L’evoluzione della derattizzazione

derattizazione topi

Nell’anno 2016 sono state introdotte importanti modifiche nell’ambito dei servizi per il controllo degli infestanti, il cosiddetto Pest Control, in particolare modifiche di operatività nel settore della derattizzazione, introducendo un limite di sei settimane all’utilizzo di formulati rodenticidi anticoagulanti.

Limitazioni sull’uso dei rodenticidi anticoagulanti.

In questo modo da un lato viene superata la derattizzazione tradizionale basata sul ripristino delle esche posizionate all’interno dei contenitori, dall’altro va notato come le aziende professionali di Pest Control incontrino difficoltà nell’adeguare le proprie procedure di intervento alla nuova normativa. Alla luce di quanto emerso e in relazione alla comunicazione con la quale l’Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione (Anid) annuncia un piano di ispezione degli Enti di controllo affinché le disposizioni vengano rispettate rendono improrogabile cambiare l’approccio alla derattizzazione sostituendo i tradizionali metodi basati sulle esche anticoagulanti con nuove metodologie di intervento.

Le norme di buona pratica nell’uso dei rodenticidi anticoagulanti.

Si suggerisce che le grandi aziende le quali usufruiscono dei servizi di società di Pest Control specializzate possano individuare una persona all’interno della struttura che possa coadiuvare ed integrare le attività di derattizzazione, soprattutto in caso di emergenza o durante la distribuzione delle esche rodenticide anticoagulanti.
Questa pratica ha trovato applicazione nell’industria alimentare, laddove standard di sicurezza richiedono un impegno giornaliero o settimanale, stimolando l’introduzione sul mercato del pest control di dispositivi elettronici di rilevamento oppure cattura dei roditori, in grado di segnalare agli addetti la presenza di un infestante, riducendo il numero di ispezioni da parte dell’utente professionale o del committente.

Le buone prassi sull’uso degli anticoagulanti raccomandano un uso delle esche limitato alle cinque settimane anziché sei, con interventi di controllo per eventuali spostamenti o integrazioni delle postazioni all’interno di questa periodo, il tutto lasciato alla discrezionalità dell’operatore professionale, controlli che devono in ogni caso essere almeno settimanali.

Fonte: articolo pubblicato da Paolo Guerra Supervisore Tecnico, HPC-OSD Gruppo Ecotech, sulla rivista IgieneAlimenti del mese di marzo 2017