Zanzara anofele e malaria

zanzara anofele e malaria

Lotta integrata alla zanzara anofele

La malaria sul finire dell’800 minacciava numerose parti del nostro paese, i casi erano molto frequenti lungo tutta la costa e i corsi dei principali fiumi. Il problema era grave sopratutto nelle regioni paludose, alla foce del Po, in Maremma, nel Lazio e nella Sardegna occidentale, dove non era possibile sfuggire al morbo.
La malaria è causata da diverse forme di plasmodi che compiono alcune fasi del loro ciclo nel corpo delle zanzare e nei tessuti dell’uomo, passando dall’uno all’altro attraverso le punture.
Il primo esperimento condotto per dimostrare la responsabilità delle zanzare fu la miglioria delle strutture nelle quali vivevano i braccianti nelle zone di Ostia e Paestum.
Sapendo che la zanzara è attiva e punge durante le ore del crepuscolo e serali, venne chiesto ai braccianti di ritirarsi in abitazioni ben protette da apposite zanzariere, con eccellenti risultati.

I primi rimedi contro la malaria

Ora che se ne conoscevano le cause, i medici si fecero carico di una vasta campagna di diagnosi della malattia, in questa fase si iniziò ad utilizzare il chinino e contemporaneamente intere regioni furono bonificate, togliendo così l’habitat all’infestante.
L’inizio della disinfestazione attiva viene fatto risalire al 1939, quando in Sardegna iniziò un massiccio piano di distribuzione di DDT. I risultati furono quelli sperati, non solo in Italia ma in tutta Europa e nel Nord America la malaria fu sradicata nel giro di circa due decenni.

Utilizzo del DDT e sue controindicazioni

Il DDT ha parecchie controindicazioni, vedi il suo elevato tempo di degradazione, i composti derivanti dalla sua decomposizione sono altamente tossici, non solo per l’uomo ma per molti organismi viventi.
Il DDT non può più essere utilizzato in Italia ed in Europa a partire dal 1978, si è tuttavia continuato a produrlo almeno fino al 1997. In alcune aree il suo utilizzo conviene ancora, sia per l’alta residualità del composto che per il suo basso costo.
L’abbandono del DDT è stato tentato in zone dove la malaria rimane endemica: in Sudafrica meno di vent’anni fa nella provincia di Kwazulu i casi di malaria ebbero un’impennata non appena si sospesero i trattamenti.

Fonte: articolo pubblicato da Adriano Castiglioni, disinfestatore professionista, all’interno della rivista IgieneAlimenti del mese di luglio 2016