Contaminazione microbica degli alimenti

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Due aspetti di un unico problema

Ogni azienda del settore alimentare deve affrontare due grandi problematiche che sono quelle relative alla disinfezione e alla disinfestazione; per disinfezione si intende la distruzione dei microrganismi patogeni trasmissibili per via alimentare e la riduzione a livelli accettabili di quelli saprofiti, responsabili dello scadimento qualitativo dei prodotti nel tempo.
Per disinfestazione si intende la lotta contro tutti quegli organismi (artropodi e animali in genere) che possono essere vettori di patologie o causare danni alle attività e ambienti del settore alimentare, cibandosi delle derrate o lasciandovi deiezioni e spoglie.

Quali possono essere le conseguenze della presenza di infestanti nelle derrate alimentari

Si tratta di operazioni fondamentali nella filiera alimentare che richiedono procedure specifiche e mirate, entrambe con lo scopo di ottenere prodotti alimentari sicuri e di buona qualità.
La presenza nelle derrate alimentari di artropodi e dei loro escrementi, oltre ad essere un sicuro segno di condizioni igieniche inadeguate può risultare nocivo alla salute. I danni arrecati possono essere di tipo diverso, dai disturbi allergici per contatto, inalazione e ingestione alla trasmissione di agenti patogeni come batteri, funghi, virus.

Rimedi preventivi

A livello preventivo è necessaria una costante e corretta manutenzione delle strutture adibite alla conservazione di queste derrate per assicurare che non si creino crepe attraverso i muri, le finestre, i pavimenti, le tubazioni che facilitino l’accesso agli animali infestanti.
Nel caso di un accesso accidentale le materie prime e le derrate alimentari devono essere protette in modo che gli infestanti non possano in alcun modo arrivare a contatto con esse e cibarsene; ciò riguarda anche scarti di lavorazione e rifiuti, che devono essere rimossi dalla zona di produzione con elevata frequenza mediante operazioni di pulizia e sanificazione evitando che questi scarti attirino infestanti potenzialmente responsabili di una successiva contaminazione microbica.

Fonte: articolo pubblicato da Gabriella Rondinini (Dipartimento di Scienze degli alimenti – Università di Udine), all’interno della rivista IgieneAlimenti del mese di luglio 2016