive di prurito.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia

cimice fitofaga

Biologia e ruolo patogeno Metopoplax Dimotoides – cimice fitofaga

Metopoplax Dimotoides – cimice fitofaga – caratteristiche

L’infestante è un parassita delle piante di camomilla; il suo interesse dermatologico si correla all’invasione delle abitazioni da parte dell’insetto, sopratutto nel periodo di raccolta dei fiori di questa pianta. Il parassita punge con il proprio apparato boccale la parte basale dei capolini dei fiori di camomilla, su questa pianta compie la propria evoluzione da neanide ad adulto.

Ruolo patogeno

Nel momento in cui questi emitteri raggiungono la fase alata, possono allontanarsi dalle colture di camomilla e raggiungere le abitazioni, dove finiscono per attaccare l’uomo.
Privati del cibo, tentano di nutrirsi dell’uomo, da cui sono fortemente attratti, provocando lesioni dovute alla soluzione di continuo prodotta dai loro stiletti mandibolari e mascellari. La guarigione dalle manifestazioni cutanee prodotte da questi infestanti è molto lenta.
L’invasione dei centri abitati dura circa due mesi (prevalentemente maggio-giugno fino alla metà di luglio), dopodiché l’infestazione si riduce ed è più semplice tenere a bada gli sporadici esemplari, che ancora possono penetrare nelle abitazioni.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia

lepidottero del pino

Biologia e ruolo patogeno Thaumetopoea Pityocampa – lepidottero del pino

Thaumetopoea Pityocampa – lepidottero del pino – caratteristiche

Allo stadio larvale presenta setole urticanti, molto leggere e facilmente trasportabili dal vento, pericolose sia per l’uomo che per gli animali a sangue caldo. La larva presenta una colorazione nera nella parte superiore del corpo e grigia in quello inferiore.
Le dimensioni della larva a maturità possono raggiungere i 4 cm; l’adulto presenta ali grigie superiormente, attraversate da tre striature verticali più marcate nei maschi: le ali inferiori sono di color bianco sporco, caratterizzate da una macchia nera sul margine posteriore. L’apertura alare è di circa 5 cm.

Ruolo patogeno

Oltre a desfogliare piante intere, costituisce un vero e proprio pericolo per l’uomo e gli altri animali. I peli urticanti dell’insetto allo stato larvale, infatti, sono velenosi e, in alcuni rari casi possono provocare reazioni di ipersensibilità.
Il secreto contenuto all’interno dei peli cavi urticanti risulta composto da istamina, proteasi, serotonina e proteine allergeniche.
Le manifestazioni cliniche dovute al contatto con questi insetti possono prolungarsi per giorni, a volte anche per settimane, dando luogo, nei soggetti più sensibili, anche a shock anafilattico (orticaria, sudorazione, difficoltà respiratorie, ipotensione e perdita di coscienza). Le lesioni si verificano sopratutto da maggio a luglio, quando i bruchi sono attivi ed escono dai nidi; non bisogna però dimenticare che durante il resto dell’anno, anche in assenza di larve, il nido contiene comunque le esuvie larvali, ricoperte di setole, che conservano le caratteristiche urticanti.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia

biologia tafano

Biologia e ruolo patogeno Haematopota Pluvilais – tafano

Haematopota Pluvialis – tafano – caratteristiche

Sono Ditteri caratterizzati da una grossa testa quasi interamente coperta da occhi composti, spesso con colori estremamente brillanti; sono insetti a distribuzione cosmopolita, fatta eccezione per le aree desertiche.
La presenza di questi ditteri è strettamente legata alle aree con abbondante vegetazione, presenza di acqua e di mandrie di mammiferi. I maschi si nutrono di polline, linfa e nettare; solo le femmine, dotato di un robusto apparato boccale di tipo tagliente e succhiante, sono ematofaghe.
Dopo il pasto di sangue, le femmine producono alcune centinaia di uova, che vengono appiccicate sulle foglie o sulle rocce vicino all’acqua. Le larve neoschiuse, sono estremamente voraci e carnivore, vivono nel fango e nel terreno bagnato, dove si nutrono di vermi, crostacei e larve di altri insetti.

Ruolo patogeno

I Tabanidi attaccano prevalentemente il bestiame ma alcune specie possono attaccare l’uomo in ambienti forestali e rurali, sopratutto in prossimità di mandrie al pascolo o allevamenti zootecnici. Il loro morso è molto doloroso in quanto essi tagliano letteralmente la cute per poi suggerne il sangue attraverso i labelli; le reazioni cutanee che ne conseguono hanno intensità variabile, a seconda della sensibilità individuale alle sostanze contenute nella saliva dell’insetto.
Per la ricerca dell’ospite, i tafani sono attratti da stimoli sia olfattivi (emissione di anidride carbonica) che visivi (quando l’animale è in movimento). Il pasto di sangue avviene, in genere, sulle parti del corpo più esposte; una femmina può sottrarre da 0,2 a 2 ml di sangue al giorno.

Fonte: Artropodi di interesse dermatologico in ambiente confinato – pubblicazione Prof. Mario Principato – Resp. Scientifico del Centro di Ricerca Urania di Perugia