Gestione degli infestanti in agricoltura

difesa fitosanitaria

Una definizione di disinfestazione

La disinfestazione è l’insieme delle operazioni tendenti all’eliminazione o forte riduzione dei parassiti e dei loro danni, prevedendo interventi che vanno dall’applicazione di prodotti spray in ambiente domestico a veri e propri programmi professionali di gestione e lotta agli infestanti.
Con l’obiettivo di ridurre i rischi per la salute, dal 2009 a oggi la normativa europea ha avviato un processo di revisione dei pesticidi e prodotti fitosanitari assicurando ai prodotti agricoli comunitari un livello di sicurezza più elevato.

Tutela della salute e protezione dell’ambiente, la normativa

In Italia la direttiva europea è stata attuata con il D.Lgs n. 150/2012, strumento che esplicita nel concreto gli obiettivi da raggiungere, le misure da adottare e gli indicatori da considerare per perseguire le finalità della difesa sostenibile.
Nel 2014, l’applicazione della difesa integrata, che prima era facoltativa e sostenuta con misure incentivanti diviene ora obbligatoria per tutte le aziende agricole e riguarda l’applicazione di tecniche di prevenzione e monitoraggio dei parassiti delle piante coltivate, l’utilizzo di mezzi biologici per il loro controllo, il ricorso a pratiche di coltivazione appropriate e l’utilizzo di prodotti che presentino il rischio minore per la salute umana.

Cosa si intende per difesa integrata

L’uso di predatori e parassitoidi è conosciuto sopratutto nell’agricoltura di tipo biologico per la difesa prevalentemente delle piante da frutto e orticole. Fra gli insetti più conosciuti e utilizzati troviamo le coccinelle e i Crisopidi, predatori di afidi e acari.
Questi insetti vengono allevati in modo massivo in veri e propri laboratori industriali dove vengono fornite loro condizioni ottimali di sviluppo, insieme ad interventi di tipo agronomico quali rotazioni, sfalci, potature, diserbo, irrigazioni.
Un’altra tecnica di lotta è quella che prevede l’introduzione di fattori di disturbo per le specie nocive, quali piante-esca che distolgano dalle varietà coltivate oppure l’introduzione di maschi sterili che riducano l’incremento delle specie dannose.

Fonte: articolo pubblicato da Silvia Monguzzi, all’interno della rivista IgieneAlimenti del mese di luglio 2016