insetti infestanti alimenti

Alcuni accorgimenti per evitare la proliferazione di infestanti degli alimenti

Il caldo estivo accelera la proliferazione degli insetti del cibo ovvero dei piccoli infestanti che contaminano e si nutrono di cibi secchi e di alimenti che possono essere lasciati incautamente conservati, all’interno della dispensa.

Il cibo conservato in dispensa può vedere la proliferazione ed essere attaccato, se non correttamente conservato, dalle farfalline del cibo, piccoli insetti di colore variabile dal bianco crema al bruno nerastro,  che prediligono gli ambienti caldi e poco illuminati e che quindi possono contaminare le dispense con cibi secchi.

Prima di partire è buona abitudine pulire accuratamente la dispensa, eliminando tutte le confezioni aperte passibili di essere attaccati dagli insetti.
Questi ultimi spesso, sono molto sensibili agli odori forti, dopo un’accurata pulizia sugli scaffali si possono lasciare, al fine di tenerli lontani,in  piccoli contenitori aperti o in sacchettini traspiranti foglie di alloro, chiodi di garofano, lavanda, citronella o buccia d’arancia.
Per evitare il rischio contaminazione insetti meglio riporre gli alimenti in barattoli di chiusi ermeticamente, ma anche contenitori e barattoli di plastica rigida sempre dotati di chiusura ermetica.

Fonte: articolo pubblicato sul sito sanihelp.it
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sanzioni in germania a chi uccide insetti

In Germania multe fino a 65mila euro per chi uccide le api

La legge federale sulla conservazione della natura proibisce il disturbo intenzionale di vespe e animali selvatici, la loro cattura o l’uccisione senza una causa ragionevole.
Ed è così che uccidere vespe, api, bombi ma anche coleotteri, scoiattoli, talpe, farfalle, lumache e lupi è considerato grave al punto da punire chi lo fa con una multa salatissima, che varia da una regione all’altra della Germania.
Chi uccide una vespa, se colto sul fatto, può essere punito con una multa che va da € 5.000 e € 65.000. Se l’insetto è una specie protetta, allora l’ammenda sale.
L’avvocato che si occupa di animali Andreas Ackenheil ha detto che la minaccia costituita dalle vespe è sopravvalutata. Di circa 10.000 specie, solo 2 sono effettivamente pericolose per l’uomo ma di solito non entrano in contatto con aree popolate. 

Uccidere questi preziosi animali ha conseguenze di vasta portata per la natura visto che le vespe contribuiscono a mantenere l’equilibrio ecologico uccidendo zanzare, moscerini della frutta e altri parassiti e svolgono un ruolo importante nell’impollinare i fiori, così come le api, pericolosamente a rischio in Europa anche a causa dei pesticidi, che ne stanno seriamente mettendo a rischio l’esistenza.

Fonte: articolo pubblicato sul sito greenme.it
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perchè disinfestare in estate

Perchè importante la disinfestazione sopratutto in estate

Quali insetti e altri parassiti infestano le nostre case

Tra le infestazioni più preoccupanti ci sono quelle da parte di ratti e scarafaggi, soprattutto in luoghi vicini alle grandi città o centri abitati. Questi animaletti si cibano di tutto ciò che trovano, soprattutto gli scarti che vengono lasciati in luoghi facili da raggiungere, ma non solo. Si possono infatti infiltrare anche in cassetti e mobiletti, dove trovano anche alimenti ancora confezionati, di cui cercano di cibarsi. Ovviamente le confezioni rotte o rovinate, da un topo o dagli insetti, vanno scartate in quanto questi animali possono essere, loro malgrado, portatori sani di numerose malattie.

Perchè avviene un’infestazione

Si tende a pensare che scarafaggi, topi, o anche altri animali infestanti, arrivino in casa o in azienda perché l’igiene è scarsa. Sicuramente, in ogni situazione, è importante eseguire una corretta igienizzazione dei locali, per la nostra e altrui salute e incolumità. Gli animali infestanti però spesso arrivano in casa in quanto diffusi nel quartiere o nella zona in cui ci troviamo. Si tratta infatti di animali che vivono a stretto contatto con l’uomo e che si cibano dei nostri scarti o della spazzatura.

