L’evoluzione della derattizzazione – parte seconda

sistemi di derattizzazione

Monitoraggio aree interne ed esterne

Negli ultimi anni sono stati proposti numerosi dispositivi che permettono di adottare metodologie compensative le quali spaziano dal monitoraggio delle aree (al momento solo interne) attraverso dispositivi elettronici e di immediata comunicazione in caso di cattura dei roditori, sino all’uso di esche virtuose ovvero senza sostanza attiva, all’impiego di trappole più o meno incruente sino all’uso di contenitori trasparenti in modo che anche gli incaricati dei committenti possano verificare, a frequenza settimanale o giornaliera, la cattura del roditore, avvertendo l’operatore professionale per avviare le opportune azioni correttive.

Dove non si applicano le limitazioni

Va considerato che le limitazioni nell’utilizzo di questi rodenticidi non si applicano a quelli che abbiano sostanze attive diverse, come ad esempio l’alfa cloralosio per il quale, fermo l’obbligo di rispettare le indicazioni riportate in etichetta è concesso un utilizzo permanente, avendo un meccanismo di azione che, diversamente dagli anticoagulanti, agisce sul sistema nervoso ed un tempo di degradazione della sostanza attiva di 24-72 ore dopo l’assunzione, aspetto che riduce molto il rischio di contaminazione secondaria sugli animali non bersaglio.

Le stesse norme di buona prassi sull’uso degli anticoagulanti escludono un uso permanente nelle aree esterne agli edifici fa sì che vi siano problemi applicativi per mie industrie alimentari oppure i quegli edifici adibiti alla manipolazione di alimenti. In questi contesti, ove vigono altri standard in materia di sicurezza alimentare (BRC, IFS) viene escluso l’uso di rodenticidi all’interno dei locali e gli operatori professionali basano le procedure di intervento sull’uso di esche permanenti all’esterno, per evitare l’ingresso di roditori.

Fonte: articolo pubblicato da Paolo Guerra Supervisore Tecnico, HPC-OSD Gruppo Ecotech, sulla rivista IgieneAlimenti del mese di marzo 2017