Fonte: articolo pubblicato sul sito dazebaonews.it
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guerra biologica zanzara tigre

Guerra biologica alla zanzara tigre

L’Enea, uno dei maggiori istituti italiani di ricerca scientifica, ha sviluppato un metodo biotecnologico per limitare la riproduzione della micidiale zanzara (involontariamente importata in Italia qualche anno fa) e abbattere le sue capacità di trasmettere virus tropicali.
Questo risultato è stato possibile grazie all’introduzione nella zanzara in laboratorio di ceppi specifici del batterio Wolbachia, innocuo per l’uomo e comunemente presente in gran parte degli insetti.
Le femmine hanno manifestato un azzeramento della trasmissione del virus Zika e una riduzione a meno del 5% di quella dei virus di Dengue e Chikungunya, mentre i maschi sono stati in grado di rendere sterili le femmine selvatiche della specie dopo l’accoppiamento.
Il metodo biotecnologico dell’Enea è volto a prevenire il rischio di epidemie associate a questi virus ed è stato testato nell’ambito del progetto europeo INFRAVEC 2 grazie alla collaborazione con il dipartimento di virologia dell’Istituto Pasteur di Parigi.

Fonte: articolo pubblicato sul sito lastampa.it
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infestazione zanzara tigre

Zanzara tigre, in ben 67 province italiane infestazione ai massimi livelli

Con l’aumento delle temperature, la zanzara tigre inizia a farsi davvero sentire nelle città. Nella settimana dal 26 luglio all’1 agosto, saranno ben 67 le province del nostro Paese le aree più attaccate dal temuto insetto volante. In una scala di intensità da 0 a 4, la maggior parte sarà così colpita dall’indice potenziale di infestazione più alto.

La zanzara tigre è lunga dai 5 ai 10 millimetri e vistosamente tigrata di bianco e nero. E’ un insetto attivo durante il giorno, sviluppatosi negli ambienti urbani, quindi sempre a contatto con l’uomo verso cui dispone un’elevata aggressività. L’aedes albopictus, nota appunto come zanzara tigre, può trasmettere anche virus ed epidemie, ma è inoltre importante nella medicina veterinaria.

Vi sono due aspetti climatici fondamentali che influenzano la proliferazione delle zanzare: le temperature e le piogge. Quando le temperature medie sono intorno ai 25°C, la zanzara può completare un ciclo di sviluppo in meno di 10 giorni. Ecco perché solitamente i picchi di massima densità si hanno solitamente nei periodi estivi.

Fonte: articolo pubblicato sul sito tgcom24.mediaset.it
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crescita infestanti derrate alimentari

Crescita infestanti alimentari

Con l’arrivo del caldo si manifesta una crescita delle infestazioni perché è proprio a causa dell’aumento delle temperature che questi piccoli insetti riescono a proliferare e crescere. Le ricerche hanno mostrato come nei mesi di maggio e giugno del 2018 le visite alle pagine dedicate alle schede descrittive di infestanti alimentari abbiano registrato un aumento del 95% in più rispetto ai mesi precedenti.

Quali sono questi infestanti, almeno i principali?

Tignole della farina o farfalline del cibo: si tratta di piccole farfalline di colore variabile dal bianco-crema al bruno nerastro che amano vivere in ambienti caldi e con poca luce e, non a caso, colonizzano le nostre dispense contaminando i cibi secchi che vi conserviamo.

Acaro del prosciutto crudo: impossibile da vedere a occhio nudo, si trova nel prosciutto crudo, ma anche in altri insaccati, formaggi (specie se stagionati), funghi e frutta a guscio.

Anobio del pane: lungo circa 3 millimetri e di colore bruno-rossastro, è capace di perforare l’imballaggio dei cibi. Attacca gli alimenti derivazione cerealicola (farina, pane, pasta), oltre a frutta essiccata, spezie, erbe officinali e vegetali con abbondante contenuto di amido.

Tonchio del fagiolo: lungo tra i 2 e i 3 millimetri, di colore verdastro con chiazze variegate di colore marrone, è caratterizzato dal corpo a “lacrima” ed antenne a dente di sega. Si nutre principalmente dell’interno dei fagioli, ma attacca tutti i tipi di legumi compresi fagiolini, piselli e lenticchie.

Fonte: articolo pubblicato sul sito efanews.eu
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allarme zanzara tigre

Allarme zanzara tigre, scatta il piano prevenzione

Il piano prevenzione dell’Usl Umbria 1

Arginare il fenomeno primaverile-estivo della presenza e del diffondersi delle zanzare. In particolare della più temibile zanzara tigre. Il Piano è stato elaborato dall’AUSL Umbria 1 e prevede una serie di iniziative rivolte direttamente cittadini, soggetti pubblici, amministratori di condominio, società e associazioni che dovranno adottare tra il primo del mese di aprile ed il 31 ottobre 2018.

Quali sono le regole da rispettare

A tutti i cittadini, soggetti pubblici, amministratori condominiali, società che gestiscono le aree di centri commerciali, artigianali, industriali di:
1- non abbandonare negli spazi pubblici e privati, compresi terrazzi e balconi, contenitori di qualsiasi natura e dimensione (barattoli, secchi, bidoni, vasche) nei quali possa raccogliersi acqua piovana;
2- eliminare negli orti, nei giardini, nei cantieri, qualsiasi prolungata raccolta di acqua in contenitori non abbandonati ma sotto il controllo di chi ne ha proprietà o l’uso effettivo (annaffiatoi, secchi, sottovasi, ecc.);
3- prosciugare completamente le piscine non in esercizio e le fontane; in alternativa eseguirvi adeguati trattamenti larvicidi oppure immettervi pesci larvivori; qualora le piscine vengano ricoperte con teli è necessario svuotare settimanalmente l’acqua accumulatasi;
4- trattare l’acqua presente in tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque, ricorrendo a prodotti contro le larve di zanzara. La periodicità dei trattamenti deve essere congruente alla tipologia del prodotto usato. Il trattamento contro le larve di zanzara può essere eseguito direttamente da parte degli stessi proprietari o utilizzatori, a tal proposito dovrà essere conservata la documentazione attestante l’avvenuto trattamento o il documento di acquisto dei prodotti.

Fonte: articolo pubblicato sul sito perugiatoday.it.
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ptinidi

Ptinidi, insetti simili ai ragni

Gli Ptinidi, infestanti della famiglia dei coleotteri

Non molto diffusi, questi coleotteri presentano abitudini di vita per certi versi simili a quelle dei tarli e possono assumere importanza sopratutto nelle abitazioni private, vecchi alberghi, magazzini alimentari, mulini, musei. Sono onnivori, nutrendosi di detriti alimentari di vario tipo (cereali, farina e semole, pasta, biscotti, cacao, camomilla, pepe, etc)
non disdegnando carta, fieno, materiale in decomposizione di origine animale e vegetale.
Si tratta di un infestante che tollera molto bene le basse temperature e può rimanere digiuno anche per molto tempo.
Frequentano luoghi scarsamente illuminati e la femmina depone dalle 50 alle 100 uova incollandole sui substrati di cui si alimentano.

Infestanti secondari ma non meno pericolosi

Seppur considerati come infestanti secondari, questi insetti vanno gestiti alla stessa stregua degli altri parassiti delle derrate alimentari. I danni provocati a seguito dell’attività trofica degli adulti e delle larve sono da considerarsi significativi per il deterioramento delle sostanze infestate sia per il deprezzamento del loro valore commerciale.
Gli ptinidi sono difficili da individuare in un ambiente poiché evitano la luce, nascondendosi all’interno di profonde fessure e cavità.
Il controllo di questi insetti comincia con la pulizia e rimozione di tutti i substrati alimentari che hanno determinato l’infestazione, comprese le vecchie esche rodenticide dimenticate in qualche angolo o soffitta. Occorrerò un approccio estensivo in presenza di magazzini di stoccaggio di prodotti alimentari e nelle vecchie abitazioni ricche di suppellettili e materiale ligneo.

Fonte: articolo pubblicato sul periodico T&C Tecniche e Curiosità a cura di Colkim srl, redatto da Roberto Vatore, Responsabile Tecnico Colkim per la regione Campania.

tingide del platano

Tingide del platano

La tingide del platano

E’ un insetto emittero della famiglia tingidae, riconoscibile per la presenza di un protorace dotato di due espansioni fogliacee reniformi bianche e di un cappuccio sul capo che le conferiscono un curioso aspetto. E’ una specie di origini americane he ha fatto il suo ingresso a metà degli anni ’60 e che vive principalmente sui platani, il Platano occidentale e quello Comune, non disdegnando altre specie di latifoglie quali Gelso da carta, Noce nero e Frassino.

Conosciamolo più da vicino

Il Tingide compie fino a tre generazioni all’anno. Gli adulti trascorrono l’inverno al riparo della corteccia dei fusti e dei grossi rami degli alberi oppure delle fessure degli infissi e tapparelle delle abitazioni circostanti.
La presenza dell’emittero per i platani rappresenta un vero e proprio flagello. Le punture di nutrizione degli adulti e delle forme giovanili provocano la comparsa di punteggiature clorotiche in prossimità delle nervature delle foglie che poi si estendono con il tempo fino ad interessare l’intero lembo, causando ingiallimento della foglia e successivo disseccamento.
In ambienti urbani, lungo i viali o nei parchi, elevate infestazioni di questo parassita creano non pochi disagi alle persone a causa della loro introduzione all’interno delle abitazioni, sopratutto nei mesi di settembre e ottobre, quando sono alla ricerca di siti di svernamento.

Interventi del disinfestatore

Un intervento da effettuarsi sulla vegetazione, preferibilmente di individui ancora giovani può essere realizzato in primavera contro le neanidi della prima generazione mediante l’utilizzo di prodotti insetticidi caratterizzati da ridotta tossicità, quali quelli a base di deltametrina, piretrine naturali. In alcuni contesti si sono ottenuti buoni risultati con la tecnica della lotta endoterapica che prevede iniezioni controllate al tronco delle piante di apposite formulazioni a base di imidacloprid o abamectina.

Fonte: articolo pubblicato sul periodico T&C Tecniche e Curiosità a cura di Colkim srl, redatto da Roberto Vatore, Responsabile Tecnico Colkim per la regione Campania.

infestanti alimentari

Infestanti aziende alimentari

Alcuni infestanti alimentari specifici

Il tarlo del pane (Stegobium paniceum) e il tarlo del tabacco (Lasioderma serricorne) sono due piccoli coleotteri molto simili, le cui dimensioni, da adulti, variano tra 2-4 mm, dipendenti dalla temperatura, umidità e qualità del cibo durante lo sviluppo larvale.
Molte derrate secche sono infestate da questi parassiti: prodotti che derivano dalla filiera dei cereali (semi, farina pasta, biscotti, etc.), cibo per animali, spezie ed erbe di interesse erboristico, frutta secca, etc.

Conosciamo meglio questi infestanti

Il Lasioderma è un parassita del tabacco mentre lo stegobio sembra avere una preferenza per i prodotti “medicinali” e non esita ad attaccare anche legni morbidi e rilegature di libri.
Ottimi volatori, sono attirati dalla luce ultravioletta degli elettroinsetticidi dove vengono catturati in gran numero. In particolare il Lasioderma comincia a volare ad una temperatura di 20°C.

Interventi del disinfestatore

Un’azienda giapponese ha sponsorizzato qualche tempo fa un prodotto contenente “un feromone mimico” da inserire in un’apposita trappola e recentemente un importante gruppo inglese nel settore del Pest Control ha deciso di testare questo attrattivo sul campo per attirare gli adulti di questa specie, utilizzando un altro modello di trappola.
Le trappole – a coppie di 10/15 per sito – una contenente l’attrattivo e l’altra senza (testimone) – sono state posizionate in una panetteria industriale, un’azienda che produce cibo per animali, un locale dove è conservato un importante erbario.
Dopo 4-6 settimane sono state controllate ed analizzate le catture, i cui risultati sono stati molto interessanti, con circa 300 individui intrappolati nei cartoncini collanti innescati.

Fonte: articolo pubblicato sul periodico T&C Tecniche e Curiosità a cura di Colkim srl, redatto da Maurizio, Responsabile Entomologico Colkim.